A tutto Vecchi: “L’Inter punta sui giovani, Suning ha capito…”

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31 dicembre 2016, 11:48
Stefano Vecchi Inter-Crotone

Nel corso di un’intervista al “Corriere dello Sport”, Stefano Vecchi parla della Primavera dell’Inter e dei giocatori più promettenti che ha a disposizione. Ma c’è spazio anche per elogiare i rivali della Juventus con il gioiellino Kean. Ecco le sue parole. 

CHE CANTERA«L’esordio di Andrea in Europa League, l’8 dicembre scorso, è stato un premio al lavoro dell’intero settore giovanile e ne siamo molto grati a Pioli. Lo stesso De Boer, scuola Ajax che, quanto a giovani è una grande scuola, aveva mostrato di avere coraggio quando aveva chiamato in prima squadra Miangue, un ragazzo belga del ‘97 che ha già collezionato 3 presenze in serie A e 2 in Europa League ed è uno dei nostri calciatori più promettenti. Sono fiero del lavoro che abbiamo svolto sinora e le assicuro che il signor Zhang e la nuova proprietà cinese sono fortemente intenzionati ad investire ulteriormente nel vivaio dell’Inter. Questa è una splendida notizia per il nostro 2017.

INVERSIONE DI TENDENZAEra ora. Finalmente si passa dalle parole ai fatti. Finalmente, il campo dimostra che, quando si ha la fortuna di avere giovani di valore, bisogna dare loro fiducia. Pinamonti, Kean, Pellegri sono la punta dell’iceberg di un fenomeno che ora ha bisogno di consolidarsi. Se nel 2017 questa non si rivelerà una moda effimera, se un numero sempre maggiore di allenatori e dirigenti proseguirà lungo strada virtuosa, il nostro calcio tornerà a essere uno dei più forti al mondo. Kean Non è forte, è fortissimo, fisicamente e tecnicamente. Davvero un giocatore fuori dal comune, destinato ad una splendida carriera.

ATALANTAGasperini è davvero unico nel suo genere. Ciò che sta facendo alla guida dell’Atalanta è fantastico, ma non è inaspettato, se si ricorda la sua esperienza di nove stagioni nel settore giovanile della Juventus e gli stessi anni crotonesi, caratterizzati dalla valorizzazione di giocatori in seguito protagonisti di carriere ai massimi livelli. 

OBIETTIVIIo sono e mi sento un allenatore da prima squadra, anche perché, con tutto il rispetto, il campionato Primavera vale un’ottima serie B. La verità è che ho la fortuna di fare il mestiere che amo e in una società di livello mondiale qual è l’Inter».