Napoli-Inter: Mancini si complica la vita, poi arriva la notizia

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1 dicembre 2015, 00:38
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L’Inter perde la vetta cadendo contro il Napoli, che attua il sorpasso: azzurri a quota 31, nerazzurri fermi a 30. Il 2-1 finale va stretto alla squadra di Mancini, costretta per oltre un tempo a giocare in inferiorità numerica e fermata da un doppio palo nei minuti finali. Il bilancio finale, però, può essere paradossalmente positivo: l’errore è iniziale, ma poi esce il sole

LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Roberto Mancini per affrontare il Napoli: Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Murillo, Nagatomo; Guarin, Medel, Brozovic; Perisic, Icardi, Ljajic.

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IL MODULO – Come previsto, Inter in campo senza sbilanciarsi troppo: è un 4-3-3 ben equilibrato. Due mezzali offensive, che fanno densità e si inseriscono quando richiesto, e due ali offensive, che rientrano in fase di non possesso, aiutando in chiusura terzini e centrocampisti.

PRIMO TEMPO – Avvio shock per l’Inter: al 1′ Higuain fulmina Handanovic dopo essersi fatto beffa di Murillo e Nagatomo. Il Napoli gioca bene, nulla da dire: gli azzurri inventano, si cercano e si trovano. Perisic spreca un contropiede clamoroso dopo la prima vera manovra offensiva dell’Inter. Mancini prova a modificare qualcosa per dare nuova linfa alla manovra offensiva: inverte le ali del tridente, così Perisic si sposta a sinistra, dove è subito pericoloso, mentre Ljajic gioca a tutto campo e inventa partendo da destra. Il Napoli va al doppio della velocità e l’Inter non regge il ritmo, ma anche a livello tecnico si nota la differenza: Inter più imprecisa e con meno idee. Tanti i palloni persi e altrettanti i lanci lunghi poco utili ai fini della costruzione. Icardi gioca isolato e lontano dall’area di rigore: così non va. Perisic colpisce male la palla del pareggio, quando finalmente si è entrati in area di rigore. Nel finale di primo tempo Nagatomo rimedia il secondo giallo per fallo tattico: espulso, scatenando l’ira di Mancini nei confronti dell’arbitro Orsato. Per necessità, l’Inter si dispone con 4-3-2: Perisic agisce da terzino sinistro. Nel recupero non succede più nulla. Il primo tempo termina 1-0 per il Napoli, ma per l’Inter in inferiorità numerica si fa in salita.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con una novità tattica non indifferente: fuori Icardi, dentro Telles. Adesso l’Inter gioca con il 4-4-1, sfruttando i croati come esterni di centrocampo e Ljajic come unica punta. Il Napoli crea una fitta rete di passaggi per far stancare l’Inter in inferiorità numerica e di punteggio: pressing continuo, ma spesso nullo. Secondo cambio per Mancini: al 61′ fuori Guarin, dentro Biabiany. Ma non c’è tempo di posizionarsi che Higuain prima brucia Murillo e Miranda, poi mette la palla alle spalle di Handanovic. L’Inter continua con il 4-4-1, ma Brozovic torna in mezzo e Biabiany si allarga a destra. Al 67′ Ljajic accorcia le distanze con una conclusione precisa nell’angolino basso. Inter molto più pericolosa e propositiva ora: vuole il pareggio. All’83’ ultimo cambio: fuori Perisic, dentro Jovetic. L’Inter chiude con il 4-2-3: Biabiany e Ljajic larghi con Jovetic centrale. E nel recupero succede l’incredibile: prima il palo clamoroso di Jovetic, preciso nel colpire la palla di testa; poi il palo di Miranda, in maniera quasi analoga, dopo una deviazione miracolosa di Reina. La partita termina 2-1 per il Napoli: risultato stretto, in fin dei conti, visto com’è maturato.

IL PROTAGONISTA – Se la partita è andata com’è andata, colpe e meriti sono da attribuire al singolo piuttosto che alla squadra. E il singolo in questione non è un giocatore, bensì un allenatore: Roberto Mancini. Partiamo dalle colpe: aver messo una formazione poco “Mancini versione 2015/16″ e più “Mancini versione 2014/15″. Ovvero? Poche sorprese, anzi, troppe conferme. Perché tutti si aspettavano Icardi al centro e Icardi c’era… ma non Jovetic. Rinunciare al montenegrino è sembrato folle e i minuti finali, forse, lo hanno confermato. Per quanto riguarda i meriti, invece, bisogna segnalare una cosa: il carattere della squadra. L’Inter va sotto di un gol e di un uomo (per la quarta volta in stagione, la terza in maniera piuttosto dubbia, come denunciato da Mancini stesso), ma torna in campo più carica di prima e avrebbe meritato senza alcun dubbio il gol del 2-2. Se non è un merito questo, inutile parlare di calcio.

IL COMMENTO – Analizzando nel dettaglio quanto accaduto in campo è normale riportare tutto alle decisioni del tecnico jesino. Come ogni partita, anche Napoli-Inter si riduce alla diversa gestione delle due fasi: preparazione della partita e lettura della stessa. Per quanto riguarda la prima, Mancini è tutt’altro che preciso, anzi. Rinunciando a Telles, Melo e Jovetic sembra volersi giocare il match dell’anno con l’Inter della passata stagione: qui si complica la vita. Per quanto riguarda la seconda, invece, il tecnico di Jesi sa tornare subito sulla retta via, nonostante la doccia fredda data dall’espulsione di Nagatomo: prima toglie Icardi, nullo al centro del tridente offensivo (e non per colpe unicamente da attribuire al numero 9); poi toglie Guarin, più pasticcione del solito in mezzo al campo (nel suo caso, è tutta colpa sua, a partire dal nervosismo ingiustificato); infine inserisce il già citato Jovetic, che per poco non segna il 2-2. Insomma, l’Inter nel secondo tempo inizia a giocare a calcio e lo fa anche in maniera esteticamente bella, checché se ne dica. Qual è la notizia di fine serata, dunque? Che quest’Inter sa perdere, immeritatamente. Gioca bene, in inferiorità numerica. Contro la squadra più bella del Campionato italiano di Serie A, che non è altro che Gonzalo Higuain più dieci utilissimi compagni di avventura. Ergo: se il Napoli è primo in classifica dopo aver battuto l’Inter di una lunghezza ed è solo a +1, il merito è da attribuire a Higuain. A Orsato-Nagatomo (in coppia, per essere super partes). A Mancini che rinuncia a Jovetic&Co. Ai pali del San Paolo, nonché a Reina. E poi si, anche a Sarri, che sta facendo un grandissimo lavoro: ma davvero vogliamo credere che Mancini non stia facendo altrettanto con tutt’altre condizioni di lavoro? Molto probabilmente, pur essendo non bella come il Napoli, se l’Inter avesse Higuain al posto di Icardi, al San Paolo sarebbe finita in maniera diversa… e forse i nerazzurri avrebbero già una decina di punti sulle inseguitrici. Non è forse una notizia questa? Lasciando stare i se e i ma, questa sconfitta è tutt’altro che negativa: l’Inter ha dimostrato di esserci e di fare sul serio, nonostante la perdita della vetta. Avanti così!