Ancora Melo: “Voglio la Nazionale. Su Balotelli e la Juventus…”

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27 settembre 2015, 17:49

Felipe Melo ha rilasciato un’intervista a Globo Esporte. Nella prima parte ha parlato del suo rapporto con Roberto Mancini e del suo arrivo all’Inter. Ora il centrocampista brasiliano parla della sua carriera, dei suoi obiettivi, di Mario Balotelli e della sfida alla Juventus. Ecco le parole di Felipe Melo

CARRIERA – «Il miglior momento della mia carriere? In termini di vittorie e titoli, senza dubbio quello al Galatasaray. La storia è fatta di titoli e in Turchia ne ho vinti molti. Oggi, ho 32 anni e mi sento molto bene, miglioro ogni giorno, psicologicamente mi trovo anche molto bene. Non sono più un ragazzo di 20 anni. Continuo a lavorare con umiltà e serietà aspettando il mio obiettivo: la nazionale brasiliana».

OBIETTIVO – «Quando ho firmato per l’ Inter il mio obiettivo finale era quello di affermarmi qui, di proseguire con questa regolarità che sto avendo adesso, perché so che è quello che serve per arrivare alla nazionale. Si parla molto di Felipe Melo che prende cartellino rosso o giallo, Felipe Melo questo e quello, ma l’anno scorso in 50 partite non ho avuto nessun cartellino rosso (in realtà 34 ufficiali, 17 cartellini gialli in totale e 1 espulsione per l’accumulo di giallo in un gioco della Coppa turca). Ho dimostrato che sono maturato in campo e che posso aiutare la nazionale».

BALOTELLI – «Balotelli, per me, è uno dei migliori, se non il più grande attaccante italiano attualmente. Si tratta di un attaccante che stimo molto, ma in campo io combatto al meglio per la mia squadra. Se vedete il contatto con lui appena è entrato nel derby si vede chiaramente che ho preso solo la palla. A fine partita Balotelli è venuto ad abbracciarmi, mi ha preso in giro quando stavo facendo un’intervista».

M’POKU – «Con il giocatore Chievo siamo andati a prendere la palla di testa e io sono più alto e quindi sono arrivato prima. Ho pregato molto e ho ringraziato Dio perché l’arbitro era lì e ha visto tutto. Non ho nemmeno chiesto scusa dopo di lui perché era una normale azione di gioco. Il calcio, come ho detto, è contatto. Se il contatto non ti piace gioca a Tennis. Non ho mai fatto un fallo e per far tenere un giocatore fuori dal campo per sei, sette mesi. Abbiamo visto lì in Argentina cose è successo in Argentina dove un giocatore starà fuori per più di sette mesi. I giocatori lì a Roma e Torino sono stati squalificati per tre, quattro partite dando gomitata in faccia a un collega. Queste cose non sono mai accadute a me, questo dimostra che non gioco un calcio brutto. Io se devo fare un fallo tattico lo faccio».

RIVALI – «Ho già giocato contro la Juventus quando giocavo per il Galatasaray e ho vinto. Per me sarà come il match contro il Milan o come contro la Fiorentina. Sono partite contro squadre che lottano per i nostri stessi obiettivi e quindi sono sfide importanti. Non sono però queste le partite che ti fanno vincere il campionato, ma quelle contro le squadre più piccole»

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