Southampton-Inter: Vecchi segue schema, ma pecca in fiducia

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4 novembre 2016, 02:14
Vecchi

Non c’è pace per l’Inter: dopo le prime pesanti sconfitte stagionali e l’esonero di de Boer, il debuttante Vecchi non riesce a dare la sterzata giusta in panchina. A Southamtpon termina 2-1 in favore dei padroni di casa, che rimontano un’Inter tanto brutta quanto italiana: la qualificazione al turno successivo di Europa League diventa un miraggio

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Vecchi per affrontare il Southampton: Handanovic; D’Ambrosio, Ranocchia, Miranda, Nagatomo; Candreva, Gnoukouri, Medel, Perisic; Banega; Icardi.

SIFU

MODULO – Tutto confermato, anche perché gli allenamenti preparatori non hanno superato le due sedute: l’Inter scende in campo con il 4-4-1-1, sistema di gioco di fiducia per Vecchi. Catena destra tutta italiana con la coppia D’Ambrosio-Candreva, a sinistra torna la “manciniana” Nagatomo-Perisic, mentre Banega agisce come trequartista unico alle spalle di Icardi.

PRIMO TEMPO – Fin dal primo minuto si nota un’Inter ben ordinata in campo: il 4-4-1-1 è rispettato dai giocatori, in particolare spicca la posizione arretrata degli esterni offensivi, che accorciano anche verso il centro per coprire meglio e non creare corridoi per i giocatori inglesi. Non è l’Inter a fare la partita, ma preferisce giocare in ripartenza e riesce a rendersi pericolosa in un paio di occasioni. Al 33′ Icardi segna un gol di classe e rapina dentro l’area di rigore, sfruttando un suggerimento involontario di Perisic dopo il traversone di Candreva. Il gol dà fiducia all’Inter che sembra poter gestire il vantaggio con tranquillità, ma al 49′ – in pieno extra time – il Southampton avrebbe potuto pareggiare grazie a un rigore generoso (fallo di mano di Perisic), ma Handanovic para con il ginocchio ipnotizzando Tadic. Il primo tempo termina 1-0: Inter attenta, Southampton sciupa.

SECONDO TEMPO – A inizio ripresa l’Inter soffre le intuizioni offensive degli inglesi, ma la sofferenza inizia in mezzo al campo: Vecchi inverte i mediani, così Medel va sul centro-destra e Gnoukouri sul centro-sinistra. Troppo gli errori nerazzurri, che sbagliano addirittura semplici appoggi. Al 64′ Van Dijk pareggia sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ribadendo in rete dopo una traversa colpita in mischia. L’Inter accusa il colpo e al 69′ fa peggio: pasticcio difensivo clamoroso, Nagatomo trafigge Handanovic in maniera comica ed è l’autogol che condanna l’Inter. Al 73′ primo cambio per l’Inter: fuori Medel, dentro Eder. L’oriundo italo-brasiliano si piazza alle spalle di Icardi, ad arretrare in mediana è Banega. Il gioco dell’Inter non ne giova: l’impatto degli esterni di centrocampo è pari a zero. All’82’ secondo cambio per Vecchi: fuori Gnoukouri, dentro Melo. Non cambia nulla in mezzo al campo. All’88’ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Candreva, dentro Biabiany. Con l’ingresso dell’ala francese l’Inter alza il baricentro degli esterni, ricreando una sorta di 4-2-3-1 (come da immagine sotto allegata, ndr). Nonostante ciò, il gioco resta nullo: nella ripresa l’Inter subisce solamente, senza riuscire mai a ripartire. La partita termina 2-1: l’Inter si fa rimontare prenotandosi un posto fuori dall’Europa League, salvo miracoli.

SIST

PROTAGONISTA – Ancora un’altra prestazione indegna in cui, pur volendo salvarne uno, si farebbe fatica, ma sempre meno che trovare il peggiore tra i peggiori. Se da elementi di bassa qualità (D’Ambrosio e Nagatomo su tutti) ci si aspetta poco o nulla – e ogni volta riescono a stupirci con i loro errori -, dai giocatori di maggiore qualità si aspetta tutt’altra reazione, in particolare da uno: Perisic. L’ala croata al momento è l’uomo in meno dell’Inter. Un uomo in meno in attacco, uno in meno sulla fascia: Perisic pare stia giocando con il freno a mano tirato, anche se l’impressione è che l’abbia tirato volontariamente. Se de Boer nelle ultime uscite gli preferiva il mediocre Eder ci sarà stato un motivo: Perisic deve svegliarsi al più presto, l’Inter non può aspettarlo in eterno andando incontro al fallimento.

COMMENTO – Qualcosa forse sperava che Vecchi facesse il miracolo: via de Boer, adesso arriva il tecnico italiano – tra l’altro preparato, ma pur sempre alla guida di una squadra demotivata e demotivante – e si risolve tutto. Il realtà Vecchi segue il copione alla perfezione: sistema di gioco arcaico e strategia italiana per portare a casa il risultato giocando in contropiede, ma la tattica del catenaccio dura solo un tempo. Era anche impossibile chiedere di più alla squadra scesa in campo, ma soprattutto: che squadra è scesa in campo? Vecchi arriva e dà fiducia agli italiani D’Ambrosio (il peggiore, come già provato a far capire), Ranocchia (quando mette piede in campo, volente o nolente la disgrazia è dietro l’angolo), Candreva (verità scomoda: è spesso uno dei peggiori in campo, se non trova la giocata offensiva diventa anche dannoso) e nella ripresa anche Eder (incommentabile da sempre). Si è parlato per mesi dei problemi dell’Inter straniera, troppo straniera sia in campo sia in panchina: e se il problema dell’Inter fosse proprio questo gruppetto di italiani che fa solo danni in campo e fuori? E con italiani si fa riferimento anche agli ex allenatori, dirigenti e azionisti che hanno portato all’Inter Ranocchia&Co…

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.