Bergomi: “De Boer bravo a far coesistere J. Mario e Banega”

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24 settembre 2016, 13:36
Bergomi

Beppe Bergomi, intervistato dal “Corriere dello Sport”, ha sottolineato l’importanza per l’Inter di Ever Banega e Joao Mario, giocatori di grande qualità che il tecnico Frank de Boer è riuscito a far coesistere insieme grazie all’aiuto di Gary Medel.

NON SOLO QUALITA’ – «Beh, pensare che Joao Mario non sia un giocatore solido è un errore, basti ricordare quel contrasto con Pogba in finale agli Europei da cui fu lui ad uscire vincitore. Restando nell’ambito dei nuovi arrivati, Banega è uno che non si ferma mai, si offre sempre per ricevere il pallone. Candreva è un altro ad essere ben piazzato, per non parlare di Perisic, che è un colosso, o di Icardi. Per come funzionano le cose in Italia, era impensabile pensare solo alla qualità. Direi che l’Inter ha trovato un giusto mix».

IL CENTROCAMPO – «Ma qui non può che essere sottolineata la bravura dell’allenatore. De Boer ha messo insieme un meccanismo ideale, riuscendo a far coesistere proprio Banega con Joao Mario. Il portoghese, infatti, permette all’argentino di non doversi abbassare troppo per ricevere il pallone. Può rimanere alto e così la squadra rischia meno, a differenza di quanto accaduto nelle prime partite. In questo modo, l’Inter riesce anche a tenere molto alta le pressione, mettendo in difficoltà la squadra avversaria. Inoltre, Medel viene liberato da alcune incombenze, come la costruzione del gioco, che non rientrano nelle sue caratteristiche».

INTER DA CHAMPIONS – «E’ troppo presto fare adesso una previsione. Ma la cosa più importante, a mio avviso, è che de Boer sia riuscito a dare un’idea. All’inizio si era incartato, mentre ora si vede chiaro cosa abbia in testa e cosa voglia dalla sua squadra. Il cui valore, peraltro, è fuori discussione: deve lottare per la Champions. Se potrà competere anche per lo scudetto lo capiremo tra qualche partita».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.