Trofeo Marbella: prima Inter 2017, solita roba. Gabi-gol a metà

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3 gennaio 2017, 22:22
Pioli Gabigol

Prima (doppia) uscita dell’Inter in questo 2017 nel triangolare amichevole “Trofeo Marbella”, prima piccola gioia stagionale: la squadra di Pioli ha la meglio nella prima sfida e, pur crollando ai rigori nel secondo scontro, porta a casa la simbolica coppa grazie alla differenza reti. Pochi spunti da analizzare

FORMAZIONE, PRIMA PARTITA DA 45′ – Ecco l’undici di partenza scelto per affrontare il Real Balompedica Linense: Handanovic; D’Ambrosio, Murillo, Andreolli, Miangue; Brozovic, Gnoukouri; Candreva, “Gabigol” Barbosa, Eder; Palacio.

ILTM

FORMAZIONE, SECONDA PARTITA DA 45′ – Ecco l’undici di partenza scelto per affrontare il Marbella: Carrizo; Santon, Ranocchia, Andreolli, Ansaldi; Joao Mario, Gnoukouri; Biabiany, Banega, Perisic; Icardi.

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MODULO – L’Inter riparte dalla difesa a quattro, anche se il duplice 4-2-3-1 messo in campo da Pioli appare piuttosto indisciplinato sia in mezzo al campo sia sulle fasce, infatti per larghi tratti si può parlare di tradizionale 4-4-2 per provare a mantenere compatti i reparti.

PRIMA PARTITA – Pioli opta per “Gabigol” Barbosa libero di svariare dalla trequarti in su, permettendo a Candreva di accentrarsi più spesso. Al 3′ arriva subito la doccia fredda: gol di Palomino con una conclusione dalla lunga distanza che beffa Handanovic, avanzato rispetto alla linea di porta. Il portiere sloveno sbaglia clamorosamente anche il suo secondo intervento, bravo Gnoukouri a salvare un gol praticamente regalato dalla leggerezza del numero 1 nerazzurro. Al 16′ Murillo accorcia con un tap-in vincente infallibile a porta vuota sugli sviluppi di un calcio d’angolo. A destra la spinta è affidata a Candreva, con D’Ambrosio più bloccato in difesa, invece a sinistra Miangue ha più occasioni per farsi vedere in fase offensiva, dove Eder si vede solo a tratti. Al 29′ Rubio segna su rigore in seguito a una trattenuta di Andreolli. Poverissima la manovra dell’Inter, priva di qualsiasi spunto: Gnoukouri sbaglia troppo, Brozovic è costretto a fare gli straordinari nella doppia fase. Al 36′ Murillo si ripete firmando la doppietta personale: altro tap-in vincente da calcio d’angolo, ancora una volta porta sguarnita. L’Inter chiude in avanti, ma manca la precisione. Al 45′ Gabigol trova il gol evitando con un pallonetto il portiere in uscita e spingendo la palla in rete, permettendo all’Inter di vincere. La primi mini-partita termina 3-2: sagra degli errori da ambo le parti, si salvano i marcatori.

SECONDA PARTITA – Pioli cambia ben nove giocatori rispetto alla sfida precedente e la qualità ne risente subito in positivo: con Joao Mario e Banega a centrocampo è tutta un’altra cosa, finalmente si vedono giocate intelligenti con quel tocco di classe che non gusta mai. L’Inter attacca su entrambe le fasce facendo arrivare la palla in mezzo, dove Icardi si muove come un rapace. Nonostante il possesso palla prevalentemente nerazzurro, al 16′ Okoye segna per il Marbella, trovando un palo-rete nell’angolino coperto male da Carrizo, poco reattivo al pari del collega Handanovic. Al 22′ primo e unico cambio per l’Inter: fuori Andreolli, dentro Yao. Non cambia nulla a livello tattico: il centrale ivoriano si piazza alla sinistra di Ranocchia (come da immagine sotto allegata, ndr). La sfida continua su ritmi blandi: costruzione dell’azione perlopiù macchinosa, qualche errore di troppo sia a livello tecnico sia nei movimenti. Al 43′ Perisic pareggia anticipando con il mancino l’uscita del portiere su delizioso filtrante di Ansaldi. L’Inter cerca il gol vittoria, che non arriva. La seconda mini-partita termina 1-1: si va ai rigori, dove l’Inter perde 4-5 a causa degli errori finali e fatali di Icardi e Ranocchia, per un tabellino che dice 5-6. Il trofeo va comunque all’Inter, prima per differenza reti.

IMTM

PROTAGONISTA – Facile dedicare il titolo e l’approfondimento al giocatore più atteso – che per inciso non Murillo, autore di una doppietta tutt’altro che attesa -, ma stavolta è davvero dovuto menzionarlo come protagonista assoluto: “Gabigol” Barbosa. Il classe ’96 brasiliano non illumina né stupisce per qualità tecnico-tattiche, anzi si nota sempre di più il suo essere acerbo e indisciplinato in campo, però ci mette un impegno esagerato che non si riscontra in tutti i suoi compagni. Il gol-vittoria, infatti, arriva quasi con “cattiveria”: gol voluto, gol meritato e anche bello da vedere. Pioli fa bene ad aspettare a lanciarlo proprio come ha fatto inizialmente de Boer perché il rischio di bruciarlo è elevatissimo, ma dopo il “Trofeo Marbella” arriva un’altra conferma: giocatori come Eder, Palacio e Biabiany sono tutt’altro che utili a quest’Inter, in attacco Gabigol non può essere più l’ultimo nelle gerarchie dietro l’intoccabile Icardi.

COMMENTO – Amichevole di inizio anno, addirittura sotto forma di triangolare con doppia sfida da 45′: cosa chiedere? Nulla, assolutamente nulla. Partite giocate in questo modo non servono a niente, neanche a entrare in condizione dopo le festività e provare nuove soluzioni tattiche. Pioli fa giocare quasi tutti, senza apportare grosse novità: Gnoukouri è l’unico impegnato per 90′, chissà che ciò abbia una conseguenza sul mercato (era un test per decidere se tenerlo o prestarlo?). Non si notano miglioramenti rispetto all’Inter di fine 2016, sperando che contro l’Udinese non vengano fatti scherzi: domenica la partita sarà ufficiale, altro che amichevole. Preoccupa non poco la difesa senza Miranda, centrocampo e attacco in versione work in progress per far ruotare tutti gli effetti ancora a disposizione (spicca l’assenza di Jovetic, vicino all’addio). Per competere ad alti livelli fino a fine stagione serviranno un paio di innesti dal mercato, ma Pioli non può fare miracoli: la rosa resta perlopiù valida nei titolari, drammatica nelle riserve. Aumenta il divario tra Inter A e Inter B: qualcuno intervenga, tipo Ausilio. Tipo Suning.

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