L’analisi tattica: addio Europa, ma i problemi dell’Inter sono altri

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24 maggio 2015, 00:19
Mancini

Mancini ripropone la sua Inter con la coppia centrale Ranocchia-Juan Jesus in difesa, i croati in mezzo al campo e gli argentini davanti. Alla fine, però, il Genoa ha la meglio e i nerazzurri sono costretti ad abbandonare il sogno Europa. I veri problemi, comunque, sono altri

LA FORMAZIONE – Nel suo undici di partenza, Roberto Mancini si riaffida a Nagatomo nel ruolo di terzino sinistro e ritrova Hernanes come vertice alto del rombo.

GENOA - INTER 1

IL MODULO – Per quanto riguarda l’assetto tattico, il tecnico jesino non si discosta dal 4-3-1-2, dove i compiti di costruzione in mezzo al campo sono affidati a Kovacic, coperto da Medel, mentre in avanti le giocate devono passare dai piedi di Hernanes.

PRIMO TEMPO – Nella prima frazione di gioco l’Inter ci prova fin da subito a fare la partita, ma il Genoa è un osso duro e soprattutto non sta a guardare, rendendosi altrettanto pericoloso in ogni sua azione offensiva. Handanovic, non a caso, è il protagonista del primo quarto di partita, poi sale sugli scudi Icardi, che con un doppio tocco si crea un gol da vero rapace dell’area di rigore, sfruttando un prezioso cross di Hernanes. La gioia dura poco, perché il Genoa pareggia subito con Pavoletti, che a sua volta si inventa un gol clamoroso: difesa colpevole, però, in quanto l’attaccante del Grifone è lasciato completamente libero nel girarsi e colpire a rete indisturbato. A rimettere le cose a posto ci pensa Palacio, freddissimo nel segnare in contropiede sotto porta, ma è bravo Icardi nel lanciarlo con un leggero tocco d’esterno. Sempre Pavoletti, con un’altra ottima giocata, colpisce la traversa: l’Inter trema. Subito dopo Icardi va due volte in rete nell’arco di un minuto, ma l’arbitro Tagliavento ferma entrambe le volte l’azione per fuorigioco: restano i dubbi. La beffa è nell’aria: Lestienne segna sfruttando un clamoroso errore della coppia Handanovic-Ranocchia, il primo capace di lisciare il pallone in uscita bassa con i piedi, il secondo con una scivolata simile serve proprio l’esterno belga del Genoa, anziché allontanare il pallone. Insomma, solita Inter: l’attacco crea abbastanza e tutto sommato concretizza, mentre la difesa distrugge tutto e si riesce sempre a superare, ma in negativo. Termina 2 a 2, ma l’Inter sembra avere i numeri per far suoi i tre punti, anche se Mancini dovrebbe rivedere delle cose in difesa, dove i centrali non danno garanzie e gli esterni sono completamente fuori dal contesto tecnico-tattico.

SECONDO TEMPO – Dopo l’intervallo, l’Inter scende in campo con gli stessi undici del primo tempo, ma i ritmi sono blandissimi. A fare la partita è il Genoa, ma la cosa che fa scalpore è il fatto che l’Inter non ha più uomini capaci di pressare gli avversari, troppo liberi di far girare la palla e di chiudere nella propria area di rigore i nerazzurri. La fortuna, poi, non è di certo dalla parte dell’Inter, perché nel giro di pochi secondi prima Hernanes colpisce il palo, poi Brozovic prende in pieno la traversa. Mancini, visto il passare del tempo, decide di correre ai ripari facendo una tripla sostituzione nell’arco di pochi minuti: fuori lo sfortunato Brozovic, l’acciaccato Palacio e il pessimo D’Ambrosio, dentro Shaqiri, Bonazzoli e Puscas. Inter a trazione anteriore, dunque, con i tre attaccanti supportati dallo svizzero, ma in mezzo al campo ci sono anche Kovacic ed Hernanes. Il gol arriva, ma è del Genoa: segna Kucka, colpevolmente lasciato solo in area a colpire di testa su una punizione calciata da fuori area. Ancora una volta, quindi, l’Inter regala un gol agli avversari per evidenti errori di organizzazione difensiva. Nel finale Kovacic serve un filtrante che si fa circa 50 metri prima di finire tra i piedi di Icardi, che entra in area e perde l’attimo prima di calciare, anche perché colpito da dietro: l’argentino chiede il rigore, per Tagliavento non è nulla. Finisce così, 3 a 2 per il Genoa, ma l’Inter paga troppo sia i propri troppi errori difensivi sia quelli di un arbitro che forse avrebbe potuto gestire meglio il match.

IL PROTAGONISTANessuno. Senza girare attorno alle cose negative (tante) e a quelle positive (poche), l’Inter che esce sconfitta dal “Marassi” è una squadra che non ha un leader, né un protagonista. Il capitano continua a sbagliare troppo, forse tutto. Il portiere regala una grande parata per poi giustificare, forse, un errore assolutamente imperdonabile. La difesa balla, i terzini non esistono. A centrocampo non si fa filtro, ma si crea anche poco. Sulla trequarti i palloni non arrivano e, se arrivano, non hanno un seguito credibile. In avanti, invece, il duo argentino crea molto e si rende pericoloso, ma allo stesso tempo è protagonista di errori piuttosto gravi, non riuscendo mai a chiudere la partita. L’unico protagonista, forse, è il tifoso interista, quello che si illudeva ancora, fino alla punizione che ha portato al gol di Kucka, di vincere per tornare in Europa League.

IL COMMENTO – La formazione iniziale scelta dal tecnico nerazzurro è sempre la solita, scontata in perfetto stile Mazzarri. In pratica è come se Mancini avesse detto a Gasperini: “Io gioco così, lo sai, vediamo se in tutti questi mesi sei riuscito a preparare il tuo Genoa per battermi”. E Gasperini, infatti, ci è riuscito perfettamente. La decisione di riproporre Ranocchia-Juan Jesus dietro forse era più un obbligo dettato dall’infortunio di Vidic e dall’inaffidabilità di Felipe, anche se una chance ad Andreolli la si poteva dare. La decisione di riproporre D’Ambrosio-Nagatomo sulle fasce è sembrato proprio il modo per far capire al Genoa che la volontà non era quella di attaccare, bensì di subire gli attacchi dei vari Iago Falque e Lestienne. Il resto della squadra non si commenta nemmeno, dato che è ormai si è capito che Shaqiri lo rivedremo nella prossima stagione, senza dimenticare l’infortunio di Podolski, che forse sarebbe stato molto utile. L’arbitro Tagliavento, senza dubbio, avrà le sue colpe. La coppia Gasperini-Kucka, avendocela a morte con l’Inter, sicuramente avrà contribuito ampiamente a rendere questa partita un inferno. Ma la preparazione difensiva dell’Inter è il vero dramma a cui si è assistito. Il vero problema nerazzurro non è quello di non giocare in Europa nella prossima stagione, bensì quello di ripartire da questa base: Handanovic? Ranocchia? Juan Jesus? D’Ambrosio? Nagatomo? Non se ne salva uno, anzi, senza turno infrasettimanale (il giovedì d’Europa League, ndr) non ne serve mezzo. Inutile illudere ancora i tifosi, se non si cambia l’80% di questa rosa, il prossimo anno non si migliorerà di una posizione rispetto alle agguerrite avversarie.