Inter-Milan: Icardi decisivo senza centrocampo, Vecino vittima

Articolo di
16 ottobre 2017, 02:29
Icardi Vecino

La sosta non blocca la prepotente avanzata dell’Inter, che riesce a fare suo anche il primo derby stagionale: 3-2 fissato al 90′ da un rigore di Icardi, autore di una tripletta e pertanto uomo simbolo della giornata. Un’Inter double face quella di Spalletti, che crolla nella ripresa perdendo il centrocampo, ma non la partita

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Milan: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Nagatomo; Vecino, Gagliardini; Candreva, Borja Valero, Perisic; Icardi.

IMFU

MODULO – L’Inter rimane senza trequartisti a causa dell’infortunio di Brozovic e della tonsillite che ha messo KO Joao Mario, ma Spalletti non rinuncia al suo 4-2-3-1, optando per Borja Valero più avanzato rispetto alla coppia Vecino-Gagliardini, chiamata a fare da schermo davanti alla difesa. Non cambia il resto, tutto confermato, compreso Nagatomo terzino sinistro.

PRIMO TEMPO – Fin dai primi minuti l’Inter occupa meglio il campo rispetto al Milan, schiacciatissimo nella propria metà campo, così può gestire meglio la manovra sia palla a terra (macchinosa) sia tentando il lancio lungo (rapida) per Icardi. Il dinamismo in mezzo al campo si nota, ma la maggior parte degli attacchi arriva da destra, anche se Candreva non è preciso nei primi cross. Al contrario, proprio Candreva colpisce la traversa al primo tiro dopo essersi accentrato. La nota negativa della prima frazione sono le troppe sbavature da parte di Miranda, che si prende un’ammonizione gratuita come Vecino. Al 28′ Candreva da destra pennella il cross giusto per il gol di Icardi, che si fionda sulla palla in area di rigore e buca di prima Donnarumma. Le ammonizioni in casa Inter iniziano a pesare a condizionare la prestazione: manca cattiveria in mezzo, dove il Milan inizia a farsi largo con meno timidezza rispetto alla prima mezz’ora di gioco. Il primo tempo termina 1-0: ottima Inter, Milan imbarazzante a esclusione degli ultimi minuti.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre senza novità per l’Inter, mentre il Milan inserisce Cutrone al posto di Kessié arretrando il raggio d’azione di Suso: questa mossa scombina i piani di Spalletti. Al 49′ viene giustamente annullato il gol Musacchio per fuorigioco sulla ribattuta dopo il palo di André Silva. Nella manovra dell’Inter si inizia a perdere il centrocampo, che spesso viene saltato con lanci lunghi dalla difesa. Al 56′ Suso segna dalla distanza, sfruttando una finta che mette fuori dai giochi la doppia marcatura. Squadre immediatamente più lunghe, tanti spazi e prime ripartenze letali: Vecino conclude fuori dallo specchio. Al 63′ l’accoppiata Icardi-Perisic inventa un contropiede da fantascienza dopo aver rubato palla e conclude con la doppietta dell’argentino, sempre al volo, su cross del croato da sinistra. Al 72′ primo cambio per l’Inter: fuori Candreva, dentro Cancelo. Il portoghese debutta a San Siro agendo da ala destra. All’81’ fa tutto l’Inter: Handanovic prova a respingere la conclusione di Bonaventura, ma porta la palla con sé oltre la linea, causando il più comico degli autogol. Al 85′ secondo cambio per Spalletti: fuori Borja Valero, dentro Eder. L’oriundo italo-brasiliano si piazza dietro a Icardi. Al 89′ Ricardo Rodriguez cintura D’Ambrosio in area, rigore: Icardi spiazza Donnarumma al 90′, ed è tripletta. Al 93′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Icardi, dentro Santon. L’italiano si piazza davanti a Nagatomo in un disordinatissimo 4-4-2 finale (come da immagine sotto allegata, ndr). Il secondo tempo termina 3-2: grande reazione dell’Inter quando tutto sembrava perduto e perfino un pareggio stava per essere accettato di buon grado.

IMST

PROTAGONISTA – Non bisogna aggiungere altro, basta il nome: Icardi. A inizio partita viene fermato per fuorigioco inesistente a tu per tu con Donnarumma, negandogli forse la prima gioia. Dopo nemmeno mezz’ora di gioco (sullo 0-0) tocca il primo pallone in area e segna. Nella ripresa (sull’1-1) ruba il secondo pallone, triangola con Perisic e segna. Al 90′ (sul 2-2) si incarica di battere il rigore e segna. Fa tutto Icardi. La prestazione di Icardi e del resto della squadra non sarà stata una granché, ma è il risultato ciò che conta e soprattutto la concretezza: tre gol, tre punti. Straordinariamente fondamentale e a tratti principesco, anche se non è Milito.

COMMENTO – La partita inizia nel peggiore dei modi dopo la notizia del forfait di Joao Mario, ma Spalletti fa la cosa più intelligente possibile: mette Vecino e Gagliardini a fare densità in mezzo al campo, dove la fisicità del Milan può farla da padrona, con Borja Valero libero di agire tra Biglia e la difesa a tre del Milan. E infatti funziona, almeno per un terzo di partita, poi inizia il crollo che riapre gli spazi e dà fiducia al Milan. Per fortuna, però, Montella si auto-punisce: togliendo Kessié per Cutrone, permette all’Inter di respirare un po’ a inizio ripresa, posticipando di qualche minuto quello che sarebbe stato un dramma annunciato. E il dramma arriva da lì a poco: l’Inter perde totalmente il centrocampo, dove è solo il Milan a gestire palla, costringendo i nerazzurri a correre a vuoto. Aumenta la stanchezza, diminuisce l’attenzione e soprattutto la qualità delle giocate: i centrocampisti dell’Inter non ne hanno più, né fiato né gambe. Non è un caso se il gol del 2-1 arriva di prepotenza sull’asse Icardi-Perisic, mentre il 3-2 (dopo aver regalato il 2-2 al Milan) è frutto di un regalo dell’accoppiata Ricardo Rodriguez-Donnarumma: il primo causa il calcio d’angolo (dopo azione Icardi-Eder) e il conseguente rigore (trattenuta su D’Ambrosio), il secondo non riesce a opporsi minimamente alla conclusione di Icardi. Del centrocampo nerazzurro nemmeno l’ombra, fiammate di Vecino a parte: l’uruguayano è l’unico a fare (bene) la doppia fase fino all’ultimo minuto, ma non viene per nulla aiutato dai compagni di reparto. Il fatto che finiscano tutti per essere ammoniti, compreso il “trequartista finale” Eder – costretto a sacrificarsi con un ripiegamento difensivo terminato con un fallo dopo il centrocampo per evitare l’autostrada verso la porta di Handanovic – è sinonimo che qualcosa non ha funzionato. Qualcosa o meglio qualcuno: Gagliardini è andato nel caos dopo l’1-0, Borja Valero ha terminato la benzina troppo presto. Spalletti deve ripartire da qui, con un centrocampo sempre più corto e difficile da correggere, ma con un Cancelo recuperato e un Icardi scatenato: la trasferta di Napoli inizia da questi presupposti, consapevoli che si va per tentare l’impresa di vincere (con conseguente sorpasso in vetta, da -2 a +1), ma anche la sconfitta potrebbe essere accettata di buon grado, avendo 3 punti di vantaggio sulle prime inseguitrici (Lazio e Juventus), 7 sulla Roma (che deve recuperare la partita contro la Sampdoria) e 12 sul Milan. Ottimo lavoro, Spalletti&Co.