Icardi a IC: “Inter bel gruppo, vedremo a Natale! A Vecchi…”

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6 novembre 2016, 21:12
Icardi

Mauro Icardi – intervistato dai microfoni di “Inter Channel” – commenta la larga vittoria interna contro il Crotone, che nel finale è affondato sotto i suoi colpi, poi fissa un nuovo inizio per l’Inter e ringrazia Vecchi per quanto fatto in questi giorni da allenatore ad interim

RIGORE “VENDETTA”, VITTORIA COSTRUITA – Se l’Inter torna alla – sonora – vittoria gran parte del merito è di Mauro Icardi, autore della doppietta finale, ma soprattutto dello splendido assist che dà il via all’1-0, sbloccando la partita e cambiandone l’inerzia: «Dopo quello sbagliato l’altro giorno, ci stava il gol su rigore. Sono dieci in campionato! Il rigore va bene, il secondo è stata una bella giocata di Eder, pensavo di dover tirare in porta ed è andata bene. E’ stata una partita come succede spesso a San Siro, vengono squadre che si chiudono dietro ed è difficile entrare, poi però si aprono ed è capitato questo: alla fine ne abbiamo fatti tre».

OBIETTIVO NATALE, BRAVO VECCHI – «Qua siamo un gruppo di ragazzi stupendi, tutti bravi e tutti tranquilli, non c’è uno che non è con noi. Stiamo tutti insieme ed è una cosa bella, però a volte ci manca la cattiveria dentro il campo: questa dev’essere una cosa che fanno tutti, poi ognuno ha le sue qualità e penso che individualmente siamo tutti forti. Dobbiamo lavorare fino a Natale e fare bene, poi a Natale vediamo cosa abbiamo raccolto da quello che prepariamo adesso. A Stefano Vecchi non ho detto niente, gli ho fatto i complimenti e basta: è stato bravo a dire le sue cose a fine primo tempo e in settimana, ha detto i suoi pensieri e sono contento per lui che sia andata bene la sua prima partita in Serie A».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.