Ambrosini: “Inter attrezzata per stare in testa con merito”

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13 dicembre 2015, 09:03
Ambrosini

L’ex giocatore Massimo Ambrosini a “Sky Sport” ha parlato nel postpartita di Udinese-Inter, analizzando la partita appena giocata e l’attuale situazione dell’Inter capolista.

CORSA SCUDETTO – «L’Inter si è affacciata anche con le dichiarazioni sempre con molta cautela, Mancini ha detto che ci sono due-tre squadre più attrezzate, ma adesso comincia anche lui a crederci perché l’Inter è abbondantemente attrezzata a stare in cima alla classifica, lo è dall’inizio e con merito. Non gioca benissimo, può aumentare la qualità della manovra, ma è una squadra molto forte. Mancini non può non pensare allo scudetto. Di tutte le squadre in alto non ce n’è una che viene allo scoperto: a Napoli la parola “scudetto” è una bestemmia, Mancini ha 3-4 squadre davanti, la Roma è in difficoltà, la Juventus è dietro. Gli unici che non si sono mai nascosti sono quelli della Fiorentina, infatti Paulo Sousa e i giocatori non nascondono le proprie ambizioni, sono convinti. Arriverà un momento in cui anche quelli dell’Inter saranno convinti e creare una convinzione dentro di sé è importante per continuare un certo tipo di percorso».

UDINESE-INTER – «Nel primo tempo i quattro attaccanti dell’Inter hanno fatto fatica a giocare insieme, cosa che invece è successa nel secondo tempo perché la gestione della partita è stata eccezionale, hanno iniziato a giocare meglio a cercarsi un po’ di più. Quello che li ha accomunati tutta la partita è stata la volontà di cercare di portar via la palla, di mettersi a disposizione. Colantuono deve trovare degli aspetti positivi nella partita di oggi perché nel primo tempo la squadra ha giocato bene, meglio dell’Inter e sono stati puniti solo da alcuni errori. L’allenatore ha sfruttato molto bene l’ampiezza del gioco e i giocatori non si sono demoralizzati. Nel secondo tempo poi è stato difficile perché sono calati dopo aver speso troppo, ma non può non essere soddisfatto».

PROGETTO DI CRESCITA – «Per una squadra come l’Inter il progetto di crescita sta nella voglia dei giocatori di cercarsi e di giocare sempre bene per gli altri, senza la tentazione di fare qualcosa per sé stessi. A me è piaciuto molto come l’Inter ha gestito la partita nel finale, si cercavano e non cercavano di risolvere la partita da soli. Miranda e Murillo vanno inseriti nel discorso di una squadra che gioca in un certo modo. Miranda è abituato a giocare molto sull’uomo ed è cresciuto tanto perché ha imparato qualcosa di più diventando anche capitano del Brasile. Sicuramente lo metterei sul podio dei difensori migliori in circolazione».