Inter-Torino: Spalletti prova la difesa a 3, Eder ovunque

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5 novembre 2017, 17:12
Spalletti Eder

Battuta d’arresto per l’Inter, che in casa contro il Torino non va oltre l’1-1: dopo un primo tempo a due facce, Eder recupera lo svantaggio firmato Iago Falque, ma le cose migliori arrivano nel finale grazie al cambio modulo attuato da Spalletti, che prova la difesa a tre a supporto di una formazione piuttosto offensiva

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Torino: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Vecino, Gagliardini; Candreva, Borja Valero, Perisic; Icardi.

ITPF

MODULO – Per la quinta (e ultima?) volta Spalletti si affida all’Inter delle ultime uscite:4-2-3-1 con Borja Valero regista offensivo, confermate in blocco anche le catene laterali con la coppia D’Ambrosio-Candreva a destra e Nagatomo-Perisic a sinistra.

PRIMO TEMPO – Il canovaccio dei primi minuti è l’attacco da destra con Candreva al cross per Icardi, anche se sia il primo sia il secondo non riescono a concretizzare quanto provato. Il motivo più insistente che cerca l’Inter è il gioco per vie centrali sfruttando i passaggi in verticale, con Borja Valero come al solito in cabina di regia a tutto campo. Candreva a parte, male gli altri esterni: D’Ambrosio soffre l’ex compagno Ansaldi, Nagatomo non spinge granché, invece Perisic è completamente avulso dal gioco. Il primo tempo termina 0-0: Inter bene per metà, non tutti sembrano essere entrati in partita.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza novità tattiche, ma l’Inter paga il primo grande errore: al 59′ Iago Falque segna liberandosi al tiro indisturbato, male la difesa dell’Inter. Al 69′ primo cambio per l’Inter: fuori Gagliardini, dentro Eder. L’oriundo italo-brasiliano si piazza al centro sulla trequarti, così Borja Valero arretra in mediana. Il gioco dell’Inter ne giova, ma senza trovare la via del gol. Al 76′ secondo cambio per Spalletti: fuori Nagatomo, dentro Brozovic. Il croato agisce da trequartista nel 3-4-1-2 finale con D’Ambrosio accentratosi da destra, Candreva e Perisic più bassi e la coppia Eder-Icardi in area di rigore (come da immagine sotto allegata, ndr). La modifica tattica dà sùbito i suoi frutti: al 79′ stupenda azione dell’Inter che da destra (Candreva) verso sinistra (Perisic) fa arrivare la palla a Icardi, intelligente nel appoggiare la palla nel cuore dell’area di rigore, dove Eder trova il gol grazie a un ottima coordinazione stop-tiro. Negli ultimi minuti l’Inter è disordinata in campo, praticamente vanno tutti all’attacco tranne Miranda. Al 88′ clamorosa traversa di Vecino dalla distanza. Il secondo tempo termina 1-1: rimonta parziale per l’Inter, che “perde” due punti in casa dove una lunga serie di vittorie.

ITST

PROTAGONISTA – Stavolta la scelta è praticamente automatica, anche perché i compagni titolari non hanno offerto una prestazione indimenticabile: Eder. L’attaccante della Nazionale Italiana entra e cambia la partita, muovendosi su tutto il fronte offensivo per spalleggiare Icardi, non al meglio della forma e limitato nelle giocate tra le maglie dei difensori del Torino. Grazie al solito sacrifico tattico di Eder, Spalletti può modificare l’assetto dell’Inter, passando alla difesa a tre: Eder fa l’attaccante, l’ala, il trequartista e il mediano, perché spesso si abbassa per velocizzare l’azione. Giocatore prezioso dalla panchina e ciò fa riflettere molto sulla rosa corta dell’Inter. Leader involontario.

COMMENTO – L’Inter scende in campo con la stessa formazione per la quinta partita consecutiva e il calo di prestazione è piuttosto scontato: sicuramente non può essere un alibi, ma uno spunto di riflessione. Spalletti si affida al suo undici titolare e poi decide di stravolgere tutto con il cambio modulo: la difesa a tre può funzionare, ma bisogna rivedere alcuni equilibri in mezzo al campo dato che gli esterni sono limitati. Quelli contro il Torino sono due punti persi in casa, ma è anche un punto guadagnato visto il rischio di perderla: è il solito discorso, quest’Inter al momento non dà nessun tipo di garanzia su quale potrebbe essere il suo obiettivo stagionale. Il piazzamento in Champions League? Probabile, però non è neanche così facile vista l’agguerrita concorrenza. Per fortuna adesso c’è la sosta, che permetterà di lavorare su alcuni profili da lanciare (Dalbert, Cancelo e Karamoh), poi una serie di impegni pre-Juventus: lì forse si capirà davvero qualcosa sull’Inter di Spalletti, ma non bisogna sottovalutare altri “Torino” (e altri “Bologna”). Incognita nerazzurra.