Cuper: “Inter sempre nel cuore, lasciate lavorare Spalletti”

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3 aprile 2018, 13:29
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Lunga intervista di Extra Time, inserto de La Gazzetta dello Sport dedicato al calcio internazionale, al commissario tecnico dell’Egitto Hector Cuper dedicata ovviamente in buona parte alla sua esperienza all’Inter.

ESPERIENZA SODDISFACENTE – «Squadra che porterò sempre nel cuore. Voglio bene ai tifosi, mi hanno trattato in modo straordinario. La nostra Inter forse non era spettacolare dal punto di vista del gioco, ma lo stadio era sempre pieno: raramente in carriera ho visto un ambiente così caldo. Anzi, mai: San Siro esaurito è impressionante, unico al mondo. Nessun titolo, vero, ma vado orgoglioso di quanto fatto. Abbiamo cambiato la mentalità dopo stagioni complicate. Poi con Mancini e Mourinho l’Inter vinse tutto, probabilmente anche grazie alla nostra base. Certo, mi sarebbe piaciuto vincere qualcosa, ma sono comunque soddisfatto. Il 5 maggio? Partita incredibile, dura da spiegare. Ancora oggi non riesco a darmi una risposta. Il rapporto con Moratti? Fui esonerato dopo il 2-2 di Brescia, ma nessun rancore. Il Presidente è una grande persona, tra di noi il rapporto è sempre stato ottimo. Il miglior risultato ottenuto a Milano? Aver ridato fiducia dopo tanti anni complicati. La gente tornò di nuovo a crederci: “Possiamo vincere ancora”. Con noi è iniziata un certo tipo di crescita. Calciopoli? Ci rimasi molto male. Diamo tutto sul campo, poi all’esterno accadono certe cose… Vien da pensare: “Si sputa sangue per cosa?”. Per fortuna alla fine la giustizia fece il proprio corso e i problemi furono risolti. L’Inter attuale? Sono cambiate tantissime cose, oggi è un altro club. Ma possono arrivare in Champions League, inoltre c’è Luciano Spalletti: una garanzia, l’uomo giusto per l’Inter. E vorrei dare anche un consiglio: lasciamo lavorare Luciano in tranquillità. A volte manca la pazienza e si pretende tutto e subito, complicando il lavoro. Spalletti è l’allenatore ideale per questo progetto, bisogna continuare con lui. Con la speranza di vedere l’Inter in alto, dove merita. Il prima possibile».

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