Sparta-Inter: contromano per perdere senza dignità, Melo guida

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29 settembre 2016, 23:07
Melo

Di male in peggio per l’Inter versione Europa League, che bissa il KO contro l’Hapoel con un pesantissimo 3-1 esterno in casa dello Sparta Praga. Ancora una volta il turnover parziale di de Boer non paga, ma le colpe del tecnico olandese sono ben poche rispetto all’inadeguatezza delle seconde linee in rosa

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da de Boer per affrontare lo Sparta Praga: Handanovic; D’Ambrosio, Ranocchia, Murillo, Miangue; Gnoukouri, Melo, Banega; Candreva, Palacio, Eder.

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MODULO – l’Inter conferma il 4-3-3 visto già nella prima uscita europea, ma la novità consiste nell’utilizzo di due titolari come Banega e Candreva, che giocano in due zolle del campo differenti rispetto al solito. Il centrocampista argentino agisce da mezzala sinistra, decentrandosi dal solito ruolo di perno centrale del centrocampo, mentre l’ala italiana, dovendo completare il tridente offensivo, si piazza in un’area di campo piuttosto morta per le sue caratteristiche. Lo schermo davanti alla difesa è Melo.

PRIMO TEMPO – L’inizio dell’Inter è già confusionario come non mai: fin dai primi minuti si vedono posizioni, movimenti e passaggi sbagliati come se si stesse giocando una partitella in allenamento contro una squadra di bambini. Al 7′ arriva il primo gol – in fuorigioco – dello Sparta, che sfrutta un rilancio errato di Ranocchia e un’inutile chiusura di Melo&Co. su Vaclav Kadlec. La banda del buco nerazzurro ha nella coppia Ranocchia-Melo la principale fonte di errore, ma anche Murillo e Banega non sono esenti: troppa superficialità e imprecisione, l’approccio dell’Inter è completamente sbagliato. Al 25′ arriva il raddoppio di V. Kadlec, ma è assurdo quello che succede: tutta l’Inter è ferma mentre l’attaccante ceco si dirige verso la porta difesa di Handanovic. Manovra assente, attacco fuori dal gioco, centrocampo nullo e difesa distratta: questa è l’Inter di Praga, svogliata come non mai. L’Inter soffre su tutti i contropiedi, basta una palla in profondità per mandare in crisi l’undici di de Boer. Il primo tempo termina con il risultato di 2-0: Inter indegna, Sparta meritatamente in vantaggio.

SECONDO TEMPO – Niente cambi nella ripresa né negli uomini né nell’atteggiamento. L’Inter rischia di affondare nuovamente subendo subito la terza rete, mentre in attacco latitano tutti. Le cose peggiori, comunque, continuano a vedersi a centrocampo: palloni persi in continuità e neanche mezza idea per far arrivare il pallone in attacco. Al 56′ primo cambio per l’Inter: fuori D’Ambrosio, dentro Ansaldi. L’argentino debutta proprio nel ruolo di terzino destro. Al 63′ secondo cambio per de Boer: fuori Candreva, dentro Perisic. L’ala croata si piazza largo a sinistra, costringendo Eder a cambiare fascia di competenza nel 4-3-3 nerazzurro. Nonostante le forze fresche, l’Inter continua a faticare nella gestione della palla. Al 70′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Gnoukouri, dentro Icardi. Il bomber argentino torna a essere il centravanti con Palacio al suo fianco, infatti l’Inter si dispone con un super offensivo 4-2-4. La reazione nerazzurra si fa vedere subito al 71′: Icardi ed Eder confezionano l’assist per Palacio, che sotto port non sbaglia. Al 75′ l’assetto dell’Inter è costretto a cambiare: Ranocchia espulso per doppio giallo porta l’Inter a disporsi con una sorta di 4-1-4 in cui Melo affianca Murillo nel cuore della difesa (come da immagine sotto allegata, ndr). Neanche il tempo di disporsi in campo e al 76′ arriva il terzo gol dello Sparta: Holek segna di testa a porta sguarnita proprio sulla punizione causata da Ranocchia, pessimo il posizionamento di tutta la linea difensiva. Negli ultimi venti minuti, recupero compreso, non succede nulla per cambiare il risultato. La partita termina 3-1: Inter ancora più brutta di quella vista a San Siro contro l’Hapoel, nulla da aggiungere.

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PROTAGONISTA – In una serata nera dove il migliore in campo meriterebbe il 4 in pagella, spicca negativamente la prestazione di chi avrebbe dovuto mettere ordine in mezzo al campo: Melo. Facile sparare sulla croce rossa Ranocchia o sulle altre riserve che non riescono né a difendere (D’Ambrosio) né ad attaccare (Eder), Melo invece riceve un’altra chance da de Boer in qualità di schermo davanti alla difesa. Risultato? Non ferma nessuna offensiva ceca e non fa ripartire nessuna azione nerazzurra. Doveva guidare l’Inter – insieme a Banega, altro protagonista negativo -, l’ha guidata verso il tracollo. Nel finale, giocando come centrale difensivo, quasi risulta più utile perché meno dannoso. La prestazione di Melo è stata insufficiente tanto quanto quella dei suoi compagni (Gnoukouri compreso), ma il ritorno di Brozovic (e dei fuori lista Joao Mario e Kondogbia) rischiano di segnare la sua fine anticipata all’avventura nerazzurra.

COMMENTO – De Boer mette in campo un’Inter che avrebbe dovuto battere lo Sparta Praga anche senza i titolari Handanovic, Murillo (rientrante e non al meglio), Banega e Candreva, invece perde e male con loro in campo. Poi inserisce Ansaldi (al debutto), Perisic e Icardi, ma il risultato non cambia… anche per colpa di Ranocchia, che si fa espellere sul 2-1. Cosa bisogna aggiungere? Nulla. All’Inter non manca la qualità, perché le attuali seconde linee – pur non essendo fenomeni – sono superiori alle prime linee di Sparta, Hapoel e altri club ancora, ma manca la voglia e la serietà di affrontare l’Europa League giocando da squadra vera. De Boer è ancora una volta vittima di un gruppo di svogliati, che presto dovrà lasciare – per forze di cose – Appiano Gentile: il gruppo Suning faccia subito pulizia, perché l’Europa League va onorata. E se ti chiami Inter, va anche vinta.

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.