Napoli-Inter: un (bel) muro contropiedista, Spalletti trasformista

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22 ottobre 2017, 01:57
Luciano Spalletti Inter-Fiorentina

La striscia vincente dell’Inter si ferma, ma non si ferma l’imbattibilità stagionale: lo 0-0 di Napoli contro la capolista (fino a ieri a punteggio pieno) è risultato preziosissimo, nonché punto meritato. Spalletti prepara al meglio la partita, che viene letta con molta attenzione ai dettagli

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Napoli: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Vecino, Gagliardini; Candreva, Borja Valero, Perisic; Icardi.

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MODULO – Non cambia assolutamente nulla nell’Inter che ha battuto il Milan, la stessa riproposta a Napoli: 4-2-3-1 di base, confermato sia Borja Valero più alto tra le linee con lo schermo difensivo Vecino-Gagliardini sia le due catene laterali D’Ambrosio-Candreva a destra e Nagatomo-Perisic a sinistra.

PRIMO TEMPO – La preparazione della partita appare chiara già dalle prime battute: l’Inter gioca alta per non farsi schiacciare dal Napoli, che fa il solito giro palla e prova a fare la partita, ma il pressing e il contropiede messi in atto dall’Inter mettono in difficoltà i padroni di casa. L’Inter imposta a tre dietro con D’Ambrosio strettissimo sul centro-destra e Nagatomo altissimo a sinistra sulla linea dei centrocampisti, mentre a essere più basso è Borja Valero in una sorta di 3-5-1-1 con Perisic libero di svariare dietro Icardi. Handanovic nega il gol al Napoli dando vita a un contropiede dell’Inter: è questo lo “schema” più interessante. Il Napoli non domina come al suo solito, ma indirizza la partita a suo piacimento: manovra rapida, sovrapposizioni e pressione notevole per recuperare immediatamente il possesso palla, l’Inter non si adegua ai ritmi, però è molto concreta nella costruzione delle azioni fin dalla difesa. Sembra paradossale, ma è l’Inter ad azzardare la manovra palla a terra nonostante il pressing asfissiante del Napoli, che va a creare densità anche a ridosso dell’area di rigore nerazzurra. l primo tempo termina 0-0: il Napoli gestisce, l’Inter non si fa sottomettere.

SECONDO TEMPO – A inizio ripresa Vecino parte palla al piede da dietro la linea di metà campo fino alla porta, dribblando perfino Reina, ma Albiol gli nega il gol: sembra l’inizio di una nuova partita con più spazi, ma così non è. Aumenta la fatica, in particolare per quanto riguarda un provato Borja Valero, molto più statico e meno propenso a fare pressing come nella prima frazione di gioco. Non cambia il canovaccio della partita, con il Napoli sempre in attacco e l’Inter compatta in difesa per ripartire in contropiede. Al 71′ primo cambio per l’Inter: fuori Borja Valero, dentro Joao Mario. Staffetta preannunciata sulla trequarti. Il Napoli ci prova solo dalla distanza con tiri di Insigne dalla sinistra, fascia dove l’Inter prova a costruire maggiormente sul binario D’Ambrosio-Candreva. All’83’ secondo cambio per Spalletti: fuori Candreva, dentro Cancelo. Altra staffetta, stavolta in alto a destra. Il Napoli continua a provarci, ma Handanovic è strepitoso (anche) su Zielinski. All’87’ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Icardi, dentro Eder. Non viene modificato l’assetto tattico dell’Inter, che chiude con il solito 4-2-3-1 (come da immagine sotto allegata, ndr), solo che è nettamente più schiacciato rispetto a quello iniziale. L’ultimo rischio al 90′ con Mertens, ancora Handanovic decisivo. Il secondo tempo termina 0-0: punto guadagnato, punto meritato e secondo punto (a -2) blindato per un weekend.

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PROTAGONISTA – Stavolta si fa fatica, si fa fatica davvero a individuare un giocatore più brillante di altri, forse vale la pena andare sui dettagli: Vecino. Sì, è vero, Handanovic para tutto, Skriniar blocca tutto (tranne una volta Koulibaly) e via dicendo, ma il centrocampista uruguayano fa esattamente quello che deve in un sistema di gioco che non ne può esaltare le caratteristiche. E invece Vecino si esalta: pressa gli avversari, ruba loro la palla, la serve ai compagni, si sovrappone per ricevere nuovamente, scatta, dribbla, arriva in area avversaria e ha la lucidità sia per fare l’assist sia per tentare il tiro. Apre e chiude spazi. Finché lo si fa in partite come altre – giocate a viso aperto -, nulla di strano, ma quando lo si fa a Napoli giocando volutamente in contropiede, questo tipo di lavoro diventa fondamentale: Vecino ovunque, Vecino tuttofare. Spaccanapoli.

COMMENTO – Un punto a Napoli è ottimo di per sé, se poi arriva contro questo Napoli (al primo stop stagionale dopo otto vittorie su otto in campionato) e senza avere a disposizione un organico di pari livello (l’Inter è e resta un cantiere aperto con alcune lacune, per di più senza Brozovic e con Joao Mario e altri a mezzo servizio), non può che essere un risultato eccezionale. L’Inter merita di stare dove sta, dietro un Napoli sicuramente superiore a livello tecnico e per quanto riguarda l’esperienza, ovvero gli anni avuti a disposizione di Sarri per costruire una macchina perfetta, eppure il campo ha detto altro: ha detto che il Napoli è fortissimo, ma che l’Inter non è poi così lontana. Sempre parlando di organizzazione tattica e undici titolare, perché poi tutto il resto è da valutare in altri momenti e a lungo termine. Spalletti ha preparato benissimo la partita senza stravolgere nulla, ma allo stesso tempo l’ha letta altrettanto bene operando la prima sostituzione della partita appena constatato il calo di Borja Valero a livello d’intensità. Il discorso è semplicissimo: Spalletti è riuscito a trasformare un gruppo di buoni giocatori – anche svogliati – in un qualcosa di incredibilmente concreto, osservabile nel muro sul quale ha impattato il Napoli. Un muro difensivo che parte dall’attacco, un muro così organizzato e capace di ripartire velocemente in contropiede per trovare il gol, anche se stavolta non è stato così. L’Inter di Spalletti torna da Napoli con più di un punto alla voce certezze: sta nascendo una squadra, una squadra vera. Ancora è presto per parlare, anche se l’obiettivo Champions League appare finalmente qualcosa di raggiungibile. E chissà… Bisogna continuare così, lavorando a testa bassa e vincendo sugli altri campi: a Napoli no, a Napoli va benissimo un pareggio a reti inviolate.