Pescara-Inter: de Boer fa 3 in 1, Icardi 2 in 14! 4-2-4 batte 5-4-1

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12 settembre 2016, 01:53
Icardi de Boer

Dopo la prima sconfitta e il primo pareggio, arriva finalmente la prima vittoria italiana per de Boer: l’Inter rimonta a fatica un’ottimo Pescara e riesce a spuntarla solo al 91′ grazie alla doppietta di Icardi, ma è altrettanto decisivo il tecnico olandese con l’unica mossa fatta a partita in corso

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da de Boer per affrontare il Pescara: Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Murillo, Santon; Medel, Joao Mario; Candreva, Banega, Perisic, Icardi.

PIFU

MODULO – Dopo aver riscontrato problemi sia con la linea a tre sia con Banega schiacciato davanti alla difesa, l’Inter riparte dal modulo più adatto alle caratteristiche dei giocatori in rosa: 4-2-3-1, in cui proprio il centrocampista argentino funge da trequartista alle spalle di Icardi. Confermate le coppie laterali D’Ambrosio-Candreva a destra e Santon-Perisic a sinistra, così come l’asse centrale con Handanovic in porta e Miranda-Murillo coperti da Medel in mezzo, dove trova il proprio debutto Joao Mario.

PRIMO TEMPO – L’inizio dell’Inter è promettente dal punto di vista del gioco: si nota subito una fitta rete di passaggi con Joao Mario perno centrale a creare un rombo con vertici Medel-Banega in verticale e Candreva-Perisic in orizzontale. Banega gioca molto alto a ridosso di Icardi, quasi al suo fianco, mentre Medel molto più basso di Joao Mario per cercare il primo appoggio tra i centrali difensivi: più che un 4-2-3-1, a tratti sembra un 4-1-4-1. Il Pescara lascia pochi spazi, pertanto a volte l’Inter preferisce utilizzare i lanci lunghi, ma con scarsissimi risultati. Nel momento migliore dell’Inter, le occasioni sotto porta non mancano, ma manca la solita precisione e attenzione, infatti in contropiede Verre colpisce la traversa, che salva Handanovic: da rivedere la linea difensiva in fase di ripiego, in particolare qualche uscita di troppo di Murillo (Miranda, invece, recupera sempre le proprie sbavature). Il primo tempo termina con il risultato di 0-0: buona Inter iniziale, nel finale troppa sofferenza a causa di un Pescara velocissimo.

SECONDO TEMPO – La ripresa non presenta novità nell’undici di de Boer, ma si apre con un’Inter subito propositiva: occasioni in area e fuori, inserimenti centrali e laterali, ma il gol non arriva. Anzi, gli errori sono molteplici e arriva subito la beffa al 63′: il neo entrato Bahebeck segna sfruttando un clamoroso movimento sbagliato di D’Ambrosio in seguito a una palla persa malamente da Banega. L’Inter perde un po’ di fiducia e rischia più volte di prendere il secondo gol. Al 74′ de Boer prova la scossa con il triplo cambio: fuori Medel, Candreva e Perisic, dentro Eder, Palacio e Jovetic. Non cambia il modulo, ma gli interpreti: Banega affianca Joao Mario in mezzo, i tre neo entrati formano il terzetto dietro Icardi con Jovetic fisso a sinistra ed Eder-Palacio intercambiabili sul centro-destra (come da immagine sotto allegata, ndr). Con questo nuovo assetto arriva subito il gol: al 77′ Icardi incorna di testa l’ottimo assist di Banega. L’Inter gioca esclusivamente all’attacco e Palacio spreca in più occasioni il gol del vantaggio, che viene trovato da Icardi al 91′: doppietta da gol da bomber vero, dopo aver sfruttato una disastrosa carambola difensiva del Pescara. La partita termina 1-2: primo vittoria per de Boer, che ringrazia se stesso, ma soprattutto Icardi.

PIFS

PROTAGONISTA – L’Inter non ha giocato una partita perfetta, ma qualche novità si è vista… novità che, però, non riguarda il giocatore che ha deciso la partita: Icardi. L’attaccante argentino segnava l’anno scorso con Mancini e continua a farlo quest’anno con de Boer: le novità tattiche non lo sfiorano minimamente, perché il suo compito si “limita” a buttare dentro i pochi palloni giocabili che gli arrivano. Icardi continua a fare molto movimento, pur risultando efficace solo a ridosso della porta avversaria: se la inquadra, difficilmente sbaglia. L’Inter deve registrare tutti i movimenti difensivi e impostare il nuovo centrocampo fatto di qualità, ma la vera certezza di de Boer si chiama Icardi goleador.

COMMENTO – I primi tre punti stagionali dell’Inter, arrivati dopo una sofferenza durata almeno un’ora (che diventano quattro sommando le prime due uscite in campionato…), fanno respirare i tifosi, la squadra e soprattutto de Boer, già vittima di un attacco mediatico senza precedenti. Lasciando da parte le polemiche, bisogna sottolineare la mossa tattica effettuata dall’olandese a partita in corso. L’unica e sola mossa tattica, una e trina: al 74′ de Boer ha richiamato in panchina Medel e le due ali, inserendo al loro posto tre punte, ma senza cambiare modulo. Entrando nel dettaglio e giocando con i numeri, la differenza è sostanziale: ha mantenuto il 4-2-3-1 costruito su Medel, eliminando Medel. E ancora: ha mantenuto il gioco sulle fasce facendo a meno delle ali, ma adattando delle seconde punte. In definitiva, con un’economica mossa “tre in uno” degna dei peggiori discount, de Boer ha ribaltato l’Inter passando da un difensivissimo assetto simile a un 5-4-1 (Medel gioca praticamente da quinto difensore, Candreva-Perisic sono centrocampisti esterni) a un molto più offensivo 4-2-4 (trio Eder-Palacio-Jovetic a dar manforte al fin lì isolato Icardi). Non è un caso che, effettuato il cambio, dopo tre minuti è arrivato il primo gol e in 14 minuti Icardi ha segnato la sua doppietta personale: entrambe le azioni sono partite dai piedi di Banega, arretrato in mediana per prendere il posto di Medel. Tutto ciò non è casuale ed è positivo che sia accaduto. Magari contro la Juventus sarà fondamentale equilibrare i reparti sfruttando Medel, ma il futuro è questo: Medel fuori (o in difesa), qualità in mezzo e densità in attacco. E che qualcuno faccia qualcosa per trovare due terzini degni di tale nome, perché de Boer non può iniziare e giocare tutte le partite in nove contro undici…