Bagni: “Inter a Simeone? No, Pioli a lungo termine! Pellegrini…”

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15 dicembre 2016, 21:25
Bagni

Salvatore Bagni ha parlato ai microfoni di “GazzaMercato.it” del suo passato all’Inter e dell’attuale gestione di Stefano Pioli: l’ex centrocampista racconta del suo rapporto conflittuale con Ernesto Pellegrini e dimostra piena fiducia nelle qualità dell’attuale allenatore nerazzurro. Di seguito le sue dichiarazioni

PASSATO NERAZZURRO – «Nel 1981 arrivai a Milano grazie al “Perugia dei miracoli”, una squadra e una società a cui devo tutto. In quell’anno nacque mia figlia che per sei mesi non mi ha fatto dormire, per questo non resi al massimo e persi la possibilità di andare ai Mondiali dell’82 ma nonostante tutto la perdono. Nell’Inter ho giocato comunque due ottime stagioni, prima da ala e poi da mediano grazie ad una grande intuizione di Marchesi che mi permise di raccogliere l’eredità di Oriali e di impormi ad alti livelli. Se ci fosse stato Moratti presidente probabilmente sarei rimasto lì a vita, invece c’era Pellegrini, il quale mi stressò pesantemente perché mi voleva caratterialmente diverso da come ero per ricalcare lo stile Juventus. Io ci provai poi, con il supporto di Mazzola, ritornai ad essere me stesso ma il presidente non lo accettò e volle cacciarmi. Il culmine lo raggiunse a luglio del 1984 quando, pur sapendo che avevo dei gravi problemi in famiglia, mi convocò in sede con una bieca scusa. Lì impazzii, discutemmo animatamente e me ne andai. Fortunatamente pochi minuti dopo questa lite, ancora oggi non so come fece a saperlo così in fretta, mi chiamò Marchesi per portarmi a Napoli. Pellegrini non ne voleva sapere, ma quando minacciai di restare a casa e agire in altre sedi mi cedette a Ferlaino per 4 miliardi e così ho ritrovato la gioia ed è nata la mia storia d’amore con Napoli».

TRA PIOLI E SIMEONE – «Pioli? Stefano è un amico, conosco molto bene anche il suo staff con cui sono unito da un forte legame visto che abbiamo condiviso una bella esperienza a Bologna. All’Inter, di quel gruppo, manca solo l’ottimo preparatore dei portieri Vinti. C’è però Murelli, che ha giocato con me ad Avellino, ed è un vice-allenatore preparatissimo. Insieme sono un’ottima orchestra che lavora con ordine e dedizione. A questo punto dipende dalla squadra, perché lo staff è di primo livello. Spettro Simeone? Non credo, come dicono tanti, che a giugno arrivi Simeone. Pioli sicuramente ha un lavoro difficile da fare, perché la squadra ha qualità ma poco equilibrio; ci sono dei doppioni in alcuni ruoli mentre in altri mancano uomini. Stefano deve assestarsi, poi vedrete che proporrà un calcio bello e produttivo. Il “Progetto Pioli” sarà a lungo termine e porterà tante soddisfazioni. Gabigol? Conosco bene il campionato brasiliano, lui ha grandissime qualità ma deve entrare in un contesto di squadra completamente diverso rispetto a quello a cui era abituato. Adesso non è pronto né fisicamente, né mentalmente per questo a gennaio dovrà andare a giocare in Serie A, così da abituarsi ai ritmi del nostro campionato per poi diventare un grande all’Inter. I brasiliani hanno bisogno di entusiasmo per giocare con grinta».