GdS: Ljajic in crescita, ora è più maturo e continuo

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6 dicembre 2015, 10:08
ljajic

Adem Ljajic è l’uomo del momento in casa Inter. La “Gazzetta dello Sport” sottolinea come il serbo abbia completamente svoltato dalla gara contro la Roma, diventando un elemento imprescindibile per Mancini.

LEADER – Arrivato in punta di piedi l’ultimo giorno di mercato, Adem Ljajic si sta prendendo l’Inter. A differenza della gara col Napoli, questa volta il suo gol contro il Genoa è stato decisivo per ottenere i tre punti.

IN CRESCITA – Ljajic ci ha messo un po’ a carburare in nerazzurro. Doveva capire che la classe non basta per guadagnarsi il posto, e Mancini glielo ha ripetuto più volte. Poi è stato fermato da un infortunio subito con la maglia della Serbia. Senza quel problema il tecnico lo avrebbe schierato già contro la Juve, invece lo ha dovuto dosare iniziando da Palermo-Inter. E Ljajic ha iniziato a mostrare la sua classe mandando in porta Biabiany, fermato solo da un miracolo di Sorrentino. Trova una maglia da titolare in Bologna-Inter, e subito convince Mancini regalando un assist al bacio a Icardi. Poi un’escalation: contro la Roma regala una gara di sacrificio commovente, contro il Frosinone entra in tre gol su quattro, poi Napoli e Genoa.

SACRIFICIO – Grazie alla voglia di Ljajic di sacrificarsi in fase di non possesso l’Inter può permettersi un 4-4-2 iperoffensivo. Per il serbo, da sempre etichettato come indolente e discontinuo, una dimostrazione notevole di maturità. Mancini ha spiegato venerdì che era solo questione di testa: “Era solo una questione mentale. Ljajic le gambe per aiutare anche in copertura le ha sempre avute”.

GARA MATURA – Contro il Genoa ha dimostrato di saper incidere anche in una gara chiusa, che richiedeva pazienza. Ljajic comincia la partita in maniera barocca, ricamando un po’ troppo. Ma nel primo tempo le occasioni migliori sono sue, e nella prima viene fermato solo da un miracolo di Perin. Il ragazzo che non ama i social si rifà nel secondo tempo. Per la terza gara consecutiva è il migliore in campo, non male per uno che non conosceva la continuità.