D’Ambrosio a IC: “Non è più l’Inter del Triplete, serve più fame”

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22 agosto 2016, 00:06
D'Ambrosio

Intervistato da Inter Channel all’uscita dal Bentegodi Danilo D’Ambrosio ha parlato della sconfitta dell’Inter per 2-0 sul campo del Chievo. Queste le parole del difensore napoletano, oggi schierato da Frank de Boer come terzo centrale di difesa.

AUTOCRITICA«Il Chievo era sicuramente messo meglio fisicamente rispetto a noi, lo si è visto nei novanta minuti anche se noi abbiamo tenuto meglio il pallino del gioco, però abbiamo avuto nel primo tempo poche occasioni per fare gol. Nel secondo tempo un pochino di più, abbiamo fatto un giro palla lento dove non riuscivamo ad avere l’uno contro uno sulle fasce e quindi eravamo abbastanza prevedibili. A prescindere da questo il Chievo è una squadra che lotta per la salvezza, noi siamo l’Inter e dobbiamo cercare di ottenere i risultati che la società ci ha chiesto, se capiamo che ogni singolo giocatore dell’Inter deve vincere i duelli individuali, che sia contro il Chievo o contro la Juventus, possiamo fare bene, viceversa perderemo anche su campi come quello del Chievo. Il Chievo non può avere più fame di noi, se noi capiamo che tutti quanti vorrebbero indossare la maglia dell’Inter, come io quando ero al Torino, e avere più fame degli altri possiamo vincere le partite. Nella quantità esce fuori la qualità, se non c’è quantità la qualità viene a mancare».

INVERTIRE LA ROTTA«C’è tanto tempo e per questo è giusto che si faccia un mea culpa subito, la Juve l’anno scorso è partita male perché era appagata e perdeva partite che prima vinceva facile, ha cambiato mentalità ed è riuscita a fare una rimonta importante, quindi sta a noi capire che niente è impossibile soprattutto perché abbiamo giocatori importanti e altri giocatori che sono meno bravi qualitativamente però possono mettere in difficoltà le squadre avversarie con tanta forza fisica. C’è un giusto mix fra giocatori giovani e meno giovani, ci sono giocatori che hanno vinto da altre parti e hanno la giusta esperienza per poter prendere in mano le redini della squadra. Io sono tra i meno giovani e quello con meno qualità, è normale, l’ho sempre detto. Non sono Maicon ma ho altre qualità, bisogna capire che non c’è più l’Inter del Triplete con giocatori che scendono in campo, ne saltano tre e mettono la palla all’incrocio. Bisogna giocare di gruppo e vincere di gruppo, bisogna aver fame soprattutto nelle partite dove il risultato sembra scontato».