Palermo-Inter: vince la pazienza (del 6), fattore C per Pioli

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22 gennaio 2017, 19:19
Candreva Joao Mario Pioli

L’Inter vince nel segno del sei: 6 come il numero di vittorie consecutive in campionato, 6 come il numero del match winner Joao Mario, 6 come i punti necessari per balzare al terzo posto. Lo 0-1 di Palermo conferma il momento positivo dell’Inter d Pioli, che può sorridere anche per fattori extra-tattici

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Pioli per affrontare il Palermo: Handanovic; D’Ambrosio, Murillo, Miranda, Ansaldi; Gagliardini, Brozovic; Candreva, Banega, Perisic; Icardi.

PIFU

MODULO – Altro giro, altra corsa per l’Inter sulle ali dell’entusiasmo del 4-2-3-1. E sulle ali con D’Ambrosio-Candreva a destra e Ansaldi-Perisic a sinistra, ormai coppie definitive per la doppia fase sulle corsie laterali. Pioli opta per il ritorno di Brozovic sulla linea mediana e Banega sulla trequarti, ma senza modificare la strategia dell’Inter: qualità in mezzo, rapidità ai lati.

PRIMO TEMPO – Il Palermo gioca in contropiede difendendosi con cinque giocatori schierati davanti al portiere, rendendo più difficile la manovra dell’Inter, che si sviluppa sopratutto sul centro-sinistra con lo scivolamento di Banega verso la zona occupata dalla coppia Ansaldi-Perisic. Solo Inter in campo: palla a terra e continui suggerimenti dall’esterno verso il centro, dove si prova a sfruttare la vena ispirata di Brozovic. Dopo 35′ pesa il cartellino giallo su entrambi i terzini dell’Inter: il Palermo riparte allo stesso modo a destra su Ansaldi e a sinistra su D’Ambrosio, che hanno il delicato compito di coprire ed equilibrare i reparti. L’Inter non soffre praticamente mai, ma non riesce a essere cinica sotto porta. Il primo tempo termina 0-0: all’Inter manca un po’ di concretezza.

SECONDO TEMPO – Nessuna modifica per l’Inter a inizio ripresa, si continua sulla stessa falsariga. Al 55′ primo cambio per l’Inter: fuori Banega, dentro Joao Mario. Il portoghese si piazza esattamente sulla trequarti al posto dell’argentino: non cambia nulla a livello tattico, ma a livello tecnico varia qualche caratteristica. Il Palermo inizia a risentire la stanchezza ed è assedio Inter. Al 65′ l’Inter trova il vantaggio con l’inserimento vincente di Joao Mario su cross dalla destra di Candreva. Il vantaggio dà fiducia all’Inter che crea azioni pericolose facendo un giro palla tranquillo, fondamentali i movimenti di Joao Mario tra le linee e la ritrovata verve degli esterni bassi. Al 77′ secondo cambio per Pioli: fuori Perisic, dentro Kondogbia. Il francese viene messo davanti alla difesa alla destra di Gagliardini, così Brozovic si alza sulla trequarti a sinistra mantenendo il 4-2-3-1 iniziale. Al 80′ episodio negativo: espulso Ansaldi per doppio giallo, l’Inter rimane in dieci. Al 81′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Candreva, dentro Santon. L’italiano agisce da terzino sinistro in sostituzione di Ansaldi nel nuovo 4-3-1-1 dell’Inter (come da immagine sotto allegata, ndr). Inter sulla difensiva nel finale, ma aumentano gli spazi e riesce anche a ripartire più volte in contropiede. Al 95′ l’espulsione di Gazzi per doppio giallo ristabilisce – teoricamente – la parità numerica, il fischio finale arriva subito dopo. Il secondo tempo termina 0-1: vittoria meritata dell’Inter, che sfrutta il pallone giusto sotto porta dopo aver creato molto.

PIST

PROTAGONISTA – Partita vinta di misura grazie a un gol di un giocatore appena entrato e praticamente titolare insostituibile, se non fosse per il turnover in seguito agli impegni di coppa, non può non essere lui il match winner: Joao Mario. Il classe ’93 portoghese entra in campo con il piglio giusto: si muove bene, serve bene i compagni e si inserisce bene in area di rigore, trovando il gol. Bene? No, ottimo. Tutto quello che fa Joao Mario, quando è così ispirato, è ottimo. Il numero 6 dell’Inter è un giocatore di classe e intelligenza superiore, se riesce a essere decisivo anche in zona gol diventa un giocatore impossibile da tenere in panchina: è questo il Joao Mario “strapagato” in estate per fare la differenza.

COMMENTO – L’Inter non ha vinto con il minimo sforzo né ha ottenuto il massimo risultato: lo 0-1 di Palermo è piuttosto bugiardo, considerando che i padroni di casa non hanno praticamente mai tirato in porta e i nerazzurri di Pioli avrebbero potuto segnare già prima del 65′, senza dimenticare il quarto d’ora finale giocato ingiustamente in inferiorità numerica. Ciò che succede al 65′ non va sottovalutato: Candreva azzecca la sua prima e unica giocata della partita, Joao Mario (entrato da poco) segna un gol da bomber d’area di rigore e Pioli è “costretto” a cambiare decisione sul secondo cambio già pronto. Infatti, mentre l’Inter sta costruendo l’azione del gol-vittoria, Pioli ufficializza l’ingresso di Eder al posto di Ansaldi: è necessario che la palla vada fuori, invece va dentro… ed è gol. Niente difesa a tre (3-4-2-1 con Candreva e Perisic larghi a centrocampo e i due nuovi entrati alle spalle di Icardi) per l’Inter, niente Eder in campo, niente Ansaldi fuori (ripensandoci, sarebbe stato un aiuto per il quarto d’ora finale in undici contro undici…). Chiamasi fattore C: è il fattore Candreva, che risulta decisivo con un episodio pur giocando una prestazione pessima; è il fattore C… aso, che permette a Pioli di conquistare altri tre punti senza modificare l’assetto dell’Inter, che sarebbe stata iper-offensiva contro un Palermo chiuso e pronto a colpire in contropiede sullo 0-0. Il gol di Joao Mario evita tutto ciò e regala la sesta vittoria consecutiva in campionato all’Inter: sempre più paziente, perché costruisce tanto e alla fine il gol lo fa sempre senza subirne; sempre più concreta e proiettata verso i piani alti della classifica. La Champions League continua a essere un sogno di difficile realizzazione, ma non più un miraggio: se Pioli ci crede, tutta l’Inter deve crederci. Ora il Pescara in casa, poi si pensa al resto: che il fattore C possa diventare fattore Champions?