D’Ambrosio a Sky: “Dobbiamo cambiare mentalità. L’Inter…”

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21 agosto 2016, 23:36
D'Ambrosio

Danilo D’Ambrosio è stato intervistato da Sky Sport al termine del primo match di campionato, perso per 2-0 dall’Inter contro il ChievoVerona a causa della doppietta messa a segno Valter Birsa nel secondo tempo.

CAMBIARE MENTALITA’ – «Sicuramente il Chievo stava meglio fisicamente rispetto a noi, però non è una questione di moduli, non è una questione di uomini che scendono in campo, è una questione di come scendi in campo e della voglia e della fame che hai. Se riusciamo a cambiare questa mentalità possiamo toglierci delle soddisfazioni. Abbiamo un esempio della Juve dell’anno scorso che all’inizio è partita con una mentalità non solita poi ha cambiato ed è riuscita a vincere l’ennesimo Scudetto. Fa fatica dire che dobbiamo prendere esempio da quella mentalità ma è la verità, dobbiamo metterci sotto e lavorare per prenderci soddisfazioni. Il cambio di allenatore? Sinceramente crearmi alibi non mi piace, siamo una squadra che gioca insieme da tanti anni in Serie A e chi è arrivato da poco tempo ha dei campionati importanti alla spalle, gente che ha vinto. Quindi voglio dire che potevamo non giocare bene ma vincere, questo è quello che contava. La maglia dell’Inter vorrebbero indossarla tutti quanti e quindi è una maglia importante. Dobbiamo fare mea culpa, basta girarci intorno. Anche se è la prima di campionato dobbiamo dare una svolta per avere dei grandi risultati. La squadra c’è, la società ha fatto un grande mercato. C’è chi parte ma questo non ci deve interessare questa sera, bisognava entrare in campo e vincere. La Juve faceva fatica su tutti i campi poi ha cambiato mentalità e ha vinto. Capire che in Italia ogni giocatore deve indossare la maglia delle grandi, se abbiamo anche il 5% in meno di fame in meno degli avversari facciamo fatica. I nomi che ha fatto non sono nomi a caso. D’Ambrosio non è Zanetti, Costacurta, Maicon e Totti. Bisogna capire che l’Inter non è più l’Inter del Triplete che scende in campo con i fenomeni. L’Inter può raggiungere obiettivi se è insieme, compatta e coesa e lotta per un unico obiettivo. Se pensiamo che D’Ambrosio dribbla tre giocatori sbagliamo. Mi metto io davanti prima di tutti e così dobbiamo capire che insieme possiamo lottare per qualcosa di importante. Non siamo in grado di giocare da singoli».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.