Inter-Torino: de Boer la prepara bene, Icardi la decide da top

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27 ottobre 2016, 01:41
Joao Mario de Boer Icardi Candreva

Dopo le tre sconfitte consecutive in campionato, la tanto attesa reazione nerazzurra arriva insieme ai tre punti: l’Inter prima va in vantaggio e poi, dopo aver subito il pareggio, nel finale riesce a tornare avanti. Sul tabellino finisce solo Icardi, ma è tutta la squadra a giocare da tale e a guadagnare il meritato 2-1, che fa sorridere e respirare de Boer

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da de Boer per affrontare il Torino: Handanovic; Ansaldi, Miranda, Murillo, Nagatomo; Banega, Joao Mario, Brozovic; Candreva, Icardi, Eder.

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MODULO – Il ritorno dal primo minuto di Banega non trasforma l’Inter a livello di sistema di gioco, dato che de Boer conferma il 4-3-3 dell’ultima uscita, motivando la sua decisione con la nuova titolarità di Eder e la panchina di Perisic. Con l’oriundo italo-brasiliano in campo, infatti, la preferenza del tecnico olandese va per il tridente puro senza trequartista alle spalle del centravanti, in modo da avere più uomini nei pressi dell’area di rigore senza perdere allo stesso tempo densità sulla linea mediana.

PRIMO TEMPO – Rispetto a quello che ci si aspettava, Banega inizia da mezzala destra e Brozovic sul centro-sinistra, anche se i due si invertono dopo quindici minuti e continuano ad alternarsi in una zolla di campo piuttosto che sull’altra per tutta la prima frazione di gioco. La vera – e piacevole – sorpresa della serata è la scelta di de Boer del perno centrale davanti alla difesa: Joao Mario in fase di impostazione è bassissimo quasi come Medel quando gioca da difensore aggiunto, ma avanza tranquillamente riuscendo anche ad andare al tiro. Il fatto che Joao Mario sia così schiacciato sulla linea mediana permette a Banega di prendere in mano il gioco dell’Inter e l’argentino è ispiratissimo, coinvolgendo nella manovra sia gli esterni sia il meno disciplinato Brozovic. Spicca in particolare l’impegno di Eder, protagonista di spunti di qualità. Al 35′ arriva l’1-0 dell’Inter proprio su invenzione di Banega, che serve Candreva facendo tunnel a Valdifiori, poi Icardi come un falco è anche fortunato nel rimpallo con Hart. Sia prima sia dopo il gol è esclusivamente l’Inter a fare la partita e non arrivano particolari problemi dalle parti di Handanovic, il che dimostra come la strategia sia stata preparata bene e al dettaglio da de Boer. Il primo tempo termina 1-0: Inter propositiva, il Torino accusa il colpo.

SECONDO TEMPO – Anche a inizio ripresa l’Inter è subito dedita al gioco offensivo e a tratti è eccellente il giro palla guidato da Banega. Finalmente si vedono cross interessanti, conclusioni pericolose dalla distanza, contropiedi velocissimi e ben gestiti, nonché reali occasioni da gol, che però non vengono ancora sfruttate come si dovrebbe. Al 63′ arriva il pareggio del Torino con un bolide di Belotti: clamoroso il pasticcio tra Murillo e Ansaldi, che si ostacolano e vanno a terra lasciando il bomber granata solo davanti al portiere, ma è grave anche l’errore di Miranda che si fa anticipare da Maxi Lopez sul lancio di Hart. L’Inter riparte con veemenza alla ricerca del vantaggio: tantissime le occasioni create, enormi gli sprechi. Al 74′ arriva il primo cambio per l’Inter: fuori Eder, dentro Palacio. Non cambia nulla a livello tattico: l’argentino si piazza largo a sinistra nel tridente (come da immagine sotto allegata, ndr). Squadre lunghissime, ne beneficia lo spettacolo, ma l’Inter crea, crea, crea… e non fa gol. E’ Brozovic il centrocampista più avanzato dell’Inter, nonché quello che macina più chilometri a fortune alterne. All’88’ arriva il cercatissimo gol del 2-1: pazzesco di Icardi, che – dopo aver ricevuto palla da Palacio – di potenza si gira su se stesso e sfonda la porta di Hart nonostante una marcatura asfissiante della difesa granata.. La partita termina 2-1: orgoglio Inter, finalmente i tre punti.

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PROTAGONISTA – Quando si gioca la partita della vita è sempre difficile aspettarsi che sia il singolo a fare la differenza, ma nel caso dell’ultima Inter vista a San Siro bisogna parlare in maniera più dettagliata di chi ha timbrato il cartellino: Icardi. Il centravanti argentino apre la partita e la chiude nel finale con due gol da bomber vero: il primo di rapina, il secondo di una potenza inaudita. Un mix letale che, tornando alla Serie A a cavallo tra gli anni ’90 e il 2000, fa pensare a una clamorosa fusione: Inzaghi + Vieri, ovviamente Filippo e Christian. La doppietta di Icardi mette solo leggermente in ombra la prestazione del connazionale Banega, uomo decisivo nella manovra nerazzurra: se dai piedi del centrocampista n.19 arrivano palloni giocabili, l’attaccante n.9 sa come trasformarli in gol.

COMMENTO – Si vince insieme, si perde insieme e ovviamente, anche in caso di pareggio, il punto si ottiene insieme. L’Inter oggi ha vinto meritatamente, ma non lo ha fatto perché de Boer improvvisamente ha capito il calcio italiano. Non lo ha fatto perché Icardi finalmente si è ricordato come si fa gol, dopo aver capito che forse (farsi) scrivere libri non è nelle sue corde, oggi. Non lo ha fatto perché è arrivato Thohir, minaccioso per il chiacchierato cambio in panchina. Non lo ha fatto perché il gruppo Suning è stanco di vedere figuracce notturne a causa del fuso orario, quindi meglio vincere per non far alterare ulteriormente Zhang&Co. L’Inter ha battuto meritatamente il Torino perché ha giocato come una squadra, una squadra che ha seguito le direttive (e la filosofia) dell’allenatore e che ha sbagliato solo a livello individuale. Ed è questo il vero problema dell’Inter, non la guida di de Boer: a volte più di un giocatore dimentica come si gioca e crea danni incalcolabili ai fini del risultato di squadra. Oggi è toccato all’accoppiata Murillo-Ansaldi in occasione del pareggio di Belotti, ma anche il colpo di testa a botta sicura di Brozovic rientra nella categoria degli errori individuali, così come molti altri sia in fase difensiva sia soprattutto in quella offensiva. Oggi nella vittoria, ieri (a ritroso contro Atalanta, Cagliari, Roma) nella sconfitta. Bisogna ripartire da qui e colmare queste lacune e blackout individuali: ripartire da qui, ripartire da, con e per de Boer, che le partite finora ha sempre dimostrato di saperle preparare.

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.