Inter-Roma: lanci lunghi gioia e dolore, cambi come frecciatine

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22 gennaio 2018, 01:57
Luciano Spalletti Inter-Pordenone

Dopo l’1-1 di Firenze, altro pareggio per l’Inter con lo stesso risultato: a San Siro contro la Roma serve il gol di Vecino nel finale per evitare la sconfitta, sebbene la prestazione nerazzurra sia stata superiore a quella giallorossa, senza neppure strafare. Pochi spunti positivi e tanti messaggi negativi di facile interpretazione inviati da Spalletti alla società

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare la Roma: Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, Santon; Vecino, Gagliardini; Candreva, Borja Valero, Perisic; Icardi.

IRPF

MODULO – La prima partita dopo la sosta non vede mutare l’assetto di gioco dell’Inter, che continua a scendere in campo con il 4-2-3-1: Spalletti è costretto a schierare ancora Borja Valero trequartista, puntando sulla catena Cancelo-Candreva a destra e Santon-Perisic a sinistra.

PRIMO TEMPO – L’approccio dell’Inter nei primi minuti di gioco risente del pressing effettuato dalla Roma e ciò non facilita né la costruzione del gioco né la gestione della palla: troppi errori di leggerezza in mezzo al campo – come retropassaggi e cambi gioco fuori misura -, male soprattutto Gagliardini davanti alla difesa. Borja Valero è costretto a giocare molto basso per provare a far partire l’azione o quantomeno dare ordine ai compagni tenendo palla al piede, mentre Vecino si dedica alla pressione attaccando costantemente la trequarti. L’Inter attacca principalmente da destra, ma le cose migliori – cross compresi – vengono fatte da Cancelo, non da Candreva. Al 30′ la Roma va in vantaggio con El Shaarawy: Santon non interviene su un lancio di Alisson che manda l’italo-egiziano davanti ad Handanovic, quest’ultimo superato in uscita. I tentativi dell’Inter di arrivare in porta sono confusi e disordinati, le conclusioni pericolose latitano, anche se non si soffre la Roma in fase di possesso palla. Il primo tempo termina 0-1: l’Inter paga a caro prezzo l’errore di Santon, la Roma ringrazia.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con il primo cambio per l’Inter: fuori Gagliardini, dentro Brozovic. Il croato si posiziona sulla trequarti, Borja Valero arretra in mediana. Nei primi venti minuti si assiste al nulla cosmico: l’Inter non si sforza più di tanto alla ricerca del pareggio e la Roma non deve neanche organizzarsi per difendere il risultato. Al 70′ secondo cambio per Spalletti: fuori Candreva, dentro Eder. L’oriundo italo-brasiliano agisce da ala destra. L’Inter riesce ad arrivare in porta sfruttando qualche lancio in verticale che parte direttamente dalla difesa e taglia in due la Roma. Al 74′ clamoroso palo di Icardi su deviazione di Alisson. Al 76′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Santon, dentro Dalbert. Il brasiliano funge da terzino sinistro (come da immagine sotto allegata, ndr). L’Inter ci prova in tutti i modi a pareggiare mettendo palloni in area di rigore e concludendo come meglio può, ma Alisson è insuperabile. Al 86′ arriva il pareggio con il colpo di testa di Vecino su splendido cross di Brozovic dalla sinistra. Ci fossero più minuti, l’Inter probabilmente ribalterebbe la partita, ma alla fine imprecisioni e stanchezza prendono il sopravvento. Il secondo tempo termina 1-1: ottima reazione da parte dell’Inter, che si “accontenta” del punto casalingo.

IRST

PROTAGONISTA – Una partita che non offre grossi spunti va analizzata al minimo dettaglio, così come la prestazione del più positivo in campo: Cancelo. Il portoghese si distingue dai suoi colleghi per qualità e quantità: come terzino non fa danni rispetto a Santon e a destra fa molto meglio di Candreva, attacca senza problemi e si trovare anche in difesa nonostante i clienti non siano dei più comodi. L’impressione data a tutti dopo l’inizio della ripresa diventa presto effettiva realtà: Cancelo è l’unico che ci prova. Come nel caso della simulazione in area che ci costa l’ammonizione: testa bassa e pedalare, senza contestare perché sa sùbito di aver sbagliato. Visto il dramma vissuto sulla fascia sinistra, non bisogna sottovalutare la crescita continua di Cancelo: deve giocare titolare, ad adeguarsi saranno gli altri. Volenteroso.

COMMENTO – Il pareggio casalingo contro la Roma va letto in due modi: 1. l’Inter resta imbattuta negli scontri diretti, mantenendo il vantaggio sui giallorossi e senza subire il sorpasso in classifica; 2. l’Inter avrebbe meritato di più pur senza dare spettacolo, ma la Roma vista a San Siro è stata veramente poca cosa, di conseguenza resta l’amaro in bocca per altri due punti lasciati per strada con la stessa modalità delle ultime uscite. Eh sì, perché ormai è diventato tutto ricorsivo: clamoroso errore difensivo, ancora una volta un blackout di Santon; incredibile spreco offensivo, nessuno riesce a segnare. E i cambi fatti da Spalletti fanno capire che la soluzione non è in casa, anzi esaltano il contrario a mo’ di frecciatine: Brozovic fa l’assist nel finale dopo un tempo di soli errori; Eder si impegna, ma non segna; Dalbert entra in campo al posto di un pari ruolo quando serve la vittoria, assurdo; e nel frattempo Joao Mario, Karamoh e Pinamonti assistono dalla panchina. Servono rinforzi anche in panchina, ma i problemi maggiori sono in campo. Riassumendo: la difesa ha un anello debole e l’attacco non funziona. Chi è colpevole? Il centrocampo, ovvio. L’avanzamento di Borja Valero sulla trequarti mette in crisi tutto il reparto: lo spagnolo in posizione avanzata dà il 20% del proprio potenziale e contemporaneamente depotenzia la linea mediana, dove il momento no di Gagliardini complica le giocate di Vecino. La soluzione? Acquistare un trequartista puro per arretrare Borja Valero e panchinare Gagliardini. Il nome? Oggi Rafinha, domani chissà. Il brasiliano arrivato da Barcellona – fosse immediatamente abile e arruolabile – potrebbe dare una mano a questa squadra, ma non può bastare. L’Inter deve risolvere più di un problema, compreso quello “incrociato” sulle fasce: dato per buono Cancelo e aspettando che Perisic torni quello che era (al momento è la più grossa delusione della rosa, va detto), serve un terzino sinistro che dia sicurezza in copertura e un’ala destra più incline al gol. Dal mercato non arriverà nulla, probabilmente, ecco perché le soluzioni vanno trovate in casa: Dalbert preoccupa per errori continui (piedi da rivedere, movimenti confusi), attenzione al ritorno di D’Ambrosio a sinistra; Karamoh non è pronto e, in caso di cessione di Joao Mario, non è da escludere una leggera modifica al modulo con un riadattamento sulla trequarti. Anche perché l’Inter, sempre in campo con il 4-2-3-1, è ormai diventata prevedibile e facile da limitare: impensabile continuare a sperare nei lanci lunghi dalla difesa per arrivare in porta. Soprattutto quando, al primo lancio lungo subìto, prendi gol in maniera dilettantesca. L’Inter di oggi non può competere con le prime tre (Napoli, Juventus e da oggi Lazio, che deve recuperare la partita contro l’Udinese e può allungare), ma non è riuscita ad avere la meglio neanche su questa Roma (che può ancora raggiungerla vincendo la partita da recuperare in casa della Sampdoria): il mercato decide quali squadre giocheranno la prossima Champions League, l’Inter non può nascondersi e deve completare la rosa a Spalletti. Perché l’unico obiettivo rimasto non si può fallire.






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