Inter-Villarreal: Spalletti senza esterni, ma che qualità al centro!

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7 agosto 2017, 02:20
Spalletti

Penultima amichevole per l’Inter prima dell’inizio del campionato, la prima dopo la vittoriosa tournée asiatica: anche il Villarreal crolla sotto i colpi della squadra di Spalletti, che inizia a sentire sempre più sua la realtà nerazzurra. A centrocampo debutta Vecino, ancora risposte positive dalla difesa e dall’attacco, che recupera Icardi. Ecco alcune considerazioni tecnico-tattiche dopo Inter-Villarreal

MODULO E FORMAZIONE – Come ormai sentenziato dallo stesso Spalletti, non può che essere il 4-2-3-1 il sistema di gioco scelto per l’Inter a meno di due settimane dall’inizio del campionato. Ecco l’undici iniziale: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Gagliardini, Borja Valero; Candreva, Joao Mario, Perisic; Eder.

DIFESA – Se l’Inter in questa occasione non riesce a mantenere la propria porta inviolata grandi colpe vanno attribuite ad Handanovic, che fa male nell’azione che porta al gol Soldado a causa di un’errata respinta centrale sulla precedente conclusione di Sansone, per il resto non è mai realmente impegnato. In mezzo alla difesa quella di Miranda è normale amministrazione fatta di intelligenza e qualità, ma stupisce nuovamente Skriniar al suo fianco, essendo il giocatore più volte chiamato in causa dai giocatori avversari, che vengono costantemente anticipati, bloccati e rimpallati dal centrale slovacco, eccellente proprio come nelle precedenti uscite in Asia. Sulle fasce D’Ambrosio a destra e Nagatomo a sinistra si limitano a fare il compitino come sempre, quindi poca spinta e qualche sbavatura di troppo, ma non è assolutamente una novità.

CENTROCAMPO – In mezzo al campo si lavora sul trio più equilibrato e probabilmente meglio amalgamato, ma soprattutto sui giocatori tatticamente più disciplinati: Gagliardini è in crescita rispetto alle prime uscite, ma è ancora troppo spesso estraneo alla manovra e fatica a entrare in partita da protagonista, invece al suo fianco Borja Valero è eccezionale nella fase di costruzione con lanci e passaggi millimetrici, anche se stavolta va segnalato il suo primo errore in nerazzurro, in occasione del retropassaggio per Handanovic che avrebbe potuto causare più di un problema all’Inter. Ancora in posizione più avanzata sulla trequarti, Joao Mario è a dir poco maestoso nei movimenti e nelle giocate, come dimostrato dalle accelerazioni palla al piede che spaccano la partita e dalle intuizioni in verticale (come Borja Valero, lanci e passaggi millimetrici), da rivedere solo il tiro, vero difetto di fabbrica.

ATTACCO – In avanti non si segnalano grossi miglioramenti e novità nella prestazione collettiva, però qualche episodio positivo è bene sottolinearlo: Candreva largo a destra gioca bene il suo jolly, realizzato un ottimo cross che diventa assist per il vantaggio dell’Inter, perché per il resto la sua è la solita partita poco concreta in entrambe le fasi di gioco; non va meglio a sinistra da Perisic, che attacca sì bene gli spazi quando chiamato in causa, ma è poco ispirato sia al tiro sia al cross. Al contrario, Eder in qualità di terminale offensivo si muove benissimo – non solo nell’azione del gol dell’1-0, segnato da vero rapace dell’area di rigore -, per aiutare la squadra abbassandosi costantemente a centrocampo e giocando spalle alla porta.

SECONDO TEMPO – A inizio ripresa Spalletti fa solo due cambi per cambiare natura al centrocampo, poi man mano effettua tutte le sostituzioni a eccezione di Handanovic e Nagatomo, terminando con questo undici la partita: Handanovic; Ansaldi, Ranocchia, Murillo, Nagatomo; Vecino, Kondogbia; “Gabigol” Barbosa, Jovetic, Brozovic; Icardi. Gli argomenti su cui poter ragionare sono uno per reparto: Ansaldi viene utilizzato da terzino destro, quasi a voler prepararlo a una staffetta con D’Ambrosio visto che a sinistra è in arrivo Dalbert (in attesa di altre novità dal mercato), pur non offrendo una prestazione eccelsa; Vecino debutta da mediano sul centro-destra in coppia con Kondogbia, permettendo l’avanzamento di Borja Valero sulla trequarti, e ancora una volta si osservano le difficoltà del francese in giocate semplici e l’opposto nel suo compagno di reparto, visto che l’uruguayano prova a giocare in maniera semplice mostrando buone qualità, nonostante un paio di errori in appoggio; Brozovic questa volta viene provato da “finto esterno” a destra, poi nel finale a sinistra, per sfruttare le sue qualità nello spingere e andare al cross, ma soprattutto nell’accentrarsi e andare al tiro, anche se il gol segnato al Villarreal ricorda l’abilità del croato nell’inserirsi in area partendo per vie centrali; infine, Jovetic agisce da prima punta segnando un gol pazzesco, successivamente l’ingresso di Icardi (subito deciso con l’assist per Brozovic) lo costringe ad arretrare e allargare la sua posizione, limitandone la pericolosità in area di rigore.

CONSIDERAZIONI – La notizia più importante nel 3-1 sul Villarreal è che l’Inter ha ritrovato Icardi… ma i gol sono arrivati da Eder e Jovetic, ovvero gli attuali vice-Icardi in rosa (oltre al classe ’99 Pinamonti). L’attacco, quindi, sembra funzionare in toto a differenza della passate stagioni, quando senza i gol dell’argentino si faticava a portare a casa reti e risultati positivi. Così come l’attacco funziona grazie agli schemi offensivi di Spalletti, fatti di velocità e movimenti senza palla, anche la difesa fa il suo, sfruttando la (pre)potenza fisica di Skriniar e l’esperienza di Miranda, entrambi centrali di classe. Centrali, appunto. Tutte le positività dell’Inter passano per il centro, da Skriniar al trio Eder-Jovetic-Icardi, passando per Borja Valero e Joao Mario. Non si salva Handanovic, ma limitiamoci ai giocatori di movimento. Quello che non funziona, invece, è rappresentato dalle corsie laterali: D’Ambrosio e Nagatomo limitano tantissimo il gioco dell’Inter, Candreva fa lo stesso a destra qualche metro più avanti, mentre Perisic a sinistra vive di sprazzi. Il fatto che proprio il croato sia stato finora a un passo dall’addio e ora potrebbe rimanere, “complica” il lavoro di Spalletti: si stava ragionando su un’Inter senza Perisic, probabilmente si dovrà pensare a un’Inter con solo Perisic e altri tre esterni nuovi e di pari livello, o quasi. A sinistra è in arrivo Dalbert, che con il croato dovrebbe formare un binario mancino di grande pericolosità in fase di spinta e duttilità difensiva, mentre a destra tutto tace: l’asse D’Ambrosio-Candreva è da rottamare, senza perderci ulteriore tempo. Nelle prossime settimane l’Inter dovrà completare la sua rosa, senza farsi false idee su Skriniar (manca comunque un centrale difensivo importante, due se va via Murillo) né su Eder e Jovetic (Schick va preso a prescindere dalle loro prestazioni estive, poi si vedrà chi sistemare e come), ma i grandi colpi vanno fatti sulle fasce, in particolare sul binario destro: Inter, a Spalletti servono gli esterni!