Biasin: “All’Inter non sono pippe, ma hanno buttato due mesi”

Articolo di
23 agosto 2016, 00:36
Fabrizio Biasin

Nel suo editoriale sul sito “TuttoMercatoWeb” il giornalista Fabrizio Biasin ha duramente criticato la prestazione dell’Inter a Verona contro il Chievo, salvando Frank de Boer nonostante le scelte tattiche e ritenendo come principali responsabili i giocatori, che per il loro valore non dovrebbero fornire prove come quella di domenica sera.

CHE DISASTRO – “Siamo ripartiti con il campionato con l’Inter che frana a Verona giocando in maniera pessima. La buona notizia è che solo impegnandosi si può fare peggio. Fine delle buone notizie. Il resto è un mix di delusioni nerazzurre generate dalle attese per vedere cosa avrebbe combinato Frank de Boer, di tifosi che si mandano a quel paese, di giocatori accantonati (Stevan Jovetić in uscita), di terzini appena arrivati e già bocciati (Caner Erkin), di rivali che se la ridono, di difensori di Roberto Mancini che dicono ‘allora non era colpa di Mancini!’ contro detrattori di Mancini che dicono ‘è colpa di come ci ha preparati Mancini!’. Ognuno la vede e la vedrà sempre a modo suo. La certezza è che si è partiti con tanta e auto-indotta confusione. Quella della società che per bocca del suo presidente dice ‘ne prendiamo due’ ma viene poi smentito dal vicepresidente (‘dobbiamo stare attenti al fair play finanziario’); quella del tecnico olandese che da subito ha strizzato l’occhio al calcio fantasia, al 4-3-3, al coraggio da leoni, che si è appellato alla cazzimma ma poi si è presentato alla prima di campionato con uno strampalato 3-4-1-2 (roba che neanche Walter Mazzarri in periodo di monsoni), con Andrea Ranocchia al centro della difesa e Ivan Perišić sul balcone di Giulietta; quella dei giocatori, desolatamente ripetitivi nel mettere in mostra i loro limiti e difetti. E allora Samir Handanović dopo le lagne sulla voglia di giocare in Champions scende in campo col solito musone; Yuto Nagatomo pensi ‘sarà cambiato’ e invece è sempre quella roba lì; Ranocchia pensi ‘sarà cambiato’ e sì, lo è, ma se possibile in peggio; e via via tutti gli altri fino a Mauro Icardi, campione olimpico di salto d’ingaggio e in clamoroso spread negativo rispetto a quello che è riuscito a far vedere al Bentegodi. Per carità, non è successo (quasi) niente e siamo solo alla prima, ma la sensazione è che si possa e debba essere severi proprio perché ci troviamo di fronte non a un gruppo di pippe irrecuperabili, semmai di giocatori che hanno più o meno irresponsabilmente buttato via due mesi: chi a cercare di far crescere il proprio conto in banca, chi a vivacchiare in attesa che la società provvedesse (con estrema e colpevole calma) a silurare il vecchio e distaccato tecnico per puntare su quello nuovo. ‘Amala’ è lo slogan dei tifosi, ‘rispettala’ deve forzatamente diventare quello dei tesserati”.