Inter-WSG Wattens: debutto “inutile”, Mancini sa. Bene i baby

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9 luglio 2016, 21:15
Mancini

La prima Inter 2016/17 ha debuttato in quel di Brunico contro il modesto WSG Wattens in una partita che può definirsi tutto tranne che spettacolare: 0-0 il risultato finale e pochissimi spunti su cui ragionare, pur trattandosi solo della prima amichevole stagionale. Ecco alcune considerazioni tecnico-tattiche dopo i primi 90′ dell’Inter di Mancini

MODULO E FORMAZIONE – Per il debutto stagionale Mancini sceglie il 4-2-3-1, anche se sulla trequarti la posizione più bassa delle ali e quella più alta del centrale spesso trasforma l’assetto in un più ordinato 4-4-2. Ecco l’undici iniziale: Handanovic; Ansaldi, D’Ambrosio, Juan Jesus, Senna Miangue; Gnoukouri, Kondogbia; Biabiany, Jovetic, Bessa; Icardi.

DIFESA – Inizio confusionario per la retroguardia nerazzurra: leggerezza di Handanovic (in coppia con Kondogbia) che stava per costare l’1-0 dopo 8′, nel finale si riscatta con due belle parate basse; Ansaldi mette in mostra la propria corsa e il piede nel battere le punizioni, ma niente di che; molto concentrato D’Ambrosio, sicuramente il più positivo pur essendo fuori ruolo; al contrario, Juan Jesus è spesso in ritardo, ma oggettivamente paga una stazza importante da far carburare dopo pochi giorni di lavoro intenso; Senna Miangue sbaglia un intervento di testa in area, per il resto mantiene la posizione largo a sinistra senza strafare.

CENTROCAMPO – In mezzo al campo non brilla la qualità: normale amministrazione per Gnoukouri davanti alla difesa, dove si limita al compitino; il compagno di reparto Kondogbia fa un po’ di fatica sia nella gestione della palla sia negli inserimenti offensivi, ma per lui vale lo stesso discorso di tutti i giocatori più “pesanti” a livello fisico; positiva, invece, la prestazione di Bessa, che partendo largo a sinistra sulla trequarti si accentra costantemente e abbassa notevolmente sulla linea mediana, aiutando spesso la difesa e in particolare Miangue.

ATTACCO – Tutto sommato incoraggiante, infine, la prova offensiva: Biabiany è già inarrestabile largo a destra (o a sinistra in fase di contropiede) e con la sua velocità fa la differenza, permettendo all’Inter di guadagnare punizioni da ottima posizione; Jovetic gioca tra le linee ed è l’unico dell’Inter ad andare veramente vicino al gol, ma spreca un’occasione d’oro su intuizione del compagno di reparto, lesto ad anticipare il portiere dopo un retropassaggio errato, per il resto appare ancora imballato a livello fisico; discorso analogo per capitan Icardi, che si muove maggiormente pur facendo fatica e comunque si nota che la coppia d’attacco si cerca con intelligenza nonostante le evidenti difficoltà.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa Mancini cambia undici undicesimi, ovvero inserisce l’Inter B mantendo il modulo iniziale: Carrizo; Yao, Ranocchia, Della Giovanna, Dodò; Melo, Zonta; Bakayoko, Palacio, Nagatomo; Pinamonti. La partita non si appiattisce, anzi la “freschezza” dei nuovi dà qualche problema in più agli austriaci: Carrizo si fa riconoscere subito per un passaggio errato che porta il WSG Wattens al tiro; bene i più giovani, ovvero Yao largo a destra e Della Giovanna sul centro-sinistra, mentre Ranocchia non ha grossi impegni in difesa e prende la traversa del possibile 1-0 in proiezione offensiva, invece Dodò è distrattissimo tanto da sbagliare (tra le altre cose) due interventi elementari che avvicinano gli avversari al vantaggio; dinamismo e solita aggressività per Melo in mezzo al campo, dove Zonta è molto ordinato ed è l’unico a trovare il tiro dalla distanza, inquadrando la porta e trovando il portiere avversario pronto, invece Nagatomo sembra fin da subito già in condizione per sgroppare sulla fascia sinistra in qualità di attaccante più che di difensore; in avanti, infine solo velocità da parte del giovane Bakayoko, mentre Palacio entra subito in partita rubando palla, correndo da metà campo verso la porta avversaria, andando al tiro e trovandosi più volte con il baby Pinamonti, che a sua volta è molto attivo e crea più di un problema alla difesa avversaria.

CONSIDERAZIONI – Un’amichevole simile non ha nulla d’interessante su cui ragionare: si tratta di un debutto stagionale dovuto dopo i primi giorni di allenamento post-vacanze, quindi la condizione dei protagonisti è talmente scarsa che perfino la loro qualità ne paga le conseguenza. Se poi si aggiunge il fatto che Mancini è costretto a utilizzare una rosa che nelle prossime settimane verrà stravolta dall’arrivo degli ultimi “vacanzieri” e probabilmente dai nuovi acquisti richiesti – mentre a lasciare l’Inter sarà una buona fetta dei giocatori utilizzati sia nel primo sia nel secondo tempo -, allora si può capire facilmente che da Inter-WSG Wattens non poteva aspettarsi di meglio sia a livello dei singoli elementi sia di gioco di squadra. C’è, comunque, uno spunto che fa ben sperare: i più giovani hanno fatto, tutto sommato, una bella prestazione, giusto per sottolineare ancora una volta il lavoro nerazzurro nel Settore Giovanile. In attesa di partite più interessanti dopo aver raggiunto una condizione accettabile e avendo a disposizione una rosa degna, meglio evitare polemiche immediate e ingiustificate: lo 0-0 contro il WSG Wattens non è allarmante, quindi niente isterismi da “Crisi Inter”. Ed è bene non parlare di “Mal di pancia” di Mancini, che sa più di tutti che questa non è e non sarà la sua Inter 2016/17.