Inter-Genoa: Spalletti indovina cambi e lettura, Karamoh decisivo

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24 settembre 2017, 19:36
Karamoh

Dopo il mezzo passo falso di Bologna, l’Inter si ritrova, almeno a livello di risultato: altra prestazione rivedibile e vittoria sofferta, ma l’1-0 firmato da D’Ambrosio al 87′ significa soprattutto tre punti. L’Inter di Spalletti non fa grandi passi avanti, ma torna alla vittoria e alla porta imbattuta. Decisivi i cambi in corsa, interessante la variante Karamoh

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare il Genoa: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, Miranda, Dalbert; Vecino, Borja Valero; Candreva, Brozovic, Perisic; Icardi.

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MODULO – Solite due modifiche all’undici titolare rispetto all’ultima uscita, ma nessuno stravolgimento tattico: nel 4-2-3-1 odierno dell’Inter ritrova spazio Dalbert come terzino sinistro, ma soprattutto Brozovic nel ruolo di trequartista. L’idea di Spalletti, più che puntare sul numero 77 croato come regista offensivo, è quella di tenere Joao Mario ed Eder come armi tecnico-tattiche dalla panchina.

PRIMO TEMPO – Rispetto a Bologna, a inizio gara il giro palla dell’Inter è molto più veloce, ma viene rallentato solo dall’imprecisione di Brozovic spalle alla porta. Il croato è molto più utile in fase di recupero palla che nell’ultimo passaggio. Dopo i primi dieci minuti, il ritmo rallenta. Al 25′ succede l’incredibile: eccellente contropiede del Genoa, che riesce ad arrivare in porta con pochi tocchi sfruttando il buco difensivo lasciato dall’Inter con Skriniar avanzato, a recuperare e salvare tutto è Icardi in scivolata nell’area piccola su cross dalla sinistra a un passo da Handanovic, palla in angolo. L’Inter attacca prevalentemente a destra, dove è più prevedibile rispetto a sinistra, inoltre a turno Candreva e Perisic si accentrano permettendo a Brozovic di allargarsi. Al 45′ il palo di Brozovic nega il vantaggio all’Inter, che finalmente riesce a finalizzare un’azione verso la porta difesa da Perin. Il primo tempo termina 0-0: più Inter che Genoa, ma è ancora troppo poco.

SECONDO TEMPO – A inizio ripresa l’Inter è sempre macchinosa nella costruzione della manovra, soprattutto quando la palla arriva sulle corsie laterali: gli esterni impiegano troppo tempo per la giocata, permettendo il riposizionamento della linea difensiva del Genoa, inoltre i cross non sono mai un granché. Al 60′ primo cambio per l’Inter: fuori Candreva, dentro Eder. L’oriundo italo-brasiliano si piazza alle spalle di Icardi, così Brozovic si allarga a destra. I guizzi di Eder danno più vivacità alla manovra nerazzurra. Al 72′ secondo cambio per Spalletti: fuori Borja Valero, dentro Karamoh. Il francese agisce da ala destra permettendo a Brozovic di arretrare sulla linea mediana. Spalletti si gioca la carta novità per cambiare l’inerzia della partita. Al 81′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Brozovic, dentro Joao Mario. Il portoghese si posiziona sul centro-destra in mediana al fianco di Vecino (come da immagine sotto allegata, ndr). Al 87′ l’Inter trova il vantaggio con il gol di D’Ambrosio di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Al 90′ la velocità di Eder provoca l’espulsione diretta di Omeonga, invece al 93′ Karamoh è causa della stessa sorte per Taarabt: il Genoa chiude in nove contro undici. Il secondo tempo termina 1-0: un’Inter cinica porta a casa altri tre punti importantissimi, salendo a quota 16 in classifica.

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PROTAGONISTA – D’Ambrosio segna il gol vittoria, Handanovic mantiene la porta imbattuta, Eder cambia sicuramente la partita e Joao Mario fa l’assist decisivo, ma tutti i riflettori sono per il debuttante: Karamoh. Il classe ’98 francese ci mette un po’ prima di trovare concretezza nelle giocate, ma ha il merito di realizzare il bel tiro che costringe Perin a regalare l’angolo da cui nasce il gol dell’Inter. Nel recupero, grazie alle sue giocate tecniche in velocità, causa l’ammonizione di Zukanovic e soprattutto l’espulsione di Taarabt, finendo per giocare sul già ammonito Migliore. Sembra poco, ma in realtà un approccio alla partita così non può che essere da sottolineare positivamente. Speranza.

COMMENTO – Sulla prestazione non entusiasmante dell’Inter è già stato detto tanto, in verità i paragoni con Crotone e Bologna non sono corretti. Nella doppia trasferta l’Inter ha lasciato giocare i padroni di casa, invece questa volta prova a fare la sua partita, mostrando i soliti limiti in costruzione. La partita più simile a questa è quella casalinga contro la SPAL, finita con i tre punti come stavolta, nonostante l’ottima prova degli ospiti. La preparazione della partita da parte di Spalletti è impeccabile, perché non può fare molto: la rosa è questa, rilanciare Dalbert e soprattutto Brozovic ci sta, perché Joao Mario dà meno garanzie dal 1′. E infatti i cambi effettuati nella ripresa sono vincenti, frutto di una lettura ancor superiore alla preparazione in sé: fuori Candreva arretrando un “trequartista” (prima Brozovic, poi Joao Mario) in favore del più concreto Eder, poi il debutto di Karamoh largo a destra. L’intuizione è vincente, pur sottolineando che il gol-vittoria è più frutto del caso che di una costruzione del gioco più concreta. Chiusa la pratica Genoa, l’Inter si trova davanti uno scenario da non fallire: battere il Benevento e “ritrovarsi” – recuperando – durante la sosta, prima del tour de force contro Milan e Napoli.