Torino-Inter: Kondogbia lotta da solo, gli altri giocano col Toro

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18 marzo 2017, 22:22
Kondogbia Candreva Torino-Inter

L’Inter rallenta la sua sempre più complicata rincorsa al terzo posto, tornando da Torino con il bottino di un misero punto: il 2-2 serve a poco ed è frutto di una prestazione sottotono di tutta la squadra, a eccezione dell’ottimo Kondogbia, tra l’altro autore del gol che apre la partita

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Pioli per affrontare il Torino: Handanovic; D’Ambrosio, Medel, Miranda, Ansaldi; Gagliardini, Kondogbia; Candreva, Banega, Perisic; Icardi.

TIPF

MODULO – Così come già avvenuto per affrontare l’Atalanta, Pioli conferma in blocco l’Inter di Cagliari, sperando di continuare il filone delle vittorie in goleada. Identico 4-2-3-1 delle ultime uscite per sfruttare sia il gioco sulle fasce con le catene D’Ambrosio-Candreva a destra e Ansaldi-Perisic a sinistra sia il gioco per vie centrali attraverso il rinato Banega trequartista.

PRIMO TEMPO – A inizio gara l’Inter gioca benissimo palla a terra e in velocità. In mezzo si cerca la giocata in verticale sfruttando il genio di Banega e il sacrificio di Icardi in fase di ripiego, ma sulle fasce viene pagata troppa imprecisione. Al 27′ Kondogbia si inventa un gol di prepotenza vincendo a sportellate il duello con la difesa del Torino, entrando in area di rigore e piegando le mani di un colpevolissimo Hart. Al 33′ Baselli pareggia grazie a una dormita difensiva sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Perisic dimentica completamente la marcatura. L’Inter accusa il colpo e inizia a sbagliare più del solito, errori mai visti negli ultimi mesi: troppi lanci fuori misura, addirittura imprecisi gli appoggi più semplici, in particolare Candreva appare sottotono e dannoso nella manovra. Il primo tempo termina 1-1: Inter più o meno bene fino al gol subito, poi il calo.

SECONDO TEMPO – A inizio ripresa Medel salva l’Inter da un gol certo in seguito a un vero e proprio liscio di Handanovic in uscita su Belotti lanciato a rete. Lo stesso Handanovic si fa perdonare salvando con i piedi un tiro di Lukic deviato proprio da Medel: l’Inter soffre la dinamicità del Torino. Al 57′ primo cambio per l’Inter: fuori Medel, dentro Murillo. Il colombiano prende il posto del cileno infortunato. Al 59′ Torino in vantaggio grazie a una bella parabola di Acquah da fuori area, gravissimo il pallone perso da Candreva che dà via al contropiede granata. Al 60′ secondo cambio per Pioli: fuori Banega, dentro Eder. L’italo-brasiliano si piazza alle spalle di Icardi. Al 62′ l’Inter pareggia con Candreva a porta vuota su traversone di Ansaldi, ma è decisiva l’uscita a farfalle di Hart. Al 76′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Kondogbia, dentro Brozovic. Il croato agisce sul centro-sinistra davanti alla difesa nel 4-2-3-1 iper-offensivo finale (come da immagine sotto allegata, ndr). Nonostante la spinta e le occasioni create, Perisic nel finale sciupa di tutto e l’Inter non trova il gol vincente. Il secondo tempo termina 2-2: troppi errori sparsi in tutto il campo, un pareggio simile vale come una sconfitta.

TIST

PROTAGONISTA – Il pareggio di Torino non soddisfa nessun nerazzurro così come nessuna singola prestazione è sufficiente, si salva solo un giocatore ed è giusto sottolinearlo tra le tante insufficienze: Kondogbia. Il centrocampista francese segna e già questa è una notizia che fa clamore. Il gol dello 0-1, però, è il gesto meno “importante” che il centrocampista Kondogbia porta a termine contro il Torino prima di uscire dal campo acciaccato perché il numero 7 ex Monaco lotta su tutti i palloni rendendosi protagonista in qualità di rubapalloni. Presente sia in difesa (splendida la scivolata in extremis su Boyé) sia in attacco (il già citato gol), a tratti sembra un muro invalicabile che spacca in due la partita a centrocampo, e solo la pessima prestazione dei compagni ne condiziona alcune giocate errate in appoggio. Questo Kondogbia è un altro giocatore, un altro centrocampista: un mediano prettamente difensivo e di qualità, proprio ciò che serve all’Inter. Rinato.

COMMENTO – Non esistono alibi per giustificare il 2-2 di Torino maturato allo “Stadio Olimpico” senza errori arbitrali… Sono due punti persi, due punti che allontanano ulteriormente l’Inter dal terzo posto, ma che rischiano di compromettere anche il quarto e il quinto, piazze necessarie per ripresentarsi – almeno – in Europa League. Se la Champions League diventa sempre più un miraggio, l’Europa League è meta infallibile. L’approccio avuto dalla squadra di Pioli contro il Torino è opposto a quello visto nella doppia goleada contro Cagliari e Atalanta, gli errori tecnici sono da categoria ben inferiore alla Serie A e le colpe sono di tutti. A parte Kondogbia, solo Ansaldi può dire di aver lottato per provare a regalare all’Inter i tre punti. Tutti male, soprattutto quelli che nell’ultimo periodo stavano massimizzando le loro prestazioni: D’Ambrosio torna alle origini con giocate pessime, Gagliardini fa banali errori complicandosi la vita in mezzo al campo, Perisic sbaglia l’impossibile sotto porta e Candreva – gol a parte, impossibile da sbagliare – sembra giocare con il Torino a causa della quantità assurda di palloni sbagliati, su tutti quello che dà via al 2-1 granata. Insomma, partitaccia. Pioli paga l’estrema fiducia in sé, probabilmente avrebbe dovuto fare qualche variazione anziché confermare per tre partite lo stesso undici titolare stremato, ma parlare dopo è sempre facile. Stona troppo, però, la gestione dei cambi: escluso il primo forzato (che avrebbe potuto portare anche al cambio di modulo), Brozovic entra tardi e Joao Mario viene ignorato al pari di “Gabigol” Barbosa mentre Candreva sulla destra fa più danni del solito. Sicuramente qualcosa va rivista, la pausa per le nazionali può aiutare, ma forse è troppo tardi per riprendere la marcia: peccato, si rischia di rovinare tutto quanto di buono fatto finora.

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