CRONACA – De Boer in conferenza prima di Sampdoria-Inter

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29 ottobre 2016, 13:30
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Ecco il contenuto della diretta testuale della conferenza stampa di Frank de Boer alla vigilia di Sampdoria-Inter, in programma domani sera, ripreso in diretta da Inter-News.it

La fiducia di tutta l’Inter ti fa piacere ed è importante come le prossime tre partite?
E’ sempre importante quando la proprietà segue il tuo progetto e la filosofia: dà più tranquillità, ma non solo allo staff tecnico e a quello medico, bensì a tutti, giocatori compresi. Non è buono per l’ambiente e lo spogliatoio che ci sia incertezza sulla mia permanenza qui nei prossimi giorni. E’ molto importante che la società e Suning siano chiari nell’avere fiducia nel progetto e nell’allenatore: è meglio per lavorare in un ambiente simile. Se creiamo un buon progetto, il risultato arriverà sicuramente.

Hai recuperato Brozovic, perché non riesci a farlo con Kondogbia?
Io posso fare solo quello che sto facendo, trattando tutti allo stesso modo: Brozovic ha avuto una grande reazione dopo il grave errore fatto, sapeva di aver sbagliato. Ha chiesto scusa ed è rimasto fuori tre settimane: è l’unica reazione che un giocatore può dare, allenandosi bene. Ha ascoltato e capito le aspettative che abbiamo in lui e nel suo ruolo in campo, c’è stato un miglioramento nel suo comportamento perché ha compreso ed è rientrato in squadra. Quando si concedono queste occasioni, spetta al giocatore farne buon uso: è il caso di Brozovic, ma con me tutti hanno la possibilità di giocare e infatti lui viene da due partite di fila da titolare. Kondogbia ancora non ha avuto questa reazione, tra l’altro sta recuperando: ha avuto un infortunio, non tanto grave, ma comunque non riuscirà a essere della partita. Deve comunque migliorare.

Dopo la vittoria sul Torino, pensi che l’Inter possa migliorare più facilmente ora?
Quando le cose non vanno bene, bisogna insistere. Quando vanno bene, dobbiamo giocare con lo stesso atteggiamento e la stessa disciplina: in questo momento possiamo cambiare qualche dettaglio, per me dobbiamo iniziare sempre come abbiamo fatto contro il Southampton e il Torino. Non voglio vedere solo una o due partite, ma ogni partita così. Domani voglio vedere lo stesso atteggiamento, poi possiamo parlare di qualche modifica, però prima dobbiamo iniziare bene: non abbiamo fatto sempre così, dobbiamo capire qual è la nostra filosofia. Bisogna essere compatti dietro e avanti, ma non è importante: l’importante è restare sempre uniti in tutte le partite. Domani abbiamo un’altra possibilità per dimostrare ai tifosi che siamo una squadra unita.

Che ne pensi degli allenatori che si propongono all’Inter per prendere il tuo posto?
Non penso che gli allenatori si siano proposti, probabilmente sono stati i procuratori: è normale, pensano di avere una possibilità per far lavorare i proprio assistiti in un club importante come l’Inter. Non è la prima volta che succede, nei grandi club è sempre così. Non posso spendere molto energie in questo, a me non serve: io penso solo alla mia squadra e a come posso migliorarla, abbiamo tanto lavoro davanti per farlo.

Cosa non ha capito ancora la squadra?
Contro il Torino il risultato è stato buono, poi dopo si può parlare con la squadra: quando giochiamo così, vinciamo come abbiamo fatto contro la Juventus e il Southampton, anche se in Europa League non abbiamo fatto una bella prestazione, ma siamo rimasti uniti dall’inizio alla fine. Ho visto una squadra unita che ha lavorato insieme: quando un mio giocatore capisce questo, sicuramente inizieremo sempre così bene. Non tutti i giocatori sono abituati a giocare nel 4-3-3, devono cambiare in questo. Penso che i giocatori ancora stiano cercando di capire questo, ma non dobbiamo fare solo una o due partite buone, bensì ogni partita va giocata con la stessa intensità e disciplina. In questo modo la squadra capirà che, stando compatta e giocando insieme, si può fare bene sia nel gioco sia nei risultati.

Moratti ha detto che gli sembra difficile che la squadra non ti capisca: ti arrabbi con i giocatori e cosa ti aspetti?
Sì, ero molto arrabbiato dopo Atalanta-Inter: abbiamo parlato prima della partita su come giocare contro l’Atalanta, ovvero come abbiamo fatto a San Siro contro il Torino, invece abbiamo giocato con spazi troppo ampi. Tre attaccanti troppo avanti, centrocampisti troppo dietro e così via: per questo ero molto arrabbiato sia nell’intervallo sia a fine partita. Se vogliamo giocare bene, dobbiamo farlo dall’inizio, non solo dopo essermi arrabbiato all’intervallo: nel secondo tempo ho visto una squadra totalmente diversa. Contro l’Atalanta non ho visto la nostra filosofia di gioco: dobbiamo cambiare questo e contro il Torino si è visto.

Joao Mario ti è piaciuto in quel ruolo e potremmo vederlo lì anche quando tornerà Medel?
Non è la sua posizione preferita perché ha sempre giocato in posizione più offensiva, ma è molto importante per me che abbia giocato lì mettendosi a disposizione della squadra. Devo cambiare ancora molto. Gli piacere giocare più avanti, ma è un grande giocatore ed è molto professionale: è più importante aiutare la squadra anziché il singolo.

In questo momento Eder sembra essere preferito a Perisic: chi giocherà domani sulla trequarti e perché?
I trequartisti dietro Icardi sono molto importanti, li scelgo in base a come lavorano in settimana e alla loro condizione fisica. Tengo in considerazione anche l’avversario, in base alle caratteristiche dei miei giocatori rispetto agli avversari: la disciplina è molto importante così come la condizione dei giocatori. Giochiamo ogni tre-quattro giorni, dobbiamo stare molto attenti a non utilizzare giocatori troppo spesso rischiando infortuni. E’ meglio avere equilibrio anche in questo. In questo momento Eder sta facendo bene, ma è lo stesso discorso fatto per Brozovic: sono tutti buoni giocatori e con moltissima qualità, bisogna avere disciplina.

La vera Inter di de Boer la vedremo dopo Natale?
Io spero di vedere già domani la vera Inter di de Boer, già contro il Torino l’ho vista: la voglio vedere in ogni partita, se giochiamo sempre così è sempre la squadra di de Boer. Nel nuovo anno possiamo migliorare ulteriormente, ma sono già molto contento di quanto visto nell’ultima partita: è un’Inter molto vicina alla mia filosofia. Dobbiamo usare la disciplina vista contro il Torino.

La squalifica di Medel ti ha permesso di avere un centrocampista più adatto alla tua filosofia: potremo vedere il cileno in difesa?
Joao Mario, Banega e Brozovic possono giocare bene insieme sempre, non solo una partita, e lo hanno fatto bene: adesso hanno la possibilità per giocare. A fine partita mi sono complimentato con i miei tre centrocampisti per la prestazione fatta contro il Torino, ma voglio vederli giocare così sempre. Io sono contentissimo di Medel, dà sempre il 100% ed è importantissimo per l’Inter. Gli altri giocatori devono dimostrare di dare il 100%.

Che voto ti dai finora da allenatore dell’Inter da 1 a 10?
Dieci (ride, ndr). Penso mi darei un 7 su 10: posso guardare tutti negli occhi, abbiamo fatto tantissimo lavoro. Siamo partiti da lontanissimo in questo progetto, abbiamo fatto tanti progressi finora. Sappiamo cosa vogliamo per il futuro. Ci sono stati alti e bassi, ma i passi in avanti sono già stati fatti. Posso darmi un 6.5 su 10, ma a volte il professore fa in modo che il 6.5 diventi un 7… (sorride, ndr).

Il tuo metodo di lavoro favorisce certi comportamenti o alcune cose sono causali?
Abbiamo sempre la stessa filosofia: è una strada in cui vogliamo andare in fondo per raggiungere il nostro obiettivo. Dobbiamo fare attenzione, ma sempre seguendo questa strada. E’ come la vita: non sempre si può andare dritti, bisogna andare ogni tanto a destra e sinistra, ma seguendo la nostra filosofia. Sono sicuro che, facendo così, alla fine arriveranno buoni risultati.

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.