Samp-Inter: perfezione vicina, non solo Icardi! Sempre così no?

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18 marzo 2018, 21:21
Icardi Škriniar Perišić Inter-Atalanta

L’Inter torna alla vittoria (esterna) grazie a una strepitosa prestazione di Icardi sotto porta: suoi quattro dei cinque gol che condannano la Sampdoria, tramortita con uno 0-5 aperto dalla ritrovata marcatura di Perisic. La squadra di Spalletti finalmente convince in tutti i reparti e il gioco proposto non è solo piacevole, ma anche concreto

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare la Sampdoria: Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D’Ambrosio; Gagliardini, Brozovic; Candreva, Rafinha, Perisic; Icardi.

MODULO – Se è vero che squadra che vince non si cambia, anche un’Inter che riesce a pareggiare a reti inviolate contro l’ex capolista Napoli merita questo riconoscimento: confermato lo stesso identico undici sulla base del solito 4-2-3-1, di conseguenza è di nuovo Rafinha il numero 10 designato.

PRIMO TEMPO – Già dai primi minuti l’Inter prova a sfruttare le sovrapposizioni su entrambe le fasce, ma pecca in precisione, così come nei cambi di gioco completamente sballati. Bene il pressing sui portatori di palla avversari e il tentativo di fare densità in attacco per non lasciare Icardi isolato. Al 22′ clamoroso incrocio dei pali di Cancelo direttamente da calcio d’angolo. Al 26′ meraviglioso gol di Perisic, che stacca di testa su chirurgico cross dalla destra di Cancelo. Al 29′ Rafinha atterrato in area: rigore per l’Inter! Icardi batte e spiazza Viviano: al 30′ è già doppio vantaggio! Al 31′ Icardi raddoppia inventandosi un gol di tacco sfruttando una palla vagante messa in area da Perisic dopo una favolosa intuizione di Cancelo. L’Inter sembra volare come non mai in questa stagione: è sulle ali dell’entusiasmo e le riesce tutto. Al 41′ il palo di Zapata salva Handanovic. Al 44′ tripletta di Icardi, che raccoglie un’altra palla in area dopo un attacco dalla destra e buca Viviano. Il primo tempo termina 0-4: troppa Inter per questa Sampdoria.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza modifiche e infatti non cambia neanche il tipo di prestazione dell’Inter, sempre votata in maniera ordinata in attacco. Al 51′ arriva il poker di Icardi, che inventa un gol colpendo di prima intenzione al volo un’altra palla vagante e trova una parabola velenosa con rimbalzo che non dà scampo a Viviano. L’Inter gestisce l’ampio vantaggio continuando a macinare gioco palla a terra e tentando l’imbucata in verticale. Al 66′ primo cambio per l’Inter: fuori Icardi, dentro Eder. L’italo-brasiliano si piazza nel cuore dell’attacco al posto del capitano argentino, la cui fascia passa sul braccio di Handanovic. Il ritmo ovviamente cala, ma l’Inter continua ad arrivare facilmente in zona gol. Al 78′ secondo cambio per Spalletti: fuori Candreva, dentro Vecino. L’uruguayano si posiziona da mezzala destra in una sorta di 4-3-1-2 con Perisic che agisce praticamente da seconda punta. Al 80′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Rafinha, dentro Borja Valero. Lo spagnolo agisce da regista alto nei minuti conclusivi. L’Inter aspetta solo il triplice fischio finale, restando in attacco. Il secondo tempo termina 0-5: l’Inter non inferisce e stravince dopo poco più che un tempo.

PROTAGONISTA – Basterebbe dire 4 gol in 21′, 100 in Serie A e 100 con la maglia dell’Inter, in pratica il giocatore più rappresentativo del giorno non può che essere lui: Icardi. Segna, segna, segna, segna e trascina la sua squadra: cosa deve fare di più un capitano bomber? C’è veramente poco da aggiungere. Spalletti chiedeva qualità oltre ai gol, Icardi ha risposto con un poker di qualità. Animalesco.

COMMENTO – Quando si vince con uno scarto simile non si può mai fare un’analisi precisa, la domanda viene spontanea: perché non è stato così (facile) nelle altre uscite? Perché l’Inter non gioca sempre così? La Sampdoria, di fatto, non c’ha capito nulla. Difesa attenta, centrocampo qualitativamente e quantitativamente impeccabile (la coppia Gagliardini-Brozovic cosa aspettava a palesarsi sui questi livelli?), attacco che trasforma in gol ogni pallone vagante e sulla fascia destra Cancelo che asfalta tutto e tutti nella doppia fase di gioco. In una sola parola: la perfezione. Quella cercata a lungo da Spalletti. A voler trovare il pelo dell’uovo si potrebbe far notare gli errori sotto porta di Candreva, comunque positivo come il resto della squadra nel complesso della partita. Meno bene D’Ambrosio da terzino sinistro, ma questo non è e non sarà mai una novità. La strada da seguire è questa, inutile esaltarsi finché non si sarà raggiunto e messo al sicuro il quarto posto e con esso la qualificazione in Champions League. Una cosa però va detta: è una bella Inter, nonostante la qualità non sia eccelsa, in accordo con Spalletti.







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