Lecco-Inter: nessun dramma, anzi i (pochi) segnali sono positivi

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3 settembre 2015, 22:53
Telles

L’Inter delude nell’amichevole infrasettimanale contro il Lecco, ma non c’è alcun motivo per fare allarmismo: oltre mezza squadra indisponibile a causa delle convocazioni in nazionale, modulo d’emergenza e giocatori fuori ruolo o mai arruolati prima. Positivo il debutto di Telles e Melo

LA FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto per l’amichevole odierna: Carrizo; D’Ambrosio, Santon, Juan Jesus; Montoya, Guarin, Felipe Melo, Gnoukouri, Alex Telles; Baldini, Palacio.

IL MODULO – Si ritorna alla difesa a tre, ma con la particolarità di aver in campo praticamente cinque terzini (compreso Juan Jesus) e nessuno centrale: Roberto Mancini opta per il 3-5-2. Al centro della difesa c’è l’inedito Santon. Melo debutta davanti alla difesa, Telles largo a sinistra, mentre a destra torna Montoya.

PRIMO TEMPO – L’Inter va subito in svantaggio: errore di Montoya, dormita della difesa e Joelson trafigge Carrizo. Le manovre dei nerazzurri non sono malvagie, anzi, considerato il modulo inappropriato e i giocatori fuori ruolo, si prova a costruire qualcosa di buono soprattutto sul centro-sinistra, sfruttando l’asse Melo-Telles. Ma all’ennesimo errore di misura della difesa, che si distrae con troppa facilità, il Lecco raddoppia: in gol va Cardinio. Pur provandoci, l’Inter spreca troppo e non riesce ad accorciare le distanze: la prima frazione termina sul 2 a 0 per i padroni di casa.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa Mancini cambia modulo e due interpreti: si passa al 4-3-3 senza Carrizo e Santon, al loro posto spazio a Berni e Appiah. Ci saranno altre sostituzioni ed entreranno giovani debuttati del Settore Giovanile, tra cui Paulino De la Fuente, che allo scadere trova il gol che accorcia le distanze: finisce 2 a 1. Mancini vara più moduli, ma è un secondo tempo che non ha molto da raccontare e l’unica vera emozione – gol a parte, – è l’incrocio dei pali colpito da Telles su punizione. Sempre dal piede dell’esterno brasiliano ex Galatasaray, inoltre, parte il calcio d’angolo che porta al gol del 2 a 1.

IL PROTAGONISTA – Trattandosi dell’unica emozione dei primi ottantanove minuti, non si può non approfondire la prestazione dell’ultimo arrivato: Alex Telles. Tanti spunti da parte del mancino brasiliano, che nel primo tempo gioca come quinto di centrocampo, mentre nella ripresa scala come quarto di difesa. Ovviamente a sinistra. Facilità di corsa? C’è. Velocità? C’è. Abilità nel cross? C’è. Impegno? C’è. Margini di miglioramento? C’è. Insomma, un debutto che fa ben sperare per un oggetto quasi misterioso ai più e arrivato solo sul gong di fine mercato. Il test di Lecco non può essere considerato attendibile, ma forse Mancini non aveva visto poi così male sul classe ’92 brasiliano, portato prima a Istanbul e poi a Milano. Ah, pupillo del Mancio? C’è. E va bene così, magari sarà ancora più motivato a far bene. E forse l’Inter ha finalmente trovato l’uomo dei cross che cercava da anni. Forse.

IL COMMENTO – Sulla formazione iniziale nulla da dire, anzi, forse un dettaglio da sottolineare c’è: Mancini ha preferito far giocare Santon al centro anziché Juan Jesus, relegato fin dall’inizio sul centro-sinistra. Scelta strana, forse per motivare l’esterno italiano, forse per far capire al jolly brasiliano che il suo futuro non può essere al centro. Difesa a parte, incommentabile per ovvi motivi, il pensiero va sulle fasce: Montoya a destra fa più danni della grandine, ma il problema sembra più psicologico che tecnico. Impossibile credere che lo spagnolo abbia dimenticato come si tratta un pallone, più facile pensare che stia passando un periodo negativo, forse sfiduciato, forse mai ambientato. A sinistra, invece, fa ben sperare il già citato Telles. Positivo anche il debutto di Melo davanti alla difesa, confermando quanto di buono già ci si aspettava da lui: la sua condizione fisica, però, è molto distante da quella ottimale. Anche questo può essere un altro segnale di speranza per il futuro del brasiliano all’Inter. Adesso bisogna solo aspettare gli altri (sette, forse otto) titolari oggi indisponibili e costruire un’Inter capace di lottare contro tutti: il potenziale c’è, Mancini può essere soddisfatto anche dopo una sconfitta del genere.

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