Juve-Inter: tutti in difesa, manca qualcosa. Muro Handanovic

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10 dicembre 2017, 00:54

L’Inter torna da Torino imbattuta e, come già avvenuto a Napoli, a reti inviolate: lo 0-0 contro la Juventus vale molto più del punto guadagnato, anche perché la prestazione offerta non è stata eccellente, ma il livello dell’avversario è per tanti motivi superiore a quello della rosa di Spalletti. Inter ancora prima, almeno per una notte

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare la Juventus: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Santon; Vecino, Borja Valero; Candreva, Brozovic, Perisic; Icardi.

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MODULO – Spalletti ritrova Miranda al centro della difesa e Vecino sulla linea mediana, ma la grande sorpresa è legata alla conferma di Brozovic come trequartista nel 4-2-3-1: Borja Valero rimane in cabina di regia, per il resto è la solita Inter con le catene latrali D’Ambrosio-Candreva a destra e Santon-Perisic a sinistra.

PRIMO TEMPO – L’Inter imposta con calma mantenendo il baricentro alto, la Juventus tende a costruire una gabbia intorno a Borja Valero, fulcro del gioco nerazzurro. La manovra parte dal centro e si sviluppa perlopiù a destra, così Perisic è costretto ad accentrarsi per non restare fuori dal gioco. Fuori dal gioco è invece Icardi, praticamente mai chiamato in causa e attivo solo nel pressing sul portiere e sui difensori avversari. Entrambe le squadre hanno paura di scoprirsi e optano per la fitta rete di passaggi, ciò rende i ritmi molto più blandi di quelli previsti. Nonostante il buon approccio dell’Inter, le uniche azioni pericolose sono quelle della Juventus con Mandzukic: prima è miracoloso Handanovic, al 45′ la traversa salva l’Inter. Il primo tempo termina 0-0: partita impostata sulla difensiva, risultato abbastanza coerente con quanto visto in campo.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza modifiche. L’Inter soffre i traversoni in area per Mandzukic, fenomenale nel prendere il tempo ai difensori nerazzurri nel gioco aereo. Sono troppi gli errori di misura dell’Inter, che alla lunga perde qualità nelle giocate e campo: il baricentro si abbassa notevolmente. Al 63′ primo cambio per l’Inter: fuori Santon, dentro Dalbert. Il brasiliano agisce da terzino sinistro al posto del compagno acciaccato. Inter sempre più macchinosa. Al 69′ secondo cambio per Spalletti: fuori Candreva, dentro Gagliardini. Torna la linea mediana Vecino-Gagliardini con Borja Valero trequartista, Brozovic scala a destra. A un quarto d’ora dalla fine Spalletti inverte i croati sulle fasce: Perisic fa l’ala destra e Brozovic l’ala sinistra. Al 85′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Icardi, dentro Eder. L’oriundo italo-brasiliano si piazza in area come unica punta nel finale (come da immagine sotto allegata, ndr). Non ne giovano le azioni nerazzurre, sempre più attenta in difesa che pericolosa in attacco. Il secondo tempo termina 0-0: prezioso pareggio a reti inviolate in casa della Juventus.

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PROTAGONISTA – Dopo lo 0-0 di Napoli, un’altra partita terminata a reti inviolate non può che premiare un solo giocatore: Handanovic. Il portiere dell’Inter vince la sfida personale contro lo juventino Mandzukic, che è l’unico ad andare al tiro in tutti i modi e da tutte le posizioni: Handanovic para tutto, anche a gioco fermo. E quando non ci riesce, ci pensa la traversa a salvarlo. Il numero uno nerazzurro probabilmente gioca una delle sue migliori partite in carriera considerando l’avversario affrontato, la pressione addosso e la concentrazione mai calata in oltre 90′. Saracinesca.

COMMENTO – Un punto guadagnato o due punti persi? La domanda dopo un pareggio è sempre la stessa, il punto di vista diverso: per l’Inter è un punto guadagnato, per la Juventus due punti persi. Ciò vale sia per la prestazione (Juventus superiore per tratti più ampi) sia per la qualità (bianconeri nettamente più forniti in rosa), ma non per la storia del campionato: l’Inter era e resta prima, davanti, due punti sopra alla Juventus. Ecco perché si tratta di uno 0-0 importantissimo, forse anche più pesante di quello ottenuto a Napoli contro l’ex capolista, pronta a riprendersi la vetta in queste ore. La preparazione della partita è stata obbligata per Spalletti, non avendo grandi carte da giocarsi: Brozovic trequartista avrebbe potuto scombinare i piani della Juventus e si è trattata di una scelta obbligata per riportare Borja Valero davanti alla difesa. Al contrario, la lettura della stessa è stata curiosa: Gagliardini a fare densità in mezzo al campo con lo spagnolo avanzato e il croato sposato sulla fascia. Un doppio adattamento anziché due cambi scontati (Cancelo sulla fascia e Joao Mario al centro), probabilmente ciò ha spiazzato anche Allegri. Sta di fatto che l’Inter resta l’unica squadra imbattuta in Italia e in Europa: non è il record in sé a essere interessante, ma il lavoro difensivo fatto fin dal ritiro estivo. I limiti nella rosa di Spalletti sono sempre gli stessi e non si riescono a nascondere, alla lunga ne verranno fuori altro, intanto ci si può accontentare con questi piccoli passi in avanti: in difesa viene alzato un muro anti-lacune, il mercato di gennaio potrebbe portare quello che ancora manca in ogni reparto. Va bene così, oggi.