Inter-WSG: messaggio per Spalletti, mancano i terzini (subito)

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9 luglio 2017, 23:12
Spalletti Murillo Rivas Sala

Debutta con una vittoria sulla panchina nerazzurra Spalletti, che mette in campo un’Inter rimaneggiatissima nella prima amichevole stagionale: nel 2-1 sul WSG Wattens spiccano soprattutto le lacune in rosa, a prescindere dall’assenza dei molti nazionali in arrivo nei prossimi giorni. Ecco alcune considerazioni tecnico-tattiche dopo i primi 90′ stagionali

MODULO E FORMAZIONE – La prima di Spalletti sulla panchina dell’Inter prevede un tradizionalissimo 4-4-2 lineare, che può trasformarsi in 4-2-3-1 grazie al movimento della seconda punta con l’avanzamento degli esterni alti. Ecco l’undici iniziale: Handanovic; Murillo, Ranocchia, Miranda, Sala; Biabiany, Emmers, Kondogbia, Rivas; Pinamonti, Baldini.

DIFESA – Praticamente mai chiamato in causa Handanovic, che osserva la partita come uno spettatore; Ranocchia si dimostra anello debole dal punto di vista qualitativo, dal momento che spazza e utilizza il lancio lungo anziché provare a impostare l’azione palla a terra, inoltre nella ripresa è in ritardo nella chiusura che porta al pareggio austriaco, invece Miranda al suo fianco agisce da leader della difesa ed è molto più pulito e preciso nelle giocate, pur senza strafare; Murillo viene reinventato terzino destro da Spalletti e non fa danni, ma la prestazione di Sala sulla sinistra sottolinea qual è il compito richiesto a un esterno basso, ovvero chiudere in difesa e spingere in attacco, come nell’azione che porta all’assist per l’1-0.

CENTROCAMPO – In mezzo al campo si vedono buone cose a fasi alterne, in particolare è brillante Emmers nella gestione della palla e nei movimenti di raccordo tra i reparti, mentre Kondogbia fa sentire la sua fisicità davanti alla difesa sia nel recupero della palla sia nelle ripartenze veloci, anche se dal francese ci si aspetta sempre quel salto di qualità ancora lontano; Biabiany sulla fascia destra fa quello che gli riesce meglio, ovvero correre senza seguire un compito tattico preciso – facilitato dagli avversari che non lo attaccano – e con poca qualità, nonostante un cross stranamente pericoloso arrivato proprio al termine di una delle sue corse, invece Rivas sulla sinistra è tra i più pericolosi e pimpanti, manca solo di precisione al tiro dalla distanza.

ATTACCO – In avanti si segnalano poche cose da Baldini, perlopiù anonimo nel ruolo di seconda punta, dato che spalleggia pochissimo il compagno di reparto pur muovendosi molto senza dare punti di riferimento alla squadra avversaria (ma in questo modo ne dà poche anche alla sua…), invece è ottima, come al solito, la prestazione di Pinamonti, bravissimo nel trovare la rete del vantaggio sul suggerimento di Sala dalla destra, oltre a essere autore di giocatore importanti nel far salire la squadra e nell’attaccare la profondità, essendo l’unico terminale offensivo dell’Inter.

SECONDO TEMPO – Nella ripresa Spalletti cambia otto undicesimi di formazione, variando anche il modulo in favore di un 4-2-3-1 più esplicito: Padelli; Valietti, Ranocchia, Vanheusden, Rivas; Emmers, Danso; Rover, Zaniolo, Odgaard; Longo. La prestazione di Ranocchia non risente dell’innesto di Vanheusden al suo fianco, tra l’altro ottimo in tutte le sue giocate sia in difesa sia di testa sui calci piazzati, ma il blackout collettivo porta al pareggio il WSG Wattens, lo stesso Padelli – al debutto con l’Inter – non può nulla sulla conclusione a botta sicura dell’attaccante austriaco. Nella seconda frazione di gara la grande sorpresa tattica è legata all’arretramento di Rivas a mo’ di terzino sinistro, ruolo in cui dà del suo meglio senza sfigurare, mentre è anonima la prestazione di Valietti sulla destra, fetta del campo in cui arrivano pochi palloni giocabili. Sempre ottimo Emmers in mezzo, a tal punto da mettere in cattiva luce il neo entrato Danso, che non trova posizione e giocate da mediano. Sulla trequarti spicca la qualità di Zaniolo come elemento di raccordo tra centrocampo e attacco, così come la velocità di Rover – autore del gol vittoria di testa, non esattamente il suo pezzo forte – da ala destra e quella di Odgaard a sinistra, quest’ultimo più impacciato del compagno essendo alla prima assoluta con la maglia dell’Inter. Negativi, infine, i 45′ di Longo, che sia da centravanti sia da punta esterna (quando si allarga per permettere il taglio centrale all’attaccante danese) non punge mai.

CONSIDERAZIONI – Buona la prima e va bene così, soprattutto per Spalletti. Entrando nello specifico, lasciando ovviamente da parte il carattere atletico e tattico della partitella – perché di questo si tratta, essendo i primi due spezzoni da 45′ dopo tre giorni di ritiro -, la notizia più importante e in parte allarmante è quella legata alla prestazione dei terzini scesi in campo. O meglio, alla scelta dei non-terzini fatta da Spalletti. La scelta di Murillo terzino destro sembra una chicca regalata ai giornalisti, che per settimane hanno parlato di Rudiger (oggi ufficializzato dal Chelsea) per la difesa nerazzurra proprio per questo utilizzo da jolly: il colombiano dimostra che la potenza fisica e la discesa ignorante sulla fascia possono essere di sua competenza, non la qualità e le buone maniere (soprattutto alla voce cross) – in pratica agisce come un Juan Jesus controlaterale -, quindi serve a poco provare a costruire qualcosa con queste basi (e D’Ambrosio non garantisce molto di più…). Il migliore in campo (QUI i top e flop di Inter-WSG Wattens) a sorpresa è Sala, che sulla fascia sinistra fa tutto quello che è richiesto a un giocatore nel suo ruolo, chiaramente in partite più impegnative e con continuità per tutta la stagione (richiesta che Ansaldi non può soddisfare per natura). Stupisce, infine, la buona prova di Rivas nella ripresa: l’honduregno viene reinventato esterno di difesa e, senza neanche sforzarsi più di tanto, fa vedere più concretezza dei vari compagni più esperti (ogni riferimento a Santon e Nagatomo è puramente voluto, essendo terzini anonimi come il Valietti odierno). Insomma, va bene il portiere di riserva (Padelli), il centrale difensivo giovane (Skriniar), il centrocampista tuttofare di qualità (Borja Valero) e i vari giovani acquistati, soprattutto in avanti… ma dove sono i terzini? Nelle prossime ore Sabatini (con Ausilio) deve adoperarsi per regalare a Spalletti due esterni bassi di primissima qualità, anche a patto di dover “scommettere” su profili semi-sconosciuti come già fatto a Roma, perché bisogna ultimare la difesa titolare prima della tournée asiatica.

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