Banega-Joao Mario: in Serie A bisogna anche difendere! – GdS

Articolo di
31 ottobre 2016, 13:05
Banega

L’Inter di Frank de Boer ha rimediato la quarta sconfitta nelle ultime cinque partite di Serie A. Sul banco degli imputati della “Gazzetta dello Sport” finiscono Ever Banega e Joao Mario. Ecco i loro errori

RESOCONTO – “Dei tre centrocampisti schierati soltanto uno, Brozovic, s’impegna in un lavoro di contenimento e di recupero che, per chi occupa quel ruolo, è fondamentale. Joao Mario si preoccupa di ricamare senza dare un’occhiata agli avversari che gli passano di fianco e Banega, quando il pallone ce l’hanno quelli della Sampdoria, non fa mezzo passo indietro per aiutare i compagni. Con un reparto, il più importante, così concepito e disegnato, si va poco lontano”.

ZERO EQUILIBRIO – “Barreto, che agisce nella stessa zona di Banega, s’incarica di arginare l’argentino e di ripartire in velocità. Di più: sorprende l’interista in molte occasioni attaccandolo alle spalle. Ora, va bene che il giochino riesca una o due volte, ma alla terza bisogna aprire gli occhi e prendere le contromisure. Invece Banega si guarda bene dal contrastare, in nome di chissà quale superiorità tecnica (vera o presunta che sia). In Italia, ma non solo in Italia, il centrocampo è l’ago di bilancia dell’intera squadra: se il reparto è assemblato male, gli attaccanti soffrono e i difensori boccheggiano (com’è capitato a Murillo e Miranda, sempre costretti a rincorrere, sempre esposti all’ uno ­contro ­uno). Non ci si può preoccupare soltanto della fase offensiva (ammesso che poi venga fatta bene), nel calcio esiste anche il momento in cui ci si deve proteggere. E nel campionato di Serie A, quasi sempre, chi ha la retroguardia più solida fa più strada di chi pratica calcio ­champagne”.

Facebooktwittergoogle_plusmail
The following two tabs change content below.
Crescenzo Greco

Crescenzo Greco

Crescenzo Greco, nasce a Foggia il 20 aprile del 1995. Grazie a sua zia è interista fin da bambino. Josè Mourinho l’idolo incontrastato, Adriano quello d’infanzia. Dopo aver raggiunto la maturità scientifica si è trasferito a Milano per inseguire il sogno di diventare giornalista sportivo e studiare “Comunicazione e Società” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.