Inter-Pordenone: squadra? 13 giocatori in campo salvati da Padelli

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13 dicembre 2017, 03:58
Padelli Spalletti

Una bruttissima prestazione dell’Inter B non toglie la possibilità di giocare i quarti di finale di Coppa Italia alla squadra di Spalletti: lo 0-0 contro il Pordenone, sbloccato solo ai rigori, regala il passaggio del turno, ma nessun buon segnale per quanto riguarda la rosa. Padelli decisivo con le sue parate

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Pordenone: Padelli; Nagatomo, Ranocchia, Skriniar, Dalbert; Vecino, Gagliardini; Cancelo, Eder, Karamoh; Pinamonti.

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MODULO – Pur trattandosi dell’Inter B, cioè tutte le seconde linee e tre titolari obbligati causa infortuni e squalifiche, non cambia il sistema di gioco: nel 4-2-3-1 viene confermato solo lo schermo davanti alla difesa, poi spazio alle nuove catene laterali con Nagatomo-Cancelo a destra e Dalbert-Karamoh a sinistra.

PRIMO TEMPO – Come prevedibile, è l’Inter a fare la partita, provando a sfruttare la freschezza delle seconde linee, ma senza offrire grossi spunti a livello di gioco. Si inizia con gli attacchi da sinistra, dove il giovane Karamoh sembra carico, ma ben presto non si riesce a sfondare e si perde continuità nella manovra, sempre molto disordinata. Alla mezz’ora il Pordenone va vicino al vantaggio colpendo il palo, a quel punto Spalletti inverte le ali: Karamoh va a destra e Cancelo a sinistra. La modifica non dà i risultati sperati, dato che le giocate – soprattutto sulle corsie laterali – risultano essere ancora inconcludenti. Il primo tempo termina 0-0: pochissima qualità, zero concretezza.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con il primo cambio dell’Inter: fuori Pinamonti, dentro Brozovic. Il croato si piazza dietro la punta, che diventa Eder. L’idea è quella di agire principalmente per vie centrali, ma con scarsi risultati. Al 68′ secondo cambio per Spalletti: fuori Karamoh, dentro Perisic. Staffetta annunciata nel ruolo di ala sinistra. Al 80′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Dalbert, dentro Icardi. L’argentino si piazza in area di rigore, stravolgendo tutto l’undici: Nagatomo si sposta a sinistra così Cancelo scala in difesa da terzino destro, mentre Eder agisce da ala destra (come da immagine sotto allegata, ndr). Tutte queste modifiche contribuiscono all’assalto finale dell’Inter, che comunque non riesce a trovare la rete. Il secondo tempo termina 0-0: come il primo, necessitano i supplementari.

TEMPI SUPPLEMENTARI – Nei trenta minuti di extra-time continua a vedersi ben poco: qualche lancio lungo a tagliare per Perisic e svariati cross in area, dove Icardi fa presenza e non va oltre. Gli errori sotto porta, come già capitato nei minuti precedenti, sono sempre grossolani. Il risultato non cambia, anche perché il Pordenone riesce a difendersi bene e in maniera ordinata, senza andare mai in affatto. I tempi supplementari terminano 0-0: arrivano i rigori, dove Padelli si supera due volte e Nagatomo segna il gol decisivo per il passaggio del turno.

IPST

PROTAGONISTA – Come facilmente intuibile, il migliore tra i peggiori è chi ha deciso la partita: Padelli. Al debutto ufficiale con la maglia dell’Inter, il dodicesimo nerazzurro riesce a mantenere la porta inviolata per 120 minuti, inoltre para il primo e l’ultimo rigore calciato dai giocatori del Pordenone, risultando di fatto decisivo per la vittoria finale a differenza degli altri tredici compagni di movimento scesi in campo. Bene così, si fa per dire.

COMMENTO – Il risultato di Inter-Pordenone non deve illudere: l’Inter ha vinto solo ai rigori, ma non avrebbe mai segnato su azione. Questo perché l’Inter B contro il Pordenone (Serie C, ndr) non ha mai giocato da squadra ed è rimasta in campo oltre 120 minuti sperando nell’azione personale che avrebbe sbloccato l’incontro. La partita ha riassunto quello che si dice da tempo sull’Inter: ha un undici titolare competitivo – grazie a Spalletti -, ma una rosa imbarazzante rispetto alle altre big, in quanto priva di riserve adeguate. Padelli a parte, se il migliore in campo è Ranocchia, qualcosa vorrà pur dire. Ed è inutile sparare sulla croce rossa quando il tuo dodicesimo uomo, ovvero la prima riserva (Eder), è un fantasma sul rettangolo di gioco. Anzi, di più. I giovani sono ancora acerbi, gli altri rivedibili da più angolazioni. L’Inter di Spalletti complessivamente è poca roba, l’unico a fare la differenza è l’allenatore: date una squadra a Spalletti, perché con undici titolari non supera nemmeno l’inverno.