Bellugi: “Inter, un po’ di fortuna. Candreva impari a crossare”

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25 settembre 2017, 23:42
Bellugi

L’ex difensore dell’Inter Mauro Bellugi è intervenuto a “Radio Sportiva” per commentare l’avvio di stagione dei nerazzurri, terzi dopo sei giornate con cinque vittorie e un pareggio a due punti dal duo di testa formato da Juventus e Napoli. A suo avviso la posizione in classifica sarebbe anche dovuta alla fortuna, ma ci sarebbero situazioni migliorabili per proseguire nel momento.

BUONA SORTE«Per i punti il bicchiere è stracolmo, però io purtroppo guardo anche le partite in un’altra maniera, nel senso che se subisci solo due gol hai anche il miglior portiere e in questo momento un po’ di fortuna. So per esperienza che la fortuna non te la porti fino all’ultima di campionato, quindi mi piacerebbe vedere meno situazinoi difficili in fase difensiva, ogni tanto c’è qualche dormita e diamo l’occasione agli avversari di fare gol. Per fortuna Samir Handanović è nostro ma poi ci sono anche i pali, sono onesto e dico che abbiamo avuto un po’ di fortuna. Non puoi sperare che vada sempre bene, è un paragone con l’Inter di Roberto Mancini (2015-2016, ndr) per adesso perfetto, spero nella fiducia data a Luciano Spalletti che sta costruendo una mentalità vincente che l’Inter ha perso da un po’ di tempo. Siccome lo ammiro e lo stimo ci mancava che dicesse che l’Inter va bene così, ha letto benissimo la situazione della squadra e ha visto che dobbiamo fare moltissimo di più».

SINGOLI DECISIVI«Giocatori chiave? Ognuno di noi ha i suoi preferiti che vorrebbe comprare. So che nell’Inter ci sono ottimi giocatori e poi ci sono due giocatori, Mauro Icardi e Ivan Perišić, che possono vincere le partite. Poi c’è Antonio Candreva, che se imparasse a crossare più preciso anziché addosso agli altri farebbe vincere le partite. Poi ci vuole Matías Vecino, ci vuole Borja Valero perché tengono la partita ma con loro non la vinci, ci vogliono altri tipi di giocatori. Yann Karamoh? Mi è piaciuto, adesso è stata un’apparizione però senza paura, con autostima. È un ragazzo che è convinto delle sue possibilità, perché non farle vedere? Spero lo faccia sempre di più e il pubblico lo aiuti, ma non è sempre facile: quando sbagli un pallone e a San Siro iniziano a rumoreggiare è un ambientino un po’ delicato. Con Icardi mi sono arrabbiato anni addietro perché stava lì e aspettava, ieri gli ho visto fare un gol quando ha salvato davanti alla porta in un contropiede del Genoa, non ho mai visto Icardi rientrare in questa maniera e questa è una cosa positiva, vuol dire che anche il grande giocatore si mette al servizio della squadra, questo penso sia merito di Spalletti».