Bessa: “All’Inter stop futsal, che emozione Ronaldo! Alonso…”

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10 ottobre 2016, 23:23
Bessa

Daniel Bessa – centrocampista scuola Inter in prestito all’Hellas Verona -, intervistato da Matteo Moretto per il sito di Gianluca Di Marzio – giornalista di “Sky Sport” -, racconta il suo arrivo in Italia, l’esperienza all’Inter e tutte le soddisfazioni di una carriera agli inizi

FORTUNA E BENEDIZIONE – Il talento a Daniel Bessa non manca, la testa a quanto pare nemmeno: «Il tatuaggio inglese “Blessed”? Me lo sono fatto perché mi ritengo una persona fortunata e benedetta dal Signore. Per tutto quello che ho avuto e fatto, per tutto quello che possiedo ora: famiglia, fidanzata, amici, lavoro, ma soprattutto salute. Ho un rapporto fortissimo con i miei cari, in particolar modo con mia mamma e mio fratello. Quando mi sono trasferito in Italia per giocare nell’Inter ero giovanissimo. Mio fratello è stato il primo a sostenermi. Anche perché lui si trovava già qui, in quel periodo giocava nella squadra di calcetto della Ternana, così per i primi mesi abbiamo vissuto insieme. Mia madre invece mi ha raggiunto solo poi, ma è stata fondamentale nel mio percorso di crescita all’estero».

STOP AL FUTSAL – «L’Hellas Verona è una tappa importante per la mia carriera. Vivo con la mia fidanzata. I miei si trovano in Brasile, ma li sento tutti i giorni. In Brasile giocavo sempre e solo a calcetto, tutto il tempo. Quando ho iniziato a undici avrei dovuto lasciare il mondo del futsal, ma ho continuato lo stesso, per un periodo anche di nascosto. Mi piaceva troppo. Una volta arrivato all’Inter ho dovuto smettere».

IDOLI DI INFANZIA – «Quando ho conosciuto Ronaldo ero giovane, il destino ci ha fatti incontrare, per fortuna. Non mi sono mai emozionato così tanto come in quell’occasione. Ronnie è il più grande di tutti i tempi! Xabi Alonso è uno dei centrocampisti che ammiro di più: un modello! Ho avuto la fortuna di sfidarlo, quest’estate in ritiro con l’Inter. Così ho colto l’occasione e gli ho chiesto la maglietta! E’ stato gentilissimo».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.