Ausilio: “Inter italiana? Lo dite voi! Prima qualità. Pioli…”

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28 gennaio 2017, 20:46
Ausilio

Piero Ausilio – intervistato dai microfoni di “Premium Sport” a pochi minuti dall’inizio di Inter-Pescara – risponde sia alle domande da campo sia a quelle da scrivania, in particolare quelle sul mercato estivo e sul “colpo” Pioli

OBIETTIVO VINCERE – Non sottovaluta l’impegno odierno Piero Ausilio, che si aspetta la settima vittoria consecutiva in campionato: «Questa è una settimana importante per l’Inter, ma non possiamo permetterci di pensare oltre questa partita: dobbiamo fare bene oggi, poi penseremo alle altre partite. Le partite scontate sembrano le più complicate: contro il Pescara non vogliamo riscontrare gli stessi problemi avuti oggi dalla Lazio contro il ChievoVerona».

INTER (NON SOLO) ITALIANA – «Domenico Berardi e Federico Bernardeschi all’Inter? Stefano Pioli è amante del calcio e dei calciatori bravi, ma entrambi appartengono ad altre società: noi possiamo solo far loro i complimenti. Marco Verratti gioca in una squadra che non mi risulta voglia venderlo. Il Suning Group vuole un’Inter più italiana? Si tratta di un’idea che si sta cavalcando mediaticamente: l’Inter prima ha il dovere di pensare alla qualità, se poi i giocatori di talento sono italiani ancora meglio. Mi piace sottolineare la presenza odierna di Andrea Pinamonti in panchina».

MERCATO SODDISFACENTE – «Per quest’anno sul mercato abbiamo fatto quello che volevamo fare: Roberto Gagliardini era il nostro primo e unico obiettivo per la sessione invernale e siamo contenti per il suo immediato inserimento in gruppo. E’ difficile giocare a San Siro ed è difficile farlo nell’Inter, siamo orgogliosi di quello che ha fatto Gagliardini».

SORPRESA PIOLI – «L’Inter non ha nulla da invidiare alle squadre che ha davanti, ma il progetto è partito in ritardo e ora va consolidato. Stiamo costruendo qualcosa: solo il tempo ci dirà se la strada è quella giusta, ma io sono convinto che lo sia. Pioli ha tante qualità: non lo conoscevo, ho cercato di informarmi al meglio su di lui. Non conoscevo la sua attenzione ai dettagli e la cura di ciò che avviene fuori dal campo: sono qualità da grande allenatore. Ho visto qualche allenatore così qui e ha anche vinto, ma non faccio nomi…».