Inter-Pescara: gioco, gol, vittoria e D’Ambrosio come Maicon

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29 gennaio 2017, 01:15
Pioli D'Ambrosio

A San Siro arriva la settima vittoria consecutiva dell’Inter in campionato, Pescara mai in partita: la squadra di Pioli gioca bene, segna tre gol e guadagna altrettanti punti in classifica, dove viene raggiunto il quarto posto a quota 42. Magistrale la prestazione di D’Ambrosio, che da terzino destro segna anche il gol dell’1-0

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Pioli per affrontare il Pescara: Handanovic; D’Ambrosio, Medel, Miranda, Nagatomo; Gagliardini, Brozovic; Candreva, Joao Mario, Perisic; Icardi.

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MODULO – Come preannunciato l’Inter scende in campo con l’ormai mnemonico 4-2-3-1, che denota una doppia novità nel reparto difensivo: Nagatomo sostituisce lo squalificato Ansaldi sulla fascia sinistra, invece Medel fa rifiatare il febbricitante Murillo nel cuore della difesa. Il doppio cambio non modifica l’idea di Pioli, però ribalta i compiti: D’Ambrosio ha più libertà di spinta, Miranda meno compiti prettamente di copertura.

PRIMO TEMPO – Attacco dinamico come al solito, anche più del previsto: la coppia Nagatomo-Perisic sovrapponibile sulla sinistra, Candreva spesso in posizione centrale e Icardi o Joao Mario larghi a destra per bilanciare la spinta su entrambe le fasce sono situazioni ripetute nella prima parte. Assedio assoluto dell’Inter, che attacca principalmente dalla destra. Paradossalmente, subito dopo aver subito l’unico contropiede della partita (con gol di Verre giustamente annullato per fuorigioco), al 23′ l’Inter va in vantaggio grazie al piattone di D’Ambrosio sotto porta su splendido cross di Brozovic dalla sinistra. Joao Mario palla al piede fa ciò che vuole, ma è clamoroso il modo in cui non riesce a trovare il gol: conclusioni da rivedere, Bizzarri ringrazia. Il Pescara non impensierisce mai l’Inter, che attua un gioco assolutamente offensivo facendo del possesso palla tutt’altro che sterile. Al 43′ finalmente arriva il gol di Joao Mario su assist di Perisic, sempre dalla sinistra: a un passo dalla porta non poteva proprio sbagliare! Il primo tempo termina 2-0: Inter a mille, due gol di vantaggio sono perfino pochi.

SECONDO TEMPO – A inizio ripresa l’Inter va nuovamente all’attacco per provare a chiudere definitivamente la pratica Pescara, che esce alla distanza appena la squadra di Pioli allenta la pressione e la spinta. Al 70′ primo cambio per l’Inter: fuori Perisic, dentro Eder. L’italo-brasiliano prende il posto del croato da ala sinistra. Al 73′ proprio Eder fa partire l’azione che porta al suo gol su assist di Icardi, viziato però da fuorigioco. Al 76′ secondo cambio per Pioli: fuori Candreva, dentro “Gabigol” Barbosa. Il brasiliano agisce da ala destra, non cambiano i dettami tattici di Pioli. I minuti finali sono dedicati proprio a Gabigol, che cerca il gol in tutti i modi: Joao Mario si sacrifica sulla fascia destra al suo posto, permettendogli di agire in posizione più centrale e vicina alla porta. Al 84′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori D’Ambrosio, dentro Santon. Altra sostituzione per far rifiatare un titolare, semplice staffetta del terzino destro, quindi non cambia nulla a livello tattico (come da immagine sotto allegata, ndr). Nonostante i tentativi, il poker non arriva. Il secondo tempo termina 3-0: settima vittoria consecutiva per l’Inter, che stravince e convince appieno.

IPST

PROTAGONISTA – Quando è stato il momento di criticarlo, si è preso le sue meritate critiche. Quando è stato il momento di complimentarsi anche, come stavolta, in cui si innalza a protagonista assoluto: D’Ambrosio. Il terzino napoletano asfalta costantemente la fascia destra e, pur non riuscendo a mettere mai un cross degno di tale nome (ma ormai non gli viene neanche più richiesto…), è l’unico esterno in campo a fare la doppia fase in maniera continua e ampiamente positiva: in difesa a tratti è insuperabile, a centrocampo la sua presenza è costante (paradossalmente è lui il terzino di spinta, Nagatomo quello bloccato in difesa) e in attacco è un uomo in più. Uomo ovunque, corre come un matto facendosi trovare al posto giusto nel momento giusto. Il gol è solo il coronamento di una prestazione iniziata alla grande e chiusa in crescendo. Da mesi – anzi anni – si dice giustamente che l’Inter ha bisogno di una nuova coppia di terzini, in particolare a destra perché orfana da ormai troppo tempo del fenomenale Maicon. D’Ambrosio non è e non sarà mai Maicon, ma quando gioca così riesce a non far rimpiangere il Maicon “svogliato” (ma sempre pericoloso) dei tempi andati: bravo per l’impegno e la dedizione.

COMMENTO – Difficilmente si riesce a chiudere una partita osservando e analizzando solo aspetti positivi: in Inter-Pescara succede anche questo. Pioli vince tutte le scommesse, se così si possono definire: Medel difensore è la realtà più rivoluzionaria dell’Inter odierna, che grazie allo spostamento in difesa del cileno guadagna qualità e abilità sia in difesa sia soprattutto a centrocampo, dove trovano spazio giocatori ben più utili e concreti del numero 17; Brozovic mediano innalza il livello tecnico della squadra ed è elemento prezioso per dinamicità e completezza, poi con Gagliardini si completa alla perfezione; Joao Mario dieci è l’altra conquista tattica dell’ultimo periodo, dato che il portoghese è libero di svariare su tutto il fronte offensivo trovando con facilità l’assist e addirittura il gol (non proprio nelle su corde), rendendo più facile il lavoro degli esterni sulle fasce. Ah già, gli esterni: doppia fase continua per tutti, stavolta spicca il già citato D’Ambrosio. Eppure quest’Inter ha ancora margini di miglioramento: terzini esclusi, Handanovic e Candreva continua a essere gli “anelli deboli” di una macchina quasi perfetta. E considerando i punti portati in dote dai due in questa stagione, la situazione rischia di essere paradossale: il quarto posto va strettissimo a questa Inter, ma il terzo (obiettivo minimo di inizio stagione) è tutto da conquistare. Martedì in TIM Cup bisogna andare avanti battendo la Lazio, poi domenica si deve andare a Torino per battere la Juventus e conquistare l’ottava vittoria consecutiva: riaprirebbe la lotta scudetto in favore di Roma e Napoli… ma l’Inter sarebbe lì, con gli scontri diretti da giocare. Inter, sei pronta all’ennesima pazzia della tua storia? Allo “Juventus Stadium” si decide tutto: vincere per sognare, pareggiare per smettere di illudersi, perdere per frenare la ricorsa.

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