Roma-Inter: Banega non dà punti, KO arriva dal lato sinistro

Articolo di
3 ottobre 2016, 01:59
Inter fascia sinistra

L’Inter non sa più vincere, ma almeno continua a fare piccoli passi in avanti nel gioco: anche a Roma arriva un KO tanto pesante quanto immeritato, anche se i troppi errori nerazzurri (soprattutto sulla fascia sinistra) giustificano il 2-1 finale a favore dei giallorossi. Inter di de Boer in versione double face: brilla in particolare Banega, ma neanche lui è esente dalle critiche

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da de Boer per affrontare la Roma: Handanovic; Ansaldi, Miranda, Murillo, Santon; Medel, Joao Mario; Candreva, Banega, Perisic; Icardi.

RIFU

MODULO – Il recupero – seppur parziale – di ben tre titolari di prima fascia permette all’Inter di sfruttare al meglio il 4-2-3-1, assetto tattico di partenza grazie al solito ruolo anarchico di Banega, che fluttua come sempre tra mediana e trequarti. Murillo torna nel cuore della difesa, Ansaldi dovrà spingere a destra sostenendo le avanzate di Candreva, mentre il compito di Joao Mario sarà quello di mettere ordine in mezzo al campo.

PRIMO TEMPO – Le scelte di de Boer mettono subito in evidenza un problema: la fascia sinistra è quella debole a causa della contemporanea presenza di Bruno Peres e Salah, velocissimi e tecnicamente dotati per far male a Santon, che richiede il costante aiuto di Perisic limitandone il potenziale offensivo. Non a caso il primo errore arriva al 5′: buco sulla sinistra dell’Inter, Bruno Peres supera Medel (Santon fatto fuori precedentemente) e mette palla in mezzo dove Dzeko segna indisturbato a causa delle mancata marcatura di Murillo. L’Inter si ricompatta subito e riparte: il 4-2-3-1 sembra ben presto un 4-3-3 con Banega mezzala destra e proprio il palo pazzesco colpito dal centrocampista argentino fa capire che l’Inter è subito reattiva. L’Inter fa un ottimo giro palla e crea occasioni, invece la Roma resta sulla difensiva e riparte in contropiede con Salah, di cui né Santon né Murillo reggono la velocità. La principale fonte di gioco dell’Inter è il solito Banega, che mette in mostro filtranti da fantascienza, ma anche dalle fasce piovono cross piuttosto pericolosi. Il primo tempo termina con il risultato di 1-0: ottima Inter dopo lo svantaggio iniziale, Roma attenta a difendere il risultato ottenuto.

SECONDO TEMPO – De Boer non cambia nulla nell’intervallo e ripropone la stessa Inter in tutto e per tutto: stesso ritmo, stessi pregi e difetti tra attacco e difesa. Al 60′ arriva il primo cambio per l’Inter: fuori Joao Mario, dentro Gnoukouri. Al 62′ il secondo cambio di de Boer: fuori Ansaldi, dentro Nagatomo. Il terzino giapponese si piazza a sinistra, così Santon si sposta a destra per non soffrire più le ripartenze di Salah. De Boer è costretto a sostituire i due giocatori che non hanno più di 60 minuti nelle gambe, al loro posto dentro due forze fresche: scelte quasi obbligante, anche se sia Ansaldi sia Joao Mario hanno messo in mostra qualche lacuna fisica e di concentrazione. Proprio i due neo entrati confezionano l’azione più limpida della ripresa: assist di Nagatomo dalla sinistra, Gnoukouri spara alto e spreca la palla dell’1-1. Al 69′ arriva il terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Candreva, dentro Jovetic. Il montenegrino agisce da ala sinistra nel tridente costringendo Perisic a cambiare lato (come da immagine sotto allegata, ndr) sebbene a destra abbia già dimostrato in passato di non trovarsi a suo agio. L’Inter riapre subito la partita: al 72′ ottimo scambio sul centro-destra, preciso Banega a segnare su assist di Icardi. Banega è il vero uomo in più dell’Inter: non dà punti di riferimento, spesso è il centrocampista più arretrato sulla mediana o quello più largo sulla trequarti. Al 76′ la Roma torna in vantaggio sugli sviluppi di una punizione battuta da Florenzi: colpisce Manolas, sfiora Icardi e Handanovic viene battuto. Da segnalare il fallo di Jovetic che, agendo da ala sinistra molto bassa a ridosso del proprio terzino, ha causato il calcio da fermo: de Boer dovrà ragionare su questa mossa tattica difensivamente limitante e appunto pericolosa. Nel finale l’Inter perde lucidità nella manovra, senza trovare la via della rete. La partita termina 2-1: Inter propositiva e imprecisa, Roma sprecona e attenta.

RIST

PROTAGONISTA – Una sconfitta che può starci, ci sta meno per come è arrivata a causa di una sofferenza continua sulla fascia sinistra, quella in cui agiva – negativamente – nuovamente il jolly difensivo: Santon. Il classe ’91 scuola Inter gioca indistintamente a destra e sinistra, ma su entrambe le corsie non riesce a fare la differenza: attacca poco e male, di crossare e inserirsi in mezzo neanche se ne parla; difende con disattenzione, causando spesso pericoli. Non è infatti un caso se la coppia Bruno Peres-Salah scherza il terzino nerazzurro dal primo all’ultimo minuto in cui è rimasta in campo, costringendo lo stesso Santon a migrare a destra per soffrire meno le offensive giallorosse. Dal suo lato arrivano l’azione del gol e i maggiori pericoli. Santon è tra i peggiori in campo, ma non il peggior terzino in rosa, anzi: se l’Inter vuole fare il salto di qualità, a gennaio deve acquistare al più presto un esterno basso titolare che panchini Santon. Nagatomo, D’Ambrosio e Miangue non sono le risposte esatte.

COMMENTO – L’Inter di de Boer vuole dominare le partite e ci riesce, anche se poi non porta a casa i tre punti. Dovrebbe anche riuscire a non subire gol alla prima occasione così come sarebbe un grandissimo risultato trovare la via del gol prima di andare al tiro per quindici volte, ma con il tempo si dovrebbe ottenere anche questo: le vittorie passano da qui. Contro la Roma all’Inter è mancato il centrocampo: male Medel in fase difensiva; fuori forma Joao Mario – che alterna buonissime giocate a palloni persi in maniera elementare -; alti e bassi per Banega, che comunque è il giocatore più pericoloso. L’argentino segna (e farebbe segnare), ma anche lui fa parte della lista nera di chi perde troppo spessa palla. Inoltre, giocando in maniera anarchica, se non riceve palla sui piedi diventa un problema per la manovra nerazzurra: Banega vede movimenti e azioni che i compagni non riescono a vedere, ma a volte deve “adeguarsi” alla mediocrità che ha intorno per far viaggiare tutta la squadra nella stessa direzione. Se il centrocampo non fa filtro e crea poco, pur gestendo molti palloni, l’attacco dimezza la sua pericolosità: Icardi mai in partita, a eccezione dell’azione dell’1-1; Candreva e Perisic duettano poco sia tra loro sia con i compagni, pertanto le azioni vengono create grazie agli spazi aperti, ma sotto porta manca lucidità e va al tiro sempre il giocatore sbagliato. Il vero problema dell’Inter, però, è il già citato lato sinistro: all’inizio Santon non regge Salah e Murillo non lo aiuta, Perisic è costretto sulla difensiva da Bruno Peres e anche in questo caso Medel non è di grande aiuto, idem Joao Mario; nel finale Nagatomo va in confusione con uno stremato Florenzi, mentre l’atterramento di Jovetic sul solito Bruno Peres vale il gol del 2-1. Va trovata una soluzione interna per non partire già svantaggiati con una fascia sinistra debole e facilmente penetrabile: la sosta può aiutare de Boer a lavorare con i giocatori a disposizione (magari Ansaldi…) anche su questo aspetto, per il resto in alcune partite è necessario affiancare una punta di movimento a Icardi. E’ arrivato il momento di “Gabigol” Barbosa”?

Facebooktwittergoogle_plusmail
The following two tabs change content below.
Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.