Udinese-Inter: Perisic fa tutto quello che deve, ma Candreva?

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8 gennaio 2017, 16:33
Candreva Perisic Banega

L’Inter apre il 2017 con una sofferta vittoria in quel di Udine, dove è necessaria la splendida doppietta di Perisic nel finale di entrambe le frazioni di gioco: l’1-2 odierno vale la quarta vittoria consecutiva per l’Inter di Pioli, che avanza in classifica. Finalmente partita magistrale di Perisic, ma a deludere sono altri, in particolare l’alter-ego Candreva

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Pioli per affrontare l’Udinese: Handanovic; D’Ambrosio, Murillo, Miranda, Ansaldi; Kondogbia, Brozovic; Candreva, Banega, Perisic; Icardi.

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MODULO – Il passaggio dal 2016 al 2017 non smuove Pioli, che decide di confermare in blocco l’Inter che ha surclassato la Lazio a San Siro prima della sosta natalizia: stesso identico 4-2-3-1 di fine anno, dove le squalifiche di Melo e Joao Mario avevano regalato una maglia da titolare a Kondogbia e Banega, quest’oggi confermati dal primo minuto.

PRIMO TEMPO – L’Inter fa la partita, ma soffre la fisicità e rapidità di Zapata in contropiede. Il gioco sulle fasce non viene esaltato perché i terzini sono troppo schiacciati in difesa e le ali troppo accentrate sulla trequarti. Si cerca il gioco per vie centrali grazie ai suggerimenti in profondità di Brozovic, mentre è poco ispirato – e talvolta assente nella manovra – Banega, che fa fatica a farsi trovare libero. Al 17′ l’Udinese va in vantaggio grazie al gol di Jankto, che si inserisce tra D’Ambrosio e Murillo e brucia Handanovic su assist di Samir: difesa immobile, errore tipico in casa nerazzurra. Dopo lo svantaggio l’Inter si riversa in avanti con più uomini, rischiando ulteriormente nelle ripartenze friulane, come dimostrato dal palo di De Paul al 21′: anche qui gravissimo l’errore della linea a quattro, tagliata fuori alla giocata dell’Udinese, inoltre Ansaldi riesce a farsi anticipare in maniera assurda. Nella seconda parte l’Inter inizia a spingere con più insistenza, provando finalmente ad allargare il gioco sulle fasce: interessanti gli spunti di Perisic sulla sinistra, incomprensibili le giocate di Candreva a destra. In pieno recupero – al 47′ – arriva il gol di Perisic su splendido suggerimento di Icardi. Il primo tempo termina 1-1: l’Inter si sveglia solo nel finale.

SECONDO TEMPO – A inizio ripresa viene ripristinata la spinta sulle corsie laterali continuando a insistere come nel finale di primo tempo: terzini alti e ali larghe, in mezzo rimane Banega a supporto di Icardi. Squadra nerazzurra più sbilanciata, D’Ambrosio prezioso nel ristabilire l’equilibrio in fase di non possesso. Al 56′ primo cambio per l’Inter: fuori Banega, dentro Joao Mario. Non cambia nulla a livello tattico: il portoghese agisce da trequartista centrale. Con Joao Mario migliora il fraseggio dell’Inter: aumentano i palloni giocati a ridosso dell’area friulana, anche grazie alle sovrapposizioni e ai passaggi filtranti del portoghese. Al 84′ secondo cambio per Pioli: fuori Kondogbia, dentro Eder. L’italo-brasiliano si piazza alla destra di Icardi in un iperoffensivo 4-2-4 con Joao Mario arretrato sulla linea mediana. Il cambio porta gli effetti sperati: al 87′ Eder guadagna una punizione, Joao Mario la batte alla perfezione e Perisic svetta di testa trovando la doppietta che vale il vantaggio nerazzurro. Al 91′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Perisic, dentro Andreolli. L’Inter chiude con il 3-4-3 con il centrale italiano sul centro-destra di una difesa a tre (come da immagine sotto allegata, ndr) talmente disordinata da sembrare più spesso a quattro anziché a cinque. La partita termina 1-2: Perisic regala altri tre punti a Pioli, solita Inter al cardiopalmo.

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PROTAGONISTA – Non si può fare altro che soffermarsi sulla prestazione dell’unico giocatore capace di fare la differenza quando e come vuole: Perisic. Dopo una serie di prove tutt’altro che esaltanti, il croato torna protagonista con una doppietta tanto splendida quanto decisiva, ma non sono solo i gol a meritare i complimenti odierni. Perisic contro l’Udinese spinge sulla sinistra, va al cross, taglia in area per andare al tiro e quando serve fa anche a spallate in fase di ripiego: è il lavoro che Pioli gli chiede da ala sinistra nel 4-2-3-1 dell’Inter, dove deve fungere contemporaneamente da attaccante e centrocampista. Oggi ci è riuscito: è questo il vero Perisic e i gol sono una giusta conseguenza.

COMMENTO – Per un’Inter che vince soffrendo grazie al suo esterno offensivo più talentuoso non può essere tutto positivo, infatti c’è anche un’Inter che non brilla: difesa spesso in pericolo, centrocampo a fasi alterne e attacco che pasticcia. Nello specifico, è l’altra fascia a non funzionare: partendo dalla destra Candreva riesce a sbagliare tutto e di più. L’ala destra di Pioli continua a presenziare principalmente nelle zone centrali del campo, dove i suoi movimenti – spesso errati – creano solo confusione per le giocate dei compagni. Infatti, facendo densità al centro, la fascia destra rimane scoperta (D’Ambrosio non può spingere fino all’area avversaria, avendo compiti difensivi più da centrale che da terzino) e dimezza la pericolosità offensiva dell’Inter. I continui tagli di Candreva andrebbero limitati e infatti, appena viene “bloccato” sulla fascia, l’Inter torna a essere pericolosa, sebbene persistano gli errori tecnico-tattici del numero 87. L’idea di Candreva non è sbagliata ed è una richiesta specifica d Pioli, ma in Udinese-Inter un dato è lampante: quando taglia Perisic, i gol arrivano; quando taglia Candreva, l’Inter subisce il contropiede. Nel 4-2-3-1 è necessario che gli esterni offensivi facciano la doppia fase, ma solo uno dei due dovrebbe fungere da attaccante aggiunto (Perisic), mentre l’altro (Candreva) dovrebbe preoccuparsi principalmente degli equilibri tattici giocando largo e accentrandosi solo quando il trequartista (Banega o Joao Mario) arretra sulla linea mediana, non sempre: Icardi ha bisogno di una spalla in area di rigore, non di compagni che entrano in area a togliergli palloni giocabili. Per un Perisic promosso c’è anche un Candreva rimandato: continua l’equivoco tattico dell’Inter sul centro-destra della trequarti, chissà contro il ChievoVerona cosa si inventerà Pioli (senza Brozovic a centrocampo, squalificato).