Inter-Milan: Pioli fa tutto da solo e la perde, lettura da esonero

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15 aprile 2017, 16:44
Stefano Pioli

A San Siro succede l’impossibile, dopo un primo tempo dominato e chiuso sul doppio vantaggio: al 97′ il Milan riacciuffa l’Inter costringendola al 2-2, ma tutte le colpe sono di Pioli, che si è praticamente auto-esonerato in vista della prossima stagione. Pessima la sua lettura della partita, dato che con le sostituzioni ha regalato la partita ai rossoneri

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Pioli per affrontare il Milan: Handanovic; D’Ambrosio, Medel, Miranda, Nagatomo; Gagliardini, Kondogbia; Candreva, Joao Mario, Perisic; Icardi.

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MODULO – Ancora 4-2-3-1 per l’Inter, che stavolta ritrova Gagliardini in mediana, ma soprattutto Joao Mario sulla trequarti. Sono due novità fondamentali sia per gli equilibri tattici sia per migliorare l’apporto tecnico nella porzione centrale del campo, senza perdere in fisicità. La vera sorpresa è il ritorno di Nagatomo tra i titolari in qualità di terzino sinistro, scelta motivata dallo spauracchio Suso: il giapponese dovrebbe tenere il passo dello spagnolo, pericolo numero uno tra i rossoneri.

PRIMO TEMPO – Milan subito pericoloso in apertura di gara. Fuori dal gioco per 5′, appena Joao Mario si accende sull’out sinistro l’Inter crea il primo pericolo sotto porta. Al 14′ palo di Deulofeu che salva clamorosamente l’Inter, poi brava a ripartire in contropiede con un Joao Mario più rubapalloni che numero 10. Sono continui i cambiamenti di fronte, ma è l’Inter a fare la partita. Joao Mario è uomo ovunque, copre e attacca da sinistra a destra, ma all’Inter continua a mancare densita in area di rigore, con Icardi e le ali spesso impegnati in fase difensiva e quindi lontani dalla porta. Inter molto aggressiva, il pressing sui portatori di palla rossoneri è continuo, ma Nagatomo prima e D’Ambrosio poi lasciano scoperta la propria zona di competenza rischiando non poco sui rapidi contropiedi del Milan. In particolare si soffre la velocità di Deulofeu. Al 35′ Candreva segna sfruttando il mancato intervento di De Sciglio su lancio in verticale di Gagliardini, che dalla linea di centrocampo arriva proprio sul piede destro di Candreva in area davanti a Donnarumma, quest’ultimo non particolarmente reattivo in uscita. L’Inter non si ferma e al 44′ Perisic affonda sulla sinistra bruciando tutta la difesa del Milan e mette Icardi in condizione di segnare a porta praticamente sguarnita. Il primo tempo termina 2-0: Inter molto concreta, Milan colpito e momentaneamente affondato in due mosse.

SECONDO TEMPO – A inizio ripresa il Milan è costretto ad attaccare con più insistenza e va segnalata una doppia leggerezza di Miranda, mentre è eccellente la prestazione di Kondogbia in fase di rottura. L’Inter continua ad attaccare principalmente con la catena destra, dove la coppia D’Ambrosio-Candreva è ben supportata dall’ispirato Joao Mario. Deulofeu emula Perisic nell’azione del 2-0 bruciando D’Ambrosio, ma è proprio il croato ad anticipare gli attaccanti rossoneri in area evitando un gol impossibile da sbagliare. L’Inter si abbassa un po’ troppo e permette al Milan di fare la partita, anche Medel salva Handanovic su tiro di Bacca. Al 67′ primo cambio per l’Inter: fuori Perisic, dentro Eder. Staffetta nel ruolo di ala sinistra, non cambia nulla. Il giro palla del Milan non stanca l’Inter, che tiene il pericolo lontano dalla propria porta, tranne nell’occasione in cui Handanovic perde palla dopo lo scontro con Bacca e Miranda rischiando la beffa. Meglio il Milan che l’Inter, troppo sulla difensiva. Al 80′ secondo cambio per Pioli: fuori Joao Mario, dentro Murillo. Il colombiano va a fare il terzo di destra nella difesa a tre, permettendo il passaggio al 3-5-2 con Candreva addirittura mezzala destra. Al 83′ Romagnoli sfrutta una dormita difensiva con deviazione di Miranda disturbato anche da D’Ambrosio e accorcia su cross di Suso dalla destra. Al 91′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Candreva, dentro Biabiany. Il francese prende posizione sul centro-destra, resta un 3-5-2 che non riesce mai a trasformarsi in 3-4-2-1 causa possesso palla prolungato del Milan, anzi il lungo girovagare di Eder per il campo dà l’impressione che sia un 3-5-1-1 ultra-difensivo (come da immagine sotto allegata, ndr), praticamente un 5-3-1-1. Incredibilmente, con 5′ di recupero e Locatelli graziato dall’espulsione, al 97′ Zapata pareggia sugli sviluppi di un angolo (assegnato a tempo scaduto) battuto da Suso e spizzato da Bacca, ma solo dopo l’OK della Goal Line Technology in seguito al tentato salvataggio di Medel sulla linea. Finisce così. Il secondo tempo termina 2-2: imbarazzante quanto fatto da Pioli nella ripresa.

IMST

PROTAGONISTA – In campo si è esaltato Joao Mario fino al 2-0, poi un altro protagonista è salito sugli scudi… per il Milan: Pioli. L’allenatore dell’Inter non ha solo condizionato la partita con una pessima lettura della situazione, ma l’ha assolutamente decisa con tre cambi folli. Pioli ha messo l’Inter tutta in difesa per difendere prima il 2-0 e poi il 2-1, subendo meritatamente il pareggio del Milan. Non ci sono tanti commenti da fare: Pioli si è dimostrato provinciale come pochi altri allenatori nella storia dell’Inter (molto peggio di Gasperini e Mazzarri, per fare due esempi illustri), la conseguenza non può che portare all’esonero. Bocciatissimo.

COMMENTO – Finché giochi e perdi, va bene. Cioè non va bene perdere, ma è accettabile farlo dopo aver deciso di giocare. Se perdi (perché il 2-2 di oggi al 97′ vale come una sconfitta) dopo aver deciso di non giocare, allora non va bene. Anzi, non deve esistere una cosa simile. Dopo il 2-0 Pioli ha deciso di non giocare, boicottando la prestazione dell’Inter e tutti i suoi migliori giocatori: fuori Perisic (problemi al ginocchio per lui) sostituito con Eder per non modificare l’assetto tattico, è inspiegabile successivamente l’uscita di Joao Mario (sicuramente stanco) per inserire Murillo e chiudersi in difesa con cinque uomini. Il peggio, però, avviene al 91′: dentro Biabiany al posto di Candreva per perdere tempo e fa già ridere così, ma mettere l’ala francese a fare densità in mezzo al campo è quanto di più assurdo si potesse decidere. Mentre il Milan si gioca il tutto e per tutto con cinque attaccanti contemporaneamente in campo (Suso, Ocampos, Deulofeu, Bacca e Lapadula), in panchina restano comodamente seduti Banega, Brozovic, Ansaldi, Palacio e il solito “Gabigol” Barbosa, eppure Pioli decide di far entrare Biabiany che non veniva utilizzato da secoli. Già questo basterebbe per chiudere qui la parentesi nerazzurra del tecnico parmigiano, che stavolta l’ha fatta davvero grossa, superando se stesso nelle sciagure di Crotone e degli altri scontri diretti, contro la Roma in particolare. L’Inter abbandona il “sogno” – anzi paracadute – Europa League, perché adesso solo un regalo del Milan (o dell’Atalanta) può permettere ai nerazzurri di qualificarsi per la seconda competizione europea. L’Inter dipende solo dai risultati altrui e non è possibile crederlo a sei (complicatissime) giornate dalla fine, con Fiorentina (che insegue e può provare il sorpasso), Napoli (che scappa verso la Champions League) e Lazio (che vuole blindare il quarto posto) ancora da affrontare. Addio Pioli, buona fortuna altrove.