Inter-Sampdoria: Pioli persiste nell’errore, Brozovic si supera

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4 aprile 2017, 01:51

L’Inter arresta definitivamente la rincorsa Champions, complicando addirittura il piazzamento utile per l’Europa League: a San Siro contro la Sampdoria termina 1-2 in rimonta, pessima la prestazione nerazzurra. Pioli sul banco degli imputati, con lui gran parte della squadra: Brozovic guida il dramma interista, seguono Candreva e soci

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Pioli per affrontare la Sampdoria: Handanovic; D’Ambrosio, Medel, Miranda, Ansaldi; Gagliardini, Brozovic; Candreva, Banega, Perisic; Icardi.

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MODULO – Ancora 4-2-3-1 per l’Inter, che continua sul filone che ha portato buone prestazioni e soprattutto risultati, variando però una pedina finora fondamentale per gli equilibri in coppia con Gagliardini: Pioli fa riposare Kondogbia in favore di Brozovic, approcciando in maniera più offensiva fin dal linea mediana. L’idea è quella di attaccare principalmente sulle fasce, ma non manca la qualità per vie centrali grazie alla visione di gioco di Banega in qualità di numero 10.

PRIMO TEMPO – L’Inter è subito propositiva sulle fasce con tutti gli esterni – alti e bassi, soprattutto a destra -, ed è clamorosa l’occasione sciupata da Candreva dopo la respinta di Viviano su Banega. Troppi errori di misura, ma non mancano le idee all’Inter, che fa la partita provando a sfondare dalle corsie laterali. Al 25′ tremendo palo esterno di Quagliarella, abile a girarsi sul posto e a trovare una bella conclusione dalla distanza. Il filtrante di Brozovic per Icardi, a tu per tu con Viviano, viene bloccato da un fuorigioco inesistente: prima vera azione per via centrale dell’Inter. Al 35′ Inter in vantaggio grazie al piattone di D’Ambrosio nettamente deviato da Bereszynski su cross dalla destra di Banega. Da segnalare una mediana molto dinamica, ma troppo sottotono: Gagliardini e Brozovic si invertono in base alla necessità tattica per coprire tutto il campo tra difesa e attacco, i risultati non sono dei migliori. Al 45′ palo pieno di Bruno Fernandes ad Handanovic battuto, poi Schick non trova la porta. Il primo tempo termina 1-0: Inter cinica e fortunata, Sampdoria entrata tardi in partita e solo dopo pericolosa.

SECONDO TEMPO – A inizio ripresa primo cambio forzato per Pioli, che perde un pezzo in mezzo al campo: fuori Gagliardini, dentro Kondogbia. Il francese si piazza sul centro-sinistra con Brozovic in partenza alla sua destra. Al 50′ Schick pareggia appoggiando in rete una palla colpita da Silvestre sovrastando D’Ambrosio, ma tutto nasce da una dormita collettiva da azione di calcio d’angolo, in particolare Brozovic che prima si fa saltare (sul cross) e poi tiene in gioco Schick (sulla conclusione di Silvestre). Dopo un’ora di gioco arriva finalmente un cross ben fatto: Candreva serve Perisic, murato di testa da Viviano. Al 66′ secondo cambio per l’Inter: fuori Banega, dentro Eder. L’italo-brasiliano si piazza alla sinistra di Icardi nel 4-2-4 pensato da Pioli. Proprio Eder si rende pericoloso con un potente tiro dalla distanza respinto da Viviano. Gira tutto male all’Inter: perfino Icardi manda fuori un gol praticamente fatto a porta vuota su assist di Candreva. L’Inter crolla fisicamente, sembra non averne più, mentre la Sampdoria appare più lucida. Al 78′ terzo e ultimo cambio per Pioli: fuori Perisic, dentro Joao Mario. Il portoghese agisce da trequartista, si torna al 4-2-3-1 con Eder ala sinistra (come da immagine sotto allegata, ndr). Al 84′ leggerezza di Brozovic che regala un rigore alla Sampdoria deviando con il braccio una punizione di Ricky Alvarez, al 85′ Quagliarella non sbaglia calciando sotto la traversa. Nel finale i tentativi nerazzurri sono vani per mancanza di precisione. Il secondo tempo termina 1-2: clamoroso ribaltone firmato Sampdoria, che ha assolutamente meritato i tre punti.

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PROTAGONISTA – Andare a pescare una sufficienza è impresa ardua (forse solo Ansaldi si avvicina al 6), ma su tutti spicca la prova assolutamente negativa del nerazzurro che ha condizionato la partita avendo avuto un ruolo fondamentale in entrambi i gol subiti: Brozovic. Il centrocampista croato, oltre ad aver sbagliato tutto quello che poteva sbagliare in termini di passaggi e tiri (in 95′ si segnala tra le azioni positive solo il filtrante per Icardi, ingiustamente bloccato dal guardalinee), buca clamorosamente la marcatura sul calcio d’angolo che porta al primo gol e causa follemente il rigore della vittoria blucerchiata. A livello tecnico Brozovic non si discute, ma – discontinuità a parte – preoccupa decisamente la sua situazione psicologica: svogliato dal primo all’ultimo minuto, a tratti sembra remare contro per il semplice fatto che sconnette il cervello rispetto all’obiettivo che deve perseguire la squadra. Drammatico.

COMMENTO – Sconfitta senza appello e senza alibi, neanche gli errori arbitrali (da entrambe le parti) possono giustificare uno scempio simile. Pioli prepara male la partita e la legge peggio, come forse mai era successo in stagione, dato che spesso è stato capace di correggersi a partita in corso. Rinunciare a Kondogbia in favore di Brozovic è un azzardo che paga caro, soprattutto quando arriva la beffa dell’infortunio di Gagliardini (che in coppia con il croato rende meno della metà). Il vero errore, però, lo fa con le sostituzioni: Brozovic e Candreva restano in campo fino alla fine, Joao Mario (non particolarmente brillante, va detto) entra in ritardo e “Gabigol” Barbosa non entra mai. E ciò non perché Gabigol debba essere il salvatore della Patria, ma semplicemente perché nemmeno il classe ’96 brasiliano riuscirebbe a fare peggio del Candreva delle ultime settimane. Pioli insiste sui suoi dodici-tredici “fedelissimi”, dimenticandosi di poter cambiare la natura della squadra in campo inserendo qualche novità negli (errati) equilibri trovati e poi persi in questi mesi: il 4-2-3-1 con Icardi isolato non funziona in eterno se le ali non hanno la lucidità per fare il doppio lavoro sulle fasce e il trequartista centrale è costretto ad aiutare più la mediana che il centravanti. Ormai il danno è fatto, ma le colpe di Pioli vanno sottolineate tutte dopo averne esaltato i meriti nelle precedenti vittorie: l’Inter oggi è stanca e ripetitiva nelle sue giocate, impensabile concludere la stagione in questo modo. E il rischio è di buttare alle ortiche anche la prossima, qualora venisse fallito l’approdo in Europa League: Pioli si è giocato male le sue chance di conferma sulla panchina dell’Inter? Forse sì, le prossime otto partite daranno una risposta definitiva.







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