Agresti: “Inter anormale, Suning-Zamparini! Perché De Boer?”

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8 agosto 2016, 00:43
Stefano Agresti

Stefano Agresti – giornalista e Direttore Editoriale del portale “CalcioMercato.com” – sul sito stesso dice la sua sul marasma nerazzurro causato dall’addio di Mancini e dall’arrivo di De Boer in panchina: storia di pazza Inter, che forse in salsa cinese supera le aspettative

FOLLIA ZAMPARINIANA – Non le manda a dire Stefano Agresti, che sottolinea negativamente l’ultima decisione societaria a livello di gestione del proprio personale: “L’Inter non riesce a essere normale. Mai. Nemmeno quando diventa cinese. E’ arrivato Suning e, dopo un’estate di passione e tensioni, ha deciso di cacciare Roberto Mancini (dovrebbe diventare ufficiale nelle prossime ore). Ma lui, il nuovo proprietario, ci ha messo solo la firma, perché la scelta è di Erick Thohir il quale – lo sappiamo – negli ultimi tempi ha rotto con il tecnico. Se ci pensate, è curioso che da quelle parti non decida mai il padrone: Mancini lo aveva preso Massimo Moratti quando aveva il 30% della società e adesso lo ha cacciato Thohir che ha la stessa partecipazione (minoritaria) nel club. Mah. Di sicuro l’impatto di Suning con il nostro calcio è stato spiazzante: l’esonero dell’allenatore dopo qualche amichevole ha un aspetto più zampariniano che cinese. Ma a stupire non è solo la brutale defenestrazione di Mancini che in fondo (molto in fondo) ci può anche stare: non condividi i miei programmi, io voglio i giovani e tu i vecchi, allora ti mando via. A sorprenderci è soprattutto la scelta del sostituto: Frank de Boer. Perché proprio lui? Che ha fatto – di grazia – per meritarsi l’Inter?”

DE BOER INADEGUATO – “De Boer non conosce il calcio italiano (non l’ha mai frequentato) né ha mai allenato una squadra che non sia l’Ajax. Che ha guidato per sei stagioni, vincendo i primi quattro campionati (ma in Olanda, se hai in mano i lancieri, è difficile non conquistare il titolo) e perdendo i due più recenti. L’ultima immagine che abbiamo di lui è quella dell’uomo che ha buttato uno scudetto già vinto, pareggiando alla giornata conclusiva della stagione contro la penultima in classifica, il De Graafschap, e facendosi scavalcare dal PSV Eindhoven. Dopo quel cataclisma – una specie di 5 maggio nerazzurro in versione olandese – ha interrotto consensualmente il rapporto con il club di Amsterdam: nemmeno là se la sentivano di andare avanti con il buon Frank. Suning, invece, De Boer se l’è preso e – a meno di clamorosi ripensamenti – tra meno di due settimane l’olandese debutterà in Serie A senza conoscere l’Inter, l’italiano e il nostro campionato. Più ci pensiamo, più non comprendiamo. Avremmo capito la scelta di un allenatore di spessore internazionale e già collaudato da noi, le possibilità non mancavano: Fabio Capello, Cesare Prandelli e Leonardo i primi nomi che ci vengono in mente. Ma perché De Boer? Ci dicono che Suning sia molto sensibile ad alcuni manager che gli hanno già procurato calciatori per il suo club cinese: Kia Joorabchian, Pinhas Zahavi. Forse sono stati loro a portargli De Boer, forse è stato Thohir, improvvisamente diventato esperto di calcio. Di sicuro la mossa è sorprendente, come si conviene all’Inter. Una società che non riesce a essere normale”.