Altobelli: “Icardi sbaglia, ma l’Inter non può perderlo”

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9 agosto 2016, 20:44
Altobelli

L’ex attaccante dell’Inter e della nazionale ha concesso una lunga intervista in cui ha parlato di Mauro Icardi e della querelle che lo vede coinvolto, del passaggio da Mancini a de Boer e degli obiettivi per la nuova Inter

Alessandro Altobelli, indimenticato bomber e bandiera dell’Inter tra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, ha concesso una lunga intervista ai microfoni di TMW Radio in cui ha toccato svariati argomenti sul mondo Inter, partendo da Mauro Icardi: «Forse sta perdendo qualcosa ultimamente, in una stagione ha vinto la classifica cannonieri mentre l’anno scorso ha fatto peggio. Mancini gli ha dato la fascia, che ha sempre onorato. Ultimamente credo che qualche mossa l’abbia sbagliata, non tanto lui ma soprattutto la sua procuratrice. Bisogna rispettare tutti, Icardi è giovane e può dare ancora tantissimo. Se Maurito o la sua signora vanno a parlare di rinnovo perché è il capitano, non devono mettere tutto in piazza. Certe cose si fanno in famiglia. L’Inter non può e non deve perdere Icardi, ma Mauro deve avere un altro comportamento. Non è una questione di soldi, dico che Mauro fa benissimo a farsi pagare perché è un grande calciatore e un grande professionist.a. Vale tanto, ma ci sono modi e modi. Forse finora ha sbagliato qualcosa, ma è giovane e ha tempo per recuperare».

ERRORI DI MANCINI E DELLA SOCIETA’- L’Inter ha vissuto in queste ultime 24 ore il passaggio di consegne da Roberto Mancini a Frank de Boer, Altobelli ritiene che sia mancata la comunicazione tra l’Inter e l’ormai ex tecnic: «Credo che il club e Mancini dovrebbero fare una conferenza per spiegare ai tifosi cosa è accaduto. Roberto arrivò per sostituire Mazzarri, l’Inter è arrivata quarta in campionato e a Mancini è stato rimproverato di non aver dato un gioco alla squadra. Mancini è un tecnico che vuole partecipare e che vuole essere interpellato, forse ultimamente questa cosa non è accaduta. Quando Thohir ha venduto il club ai cinesi, la prima cosa da fare era parlare con Mancini. Per una questione tecnica e non solo. Invece Suning è arrivata e dopo un primo periodo non si è più vista. Thohir era diventato il responsabile e ora è in Brasile, adesso l’Inter è da sola. Mancini non aveva una persona per parlare e con la quale rapportarsi. Forse Mancini voleva il bene dell’Inter e costruire una squadra da Champions».

UN GIUDIZIO SUFFICIENTE- Altobelli ritiene comunque che la seconda esperienza di Roberto Mancini sulla panchina nerazzurra possa essere archiviata con un giudizio sufficiente: «Ha fatto un anno e mezzo all’Inter, arrivando ottavo e poi quarto. Gli è stata rimproverata l’assenza di continuità, forse questo modo di chiedere il rinnovo in un momento non giusto ha fatto il resto. Forse poteva fare meglio, ma credo che sia stato sufficiente in questa esperienza».

GLI OBIETTIVI DELL’INTER-
«La società ha preso qualche rinforzo e forse qualcuno arriverà ancora. Juve e Inter si sono rinforzate, Napoli e Roma sulla carta hanno perso qualcosa. L’Inter magari può lottare per il terzo posto. Se non arriva in Champions, è un fallimento. Devono saperlo sia i calciatori che l’allenatore».

LE ASPETTATIVE DA DE BOER- «Ha un contratto di tre anni e non di tre mesi. Il club vuole continuità, non è detto che arriverà Simeone tra un anno. Mi auguro che De Boer riesca a dimostrare di essere un allenatore da Inter».