Inter-Napoli: in mezzo OK, caos ai lati. Confermati 3 aspetti

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12 marzo 2018, 01:54
Spalletti

L’Inter ottiene un buon punto in casa contro l’ormai ex capolista Napoli, pur meritando qualcosa di più e non solo per il palo colpito da Skriniar a inizio ripresa. Per la prima volta in stagione dopo la flessione degli ultimi mesi brilla la linea mediana, questa volta nell’inedita coppia formata da Gagliardini e Brozovic

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Napoli: Handanovic; Cancelo, Skriniar, Miranda, D’Ambrosio; Gagliardini, Brozovic; Candreva, Rafinha, Perisic; Icardi.

MODULO – L’impostazione tattica dell’Inter è stata ormai ufficializzata sulla base del 4-2-3-1, ma stavolta Spalletti stupisce tutti con le scelte in mezzo al campo: l’inedita coppia Gagliardini-Brozovic diventa la diga davanti alla difesa al posto dell’affiatato due Vecino-Borja Valero, mentre Rafinha trova collocazione da trequartista.

PRIMO TEMPO – L’Inter fa la partita attaccando principalmente da destra, dove Cancelo è molto alto e Candreva tende ad accentrarsi per creare un’altra linea di passaggio, ma manca la solita precisione nell’ultimo tocco. La manovra è caratterizzata da una fitta rete di passaggi e il ritmo scandito dal pressing continuo. In fase difensiva l’Inter si copre con un 4-5-1 che prevede l’abbassamento di entrambe le ali e di Rafinha sul centro-sinistra, mentre in fase offensiva è praticamente un 3-2-4-1 grazie all’avanzamento di Cancelo a destra, ma a sinistra si sente la mancanza di cattiveria da parte di Perisic. Tra i giocatori più positivi di segnala Gagliardini in fase di interdizione, sebbene la troppa foga gli costi un’ammonizione pesante troppo presto. Il primo tempo termina 0-0: buona Inter, Napoli timoroso.

SECONDO TEMPO – La ripresa inizia con un’importante modifica tattica da parte di Spalletti, che presenta l’Inter a terzini invertiti: D’Ambrosio gioca a destra per limitare Insigne, Cancelo si sposta a sinistra per tenere basso Callejon. Al 48′ il palo di Skriniar, che devia di testa una punizione del solito Cancelo, illude l’Inter di poter fare subito male al Napoli. L’inversione degli esterni bassi dà un doppio effetto, positivo e negativo: si attacca da sinistra, provando a rendere Perisic meno fantasma; si perde la pericolosità del piede destro di Cancelo, che dovendo operare con il piede debole perde sia la qualità sia il tempo ella giocata. Al 64′ primo cambio per l’Inter: fuori Rafinha, dentro Eder. L’italo-brasiliano agisce da seconda punta alle spalle di Icardi. Le squadre si allungano e aumentano gli spazi in cui muoversi e correre palla al piede, ma si fatica a inquadrare la porta. Al 78′ secondo cambio per Spalletti: fuori Candreva, dentro Borja Valero. Lo spagnolo si piazza sulle trequarti facendo scalare Eder a sinistra con lo spostamento di Perisic a destra. L’Inter non trae giovamento da questa tripla modifica sulla trequarti. Al 86′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Perisic, dentro Karamoh. Il francese gioca da ala destra, ma non ha tempo necessario per fare la differenza. Il secondo tempo termina 0-0: un punto meritatissimo per l’Inter, che probabilmente avrebbe meritato qualcosa in più.

PROTAGONISTA – Avendo già citato l’ottimo Gagliardini, che ha finalmente fatto il suo, la palma di migliore non può non andare al giocatore che più di tutti ha stupito dopo le pessime prestazioni dell’ultimo periodo: Brozovic. Al croato è stato affidato il compito peggiore della serata: guidare il centrocampo dell’Inter mettendo in mostra sia le qualità di regista in costruzione (al posto di Borja Valero) sia quelle di incursore negli inserimenti (al posto di Vecino), addirittura senza mancare in fase di rottura. E il risultato finale è stato ottimo: cambi di gioco intelligenti e lanci utili, passaggi precisi e sovrapposizioni repentine, chiusure pulite e supporto importante. Può fare di più, ma rispetto alle ultime uscite è un passo in avanti notevole: centrocampista totale. Se fino a ieri Spalletti vedeva Brozovic come il suo trequartista ideale, la prestazione offerta contro il Napoli da mediano nel centrocampo a due deve far riflettere: qual è la vera natura del n. 77 croato? Promosso.

COMMENTO – Lo 0-0 contro il Napoli permette di sottolineare tre concetti ormai abbastanza noti: 1. nella partita secca l’Inter può giocarsela alla pari con tutte, se solo volesse e s’impegnasse per far sì che sia così, anche se gli obiettivi stagionali sono diversi (nel complesso la rosa del Napoli è superiore); 2. l’Inter non teme le big, con le quali è ancora imbattuta e, anche se l’attacco non offre chissà cosa, almeno la difesa regge alla grande (Handanovic inoperoso); 3. la corsa alla Champions League è apertissima e, mentre la doppia fuga romana è stata scongiurata, inizia a preoccupare la rimonta del Milan, pertanto il derby di ritorno è l’ennesimo scontro diretto da non fallire (da non perdere, ma possibilmente da vincere). La prestazione offerta a San Siro contro l’ex capolista è da incorniciare per il carattere mostrato e per la qualità nella zona centrale sia dalle coppie sia dai singoli: Skriniar-Miranda perfetta, Gagliardini-Brozovic sorprendente, Rafinha in crescita e Icardi costretto a trasformare in oro il ferro che gli arriva dai compagni di reparto, senza riuscirci sempre. Di conseguenza, il problema dell’Inter è sulle fasce: D’Ambrosio indecifrabile a sinistra come a destra, Candreva confusionario, ma soprattutto Perisic completamente assente. Si salva solo Cancelo, ma spostarlo a sinistra complica non poco la situazione tecnico-tattica dell’Inter. Di sicuro nello spogliatoio qualche malumore inizia a esserci, le parole di Spalletti suonano come un allarme e chissà che servano a spronare tutto il gruppo: i prossimi impegni stagionali non devono essere falliti.