Inter-Udinese: Santon crolla, reazione nulla. Rosa corta e stanca

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16 dicembre 2017, 18:33
Spalletti Santon

Il doppio 0-0 contro Juventus e Pordenone doveva essere un presagio per il crollo dell’Inter, che arriva – inevitabile – in casa contro l’Udinese: nell’1-3 finale pesano soprattutto gli errori difensivi di Santon, ma è tutta la squadra a doversi ritenere colpevole di una prestazione non all’altezza. La prima sconfitta stagionale arriva a metà dicembre, Spalletti è vittima della rosa corta e inadeguata

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare l’Udinese: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Santon; Vecino, Borja Valero; Candreva, Brozovic, Perisic; Icardi.

IUFU

MODULO – Come di consueto da inizio stagione, l’Inter scende in campo con il 4-2-3-1, tra l’altro senza novità rispetto a Torino: Spalletti conferma tutto i blocco titolare con Santon terzino sinistro e Brozovic trequartista, ma soprattutto Borja Valero regista davanti alla difesa.

PRIMO TEMPO – L’Inter inizialmente prova a fare gioco solo sulle fasce con i cross alti per la testa dei saltatori, che si alternano con l’avanzamento di un centrocampista (Vecino e Brozovic) e il taglio dell’ala opposta (Candreva e Perisic). L’Udinese dà l’impressione di non reggere né la velocità né la forza fisica degli esterni nerazzurri, ma si difende come meglio può facendo densità in mezzo. Il risultato cambia improvvisamente e succede tutto al 15′: Santon sbaglia il disimpegno e D’Ambrosio dimentica la marcatura su Lasagna, che buca Handanovic per lo 0-1; dopo la battuta, D’Ambrosio lancia Candreva, che stoppa e crossa in area per Icardi, letale nel girare in rete per l’1-1. Riassunto: in meno di un minuto Icardi risponde a Lasagna. Non cambia l’approccio dell’Inter, che continua l’assedio sulle fasce, da destra a sinistra. Inoltre, l’Inter è pericolosa anche da calcio d’angolo: Candreva e Brozovic tentano il gol del secolo calciando al volo dalla distanza. Il primo tempo termina 1-1: pareggio stretto, unico errore pagato a caro prezzo.

SECONDO TEMPO – A inizio ripresa non cambia né l’Inter né l’idea di gioco, ma cala la qualità. Troppo indisciplinato il centrocampo, che non fa il giusto filtro ed è impreciso in più giocate. Brozovic paga la solita corsa a vuoto, ma anche Vecino e Borja Valero non sembrano essere nella loro migliore giornata. Al 54′ primo cambio per l’Inter: fuori Brozovic, dentro Gagliardini. L’italiano va a fare il mediano, Borja Valero si alza sulla trequarti. Un colpo di mano di Santon in area, dopo l’intervento del VAR, regala un rigore all’Udinese: al 61′ De Paul supera Handanovic dal dischetto. Al 68′ traversa clamorosa di Skriniar di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Al 69′ secondo cambio per Spalletti: fuori Santon, dentro Karamoh. L’Inter passa al 3-4-2-1 con il francese e Borja Valero alle spalle di Icardi, mentre Candreva e Perisic giocano a tutta fascia e D’Ambrosio accorcia sul centro-destra. L’Inter adesso si sgancia di più verso la metà campo avversaria, coprendo meno zolle di campo dietro. Al 77′ l’Udinese chiude la partita in contropiede con Barak dimenticato in area a tu per tu con Handanovic. Al 78′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Vecino, dentro Eder. L’oriundo italo-brasiliano si piazza dietro Icardi alla sinistra di Karamoh (come da immagine sotto allegata, ndr). L’attacco disordinato non aiuta a concretizzare in zona gol. Il secondo tempo termina 1-3: la (non-)ripresa dell’Inter non è giustificabile, sconfitta meritata.

IUST

PROTAGONISTA – Basta un errore decisivo per far diventare negativa un’ottima prestazione, figuriamoci i due errori che hanno decretato la sconfitta dell’Inter, di conseguenza il protagonista negativo non può che essere lui: Santon. Il terzino scuola Inter gioca una partita quasi perfetta tra il primo e il secondo gol dell’Udinese, il che è ancora più beffardo: suo il disimpegno errato nello 0-1, suo il colpo di mano che ha causato il rigore dell’1-2. Poi Spalletti l’ha sostituito, provando a limitare i danni, ma oltre il danno è arrivata la beffa: il cambio modulo non ha giovato, anzi forse ha addirittura peggiorato il tutto. Maldestro.

COMMENTO – La prima sconfitta doveva arrivare? No, poteva farlo. La prima sconfitta è arrivata? Va bene, pazienza. Il fatto che l’Inter era pronta per il primo KO stagionale non significava automaticamente che fosse anche preparata a perdere. Sì, perché da una parte il calo fisico è sembrato evidente nell’ultima settimana – dopo la buona mezz’ora a Torino, complessivamente tre ore drammatiche contro Juventus e Pordenone -, dall’altra si sperava che la superiorità, il buon momento e anche un pizzico di fortuna avrebbero ritardato ulteriormente un evento prevedibile. Ecco, il segreto sta tutto qui: il crollo contro l’Udinese era ampiamente prevedibile, ma è stato sottovalutato da tutto l’ambiente interista. Il brutto KO odierno non è giustificabile come conseguenza del crollo di Santon, perché è la mancata reazione della squadra a far preoccupare: l’Inter non è praticamente scesa in campo nella ripresa. E la cosa più assurda è che la colpa non può neanche essere imputata ai giocatori, che sono questi e sono quelli della passata stagione: qualcuno è di livello, ma la maggior parte non può mantenere una continuità tale da zona Champions. Ed ecco perché tutti i nodi vengono al pettine: la rosa dell’Inter è corta e inadeguata in più reparti, quando a sommarsi è la stanchezza (dopo quattro mesi ci sta, cinque considerando il ritiro massacrante) è praticamente impossibile chiedere straordinari. Spalletti finora ha fatto miracoli dal punto di vista psicologico e tattico, ma dal punto di vista atletico e tecnico non può nulla: l’Inter non ha una rosa competitiva per iniziare e finire una stagione ai vertici. Suning deve partire da questa verità, le parole di Ausilio non hanno credibilità: a gennaio bisogna fare mercato, punto.