Inter-Juventus, la moviola: farsa arbitrale di Orsato e Valeri, una buffonata

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29 aprile 2018, 00:30
Daniele Orsato

Daniele Orsato è stato l’arbitro della sfida fra Inter e Juventus, valida per la trentacinquesima giornata di Serie A 2017-2018 e finita 2-3. Questa la valutazione della direzione di gara del fischietto della sezione di Schio, dei suoi assistenti e degli addetti al VAR.

VOTO 1 – Una pagliacciata. Arbitraggio scientificamente inaccettabile per come ha gestito con diverso metro di giudizio tutti gli episodi più importanti della gara. Al 13′ vantaggio di Douglas Costa su cross di Juan Guillermo Cuadrado non toccato da Blaise Matuidi, quindi la posizione è regolare, al 18′ il primo momento determinante: intervento col piede a martello di Matías Vecino (che in precedenza forse avrebbe potuto avere l’ammonizione per un fallo su Sami Khedira) nei confronti di Mario Mandžukić, duro e in ritardo sì ma non certo violento e dovuto più che altro alla dinamica dell’azione. Prima arriva il giallo, poi il richiamo del VAR Paolo Valeri porta alla revisione al monitor a bordocampo: cartellino rosso diretto, solo che non si tratta di un chiaro errore bensì di una decisione interpretabile (perciò, tecnicamente, non rienterebbe nella definizione di “chiaro errore” prevista dal protocollo VAR), pessima gestione e Juventus favorita per la prima e non certo ultima volta. Miralem Pjanić, ammonito per proteste dopo un fallo di Gonzalo Higuaín, al 28′ stende Marcelo Brozović entrando in ritardo: potrebbe essere seconda ammonizione e dieci contro dieci, Daniele Orsato fa finta di niente così come non segnala vergognosamente nemmeno fallo su un placcaggio di Alex Sandro ai danni di João Cancelo lanciato sulla fascia destra e un intervento di Cuadrado (ammonito al 4′) su Ivan Perišić dalla parte opposta. Al 43′ entrata dura di Andrea Barzagli su Mauro Icardi, situazione simile a quella che ha portato al rosso di Vecino: viene dato il giallo, giustamente, ma è l’ennesima dimostrazione della differenza nel metro di giudizio. Nel quinto dei sei minuti di recupero del primo tempo (poi diventati sette) Matuidi fa gol su sponda di Khedira, è un metro in fuorigioco ma incredibilmente il secondo assistente Lorenzo Manganelli non se ne accorge e inizialmente convalida, qui il VAR non può far altro che annullare solo che è assurdo pensare che si sia perso del tempo per una situazione così evidente. Al 58′ ennesimo disastro, perché ancora Pjanić dà un calcio in petto a Rafinha Alcântara e non si può mai pensare di dare solo il fallo senza ammonizione, invece alla fine il cartellino giallo lo prende Danilo D’Ambrosio per proteste, per giunta diffidato e quindi squalificato per la prossima partita. Regolare la posizione di Higuaín quando viene lanciato e si mangia l’1-2 a porta vuota, tutto corretto sul 2-1 con Cuadrado che cade da solo. Protesta Icardi per un contatto con Barzagli: la palla il difensore juventino non la tocca mai e si era in area, potevano esserci gli estremi per il rigore ma la direzione di gara dal vivo e al monitor era già abbastanza indirizzata a senso unico. Prima del fallo che porta al 2-3 poteva starci una punizione in favore dell’Inter, nei cinque minuti di recupero finali entra Yann Karamoh ma non vengono aggiunti i trenta secondi in più: e sì che un anno fa nel derby sempre Orsato sul recupero era stato così fiscale e intransigente…






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