Bianchi: “Inter in alto? Un’impresa! Gabigol sorpresa negativa”

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8 dicembre 2016, 17:08
Alessandro Bianchi

Alessandro Bianchi – intervenuto ai microfoni di “TuttoMercatoWeb Radio” – parla del momento poco felice dell’Inter: l’ex centrocampista nerazzurro crede che scalare la classifica in campionato sia un’impresa quasi impossibile, ma ripone fiducia nelle qualità di Stefano Pioli. Di seguito le sue dichiarazioni

IMPRESA DIFFICILE – «Europa League? Dispiace tantissimo, si pensava che magari a una giornata dalla conclusione del girone l’Inter fosse già qualificata. Invece si ritrova fuori dalla competizione e dispiace. Il campo ha decretato questa sentenza e purtroppo è giusto così, l’Inter ha fatto male. Di chi sono le colpe? Bisognerebbe essere dentro per capire i problemi. Però quando succedono questi patatrac la colpa è un po’ di tutti. Difficile dare la colpa a una persona sola: per me le responsabilità sono da suddividere. Pioli uomo giusto per risollevare le sorti dell’Inter? Penso di sì. Nella sua carriera ha fatto anche bene, per quel poco che ho visto della sua gestione nerazzurra ha fatto abbastanza bene. Però bisogna vedere che squadra ha trovato, sia a livello mentale che fisico. Secondo me non ha avuto il tempo di lavorare su tutti questi fattori. Forse con la pausa potrà lavorare meglio e di più. Per arrivare in alto a questo punto serve un’impresa».

CARENZA DI LEADERSHIP – «Inter che arriva prima del Milan come ha detto Berti? Adesso sta facendo un bruttissimo campionato, con pochissimi punti ottenuti. Però mancano ancora tante partite e quindi ci sono tanti punti a disposizione. Sono convinto che si possa puntare il Milan e cercare di avvicinarlo. Adesso la distanza è notevole però la possibilità c’è. Manca attaccamento alla maglia? Quando io sono arrivato all’Inter c’era un gruppo già solido, c’erano dei leader. C’erano i vari Zenga, Bergomi e via discorrendo: un gruppo di almeno 4-5 giocatori. Secondo me in questi ultimi anni sta venendo a mancare questo: si cambia troppo e non si riesce a creare uno zoccolo duro di 4-5 giocatori di spessore. Che può fare la differenza. Gabigol? Sono rimasto abbastanza sorpreso. Pensavo che, visto il nome che si era fatto, nel giro di poco tempo potesse andare in campo da titolare. Per me è stata una sorpresa negativa: sono passate parecchie giornate e ancora non si è visto in campo».