Biasin: “All’Inter vincere deve diventare normale. De Boer…”

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20 settembre 2016, 01:02
Fabrizio Biasin

Fabrizio Biasin ha dedicato gran parte del suo editoriale per “TuttoMercatoWeb” all’Inter e al successo per 2-1 di domenica pomeriggio nel derby d’Italia contro la Juventus. Dopo aver aperto con Frank de Boer e tutte le critiche arrivate all’olandese si è spostato sul valore della rosa nerazzurra e sui giocatori chiave.

CRITICHE ECCESSIVE – “La parabola di Frank de Boer in soli quaranta giorni di interismo ha già vissuto gli abissi (la pastura) e i picchi (dopo la vittoria di domenica sfiora il livello De Filippi). La cosa bella è che lui sembra non essersi accorto di niente, o forse in grande serenità ha preferito fottersene perché è più scafato di chi a sua volta ha provato a fotterselo. Frank de Boer è stato stropicciato dai media, dall’opinione pubblica, da una buona fetta dei suoi stessi tifosi. Gli hanno piazzato alle calcagna un paio di sostituti virtuali (Fabio Capello e Cesare Prandelli), come se il contratto sottoscritto un mese fa fosse stato vergato su carta da culo due veli. Hanno detto ‘cazzo, questo in trenta giorni non ha ancora imparato l’italiano con quello che guadagna!’ e altre cose visionarie che personalmente ho catalogato nel prontuario anti-de Boer, buono da tirar fuori e utilizzare alla prossima sconfitta. Sconfitta che arriverà, perché semplicemente è nell’ordine delle cose. Solo che l’ordine delle cose non va affatto d’accordo col mondo del pallone, almeno qui in Italia, e quindi ciò che un secondo prima è vergognoso un attimo dopo diventa pazzesco, così come un povero pirla da rispedire nel paese delle cannette e dei troioni in vetrina, improvvisamente si trasforma nel nuovo dio della lavagnetta, surclassando Massimiliano Allegri che, invece, “‘non ci capisce un cazzo’ (sì, si è sentita anche questa)”.

SQUADRA IN CRESCITA – “L’Inter è una specie di mobile IKEA con ancora tutti i pezzi sparsi sul tappeto e la sensazione che possa mancare qualche bullone. Epperò è un gran bel mobile dell’IKEA, uno di quelli che una volta montato rischi di farci il figurone con gli amici. I novanta minuti contro la Juventus non sono merito esclusivo di de Boer che finalmente ha capito o esclusivo di Mauro Icardi che finalmente partecipa al gioco. Porca troia, non è che ci debba sempre essere un soggetto da immolare sull’altare degli stronzi o su quello dei geni, così come non è affatto detto che esistano solo il vergognoso o il pazzesco. A guardar bene ci sono un sacco di sfumature che in un mondo normale andrebbero prese in considerazione. Solo che il mondo del calcio non è quasi mai normale, ha bisogno di eroi o reietti da sbattere in prima pagina, meglio ancora se da eroi si sono trasformati in reietti o viceversa. Non c’è equilibrio. Mai. E quindi Frank de Boer era un coglione e adesso ‘va a comandare’, mentre Icardi un mese fa era un ingrato, un avido da svendere a quaranta milioni e in un amen si è trasformato in ‘capitano coraggioso’, uno la cui clausola da centodieci milioni dimostra ‘l’inadeguatezza di una dirigenza che doveva metterla molto più alta!’. Insomma, non va mai bene niente”.

GIOCATORI DA NON SCARTARE – “L’Inter domenica ha battuto la Juve non perché il Sagittario sia entrato in rotta di collisione con Alfa Centauri, semmai perché ha una marea di giocatori con i controcazzi, altroché balle. La figura di merda con l’Hapoel Be’er Sheva deve diventare eccezione, così come le vittorie si devono trasformare in regola. E quindi persino battere la Juve si può e in fondo non dovrebbe neanche sorprendere più di tanto: se i tuoi giocatori sono praticamente tutti nazionali, se in difesa hai il capitano del Brasile, se a centrocampo hai un campione d’Europa (João Mário), uno di Copa América (Gary Medel), oltre al centrocampista fulcro dell’Argentina (Éver Banega) e uno dei portieri che sorridono meno nell’emisfero australe, ma che il suo lo sa fare, se hai tutto questo oltre a tale Icardi, allora vincere deve diventare normale, non pazzesco”.

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Riccardo Spignesi

Studente (ancora per poco) all’Università Statale di Milano. Redattore anche per SpazioCalcio.it e BetClic, estremamente fissato con il calcio.