Inter-Juve: scacco matto de Boer, Icardi Re! Lezione di calcio

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18 settembre 2016, 23:12
Icardi de Boer

L’inattesa luce dopo il buio europeo si manifesta proprio a San Siro: l’Inter di de Boer ha la meglio sulla favoritissima Juventus di Allegri e la ha su tutti i piani. Nel 2-1 finale è esemplare la prestazione di Icardi, mai stato così capitano e leader di questa squadra come oggi

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da de Boer per affrontare la Juventus: Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Murillo, Santon; Joao Mario, Medel; Candreva, Banega, Eder; Icardi.

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MODULO – Dopo l’ottima prova di Pescara e la debacle in Europa League, l’Inter non è in vena di esperimenti e ripropone il 4-2-3-1 visto in Abruzzo. Tutto confermato, a eccezione di Perisic, che inizia dalla panchina perché non al meglio dopo l’acciacco patito in settimana: al suo posto Eder, largo a sinistra sulla trequarti.

PRIMO TEMPO – L’Inter va subito in pressing altissimo sui portatori di palla della Juventus, il che porta la difesa nerazzurra a rischiare molto in contropiede. Il trio di centrocampo è posizionato in maniera asimmetrica: Medel fa da schermo davanti alla difesa, mentre Banega e Joao Mario si muovono alternativamente al suo fianco salendo sulla trequarti e arretrando per impostare l’azione. L’Inter è molto aggressiva, pertanto la Juventus accusa un po’ il colpo e non riesce a fare la partita. Nonostante l’impegno, sono troppi i passaggi sbagliati dagli uomini di de Boer, imprecisi sia su quelli bassi sia su quelli alti, confermando la tesi sul problema legato ai cross. Al 30′ de Boer inverte le due ali: Candreva va a sinistra, Eder a destra, ma l’esperimento dura solo pochi minuti. In avanti Icardi lotta su tutti i palloni e prende anche un palo, che avrebbe dato all’Inter un vantaggio meritato. Spesso Banega è più arretrato rispetto a Joao Mario, che gioca a tutto campo, mentre Medel aiuta i terzini nelle chiusure, decentrandosi rispetto al ruolo di partenza. Il primo tempo termina con il risultato di 0-0: Inter molto più propositiva della Juventus, la partita sembra essere stata preparata nel modo ideale.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con un’Inter ancora più aggressiva: sono continui gli attacchi sulle fasce, ma le cose migliori si vedono per vie centrali sull’asse Banega-Joao Mario. Icardi mette costantemente in crisi la linea a tre della Juventus, che non riesce a contenere la potenza del capitano nerazzurro, protagonista su tutti i palloni. Ma al 66′ arriva la beffa: Lichtsteiner segna anticipando Santon su assist di Alex Sandro, che elude in più occasioni l’intervento di D’Ambrosio. Al 68′ è immediato il pareggio dell’Inter: Icardi svetta di testa su calcio d’angolo battuto magistralmente da Banega. Al 69′ primo cambio per l’Inter: fuori Eder, dentro Perisic. Confermato l’assetto iniziale, con il croato largo a sinistra sulla trequarti. La disposizione dell’Inter migliora in ampiezza. Al 75′ secondo cambio per de Boer: fuori Medel, dentro Melo. Il brasiliano si piazza in mezzo sulla linea mediana. I crampi iniziano a farsi sentire, ma prima arriva il gol: Icardi fa tutto, Perisic impatta di testa ed è 2-1. Al 78′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Santon, dentro Miangue. Il classe ’97 belga agisce da terzino sinistro. Nel finale cresce la Juventus: al 90′ espulso Banega per doppio giallo, così l’Inter si dispone con il 4-4-1 (come da immagine sotto allegata, ndr). Nonostante i tentativi bianconeri, l’Inter tiene bene il campo e porta a casa la vittoria. La partita termina 2-1: un’Inter eroica umilia letteralmente la favorita Juventus.

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PROTAGONISTA – Prestazione magistrale dell’Inter e i complimenti per de Boer neanche dovrebbero sprecarsi, ma più di tutti stupisce l’uomo in più di squadra squadra: Icardi. Il capitano nerazzurro non è uomo in più per l’ennesimo gol fatto, bensì per i movimenti: finalmente da centravanti navigato, che porta sulle sue spalle tutto il peso dell’attacco e della squadra. Icardi è il primo a pressare, l’ultimo a mollare. Va su tutti i palloni e su tutti gli avversari, trovando il tiro di piede e di testa, il passaggio filtrante e laterale, di sponda oppure semplicemente di potenza. Protagonista di una partita clamorosa, Icardi crea un curioso paradosso: giocando sempre così, potrebbe essere utilissimo all’Inter anche senza segnare. Eppure non solo segna, ma – dopo una prepotente azione personale – confeziona anche l’assist decisivo per il 2-1 di Perisic. Con il Principe Milito in tribuna, Icardi diventa Re nello scacco matto di de Boer alla Juventus.

COMMENTO – La partita nella partita ha un solo colore: l’azzurro, perché il nero è comune a entrambe le compagini. L’Inter ha battuto la Juventus, Icardi ha battuto Higuain, ma soprattutto de Boer ha battuto e umiliato Allegri. Ma meglio non farsi prendere la mano con l’entusiasmo dilagante, bisogna continuare a lavorare su questa strada. De Boer prepara la partita come meglio non poteva, ma riesce anche a leggerla alla perfezione: prima panchina Perisic per Eder, che al suo posto è tra i migliori a livello tattico tagliando spesso in area al fianco di Icardi; poi sull’1-1 inserisce il croato ed è subito gol… e vittoria. A parte questo, è geniale la mossa in mezzo al campo: Joao Mario inizia sul centro-destra perché “coperto” da D’Ambrosio e Candreva, mentre Medel è sul centro-sinistra per coprire a sua volta Santon ed Eder, invece Banega è libero di svariare. Poi a partita in corso Medel copre tutta la linea difensiva – da terzino a terzino -, mentre la coppia Joao Mario-Banega agisce in cabina di regia alternandosi e dando spettacolo. Quella di de Boer è una vera e propria lezione di calcio: sfrutta i pregi della sua Inter per mettere in difficoltà la Juventus, che vedendosi aggredita non riesce a reagire e solo per sua fortuna trova un gol laddove l’Inter ha un handicap noto a tutti e che de Boer non può correggere, almeno fino a gennaio. Lo scacco matto di de Boer alla Juventus viene servito con gli ultimi due cambi: restano in panchina il costosissimo Kondogbia e il titolare Nagatomo, entrano il criticatissimo Melo e il giovane Miangue, quasi a voler umiliare la corazzata bianconera. Risultato? Ha vinto de Boer, amen. Se tutte le partite fossero preparate e interpretate così, lo scacchiere nerazzurro avrebbe già trovato quasi tutte le pedine nelle caselle giuste: a muoverle, ovviamente, mister de Boer.

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